info@bradipodiario.it

TEMPIO APERTO

Il Prossimo Tuo – 2. Cosa  E’ In Gioco Senza Partecipazione

 La dilagante espansione delle tecno-destre mette a rischio la democrazia non partecipata.

 

 

⊂⊃

 

⊆ Nello scorso intervento ci siamo lasciati con l’augurio di una nuova “Liberazione”, in occasione degli ottant’anni da quella che consentì l’esercizio democratico della neonata Repubblica. 
– La Contesa Politica
Su tale auspicio, è evidente, non tutti concordano ed il richiamo di tipo politico al “prossimo”, purtroppo, ci divide: fra coloro che riconoscono nel dettato costituzionale la cornice non emendabile della nostra coesistenza civile; e chi ritiene l’attuale Costituzione una sorta di percorso ad ostacoli da bypassare, se non proprio da riformare fino a stravolgerne lo spirito informatore. 
A mio avviso, chi si pone a difesa dei principii della vigente Costituzione non deve limitare l’analisi di quanto accade ad una deriva neofascista o comunque autoritaria. Le riforme volute dalle destre sono sì coerenti ai progetti di regime risalenti ai tempi di Portella delle Ginestre fino alle stragi del 1992-’93, piani congegnati da apparati deviati delle istituzioni (loggia P2 sopra tutti) col sostegno armato di mafia e terrorismo; ma se allarghiamo l’orizzonte alle attuali finalità dei “burattinai” d’oltreoceano, temo che le riforme volte a tradurre l’Italia da Stato sociale e di diritto a Stato minimo e repressivo, possano altresì comportare un rischio più oscuro e denso di incognite che si sia mai immaginato. 

– L’ “Alleato” Ed I Suoi Dogmi 
Chi rifiuta o meglio, a chi sono estranei i valori fondanti della democrazia parlamentare, della divisione dei poteri, dell’unità, indipendenza e autonomia della magistratura e ci governa secondo una politica neutralizzata dai poteri tecno-economici, vola per saltare sul carro della coppia vincente musk&trump. Atterra sempre nella “Patria” a stelle e strisce, ma ora l’asservimento veleggia, non sappiamo quanto coscientemente, oltre il consueto diktat di fedeltà atlantista: la presenza insistita presso la corte del pluri-pregiudicato presidente USA dell’indagata Meloni (unica a non aver sottoscritto l’emendamento ONU contro le misure trumpiste nei riguardi della Corte Penale dell’Aja), potrebbe valere come una sorta di investitura feudale del “Nuovo Ordine” nei giochi politici italiani e soprattutto europei. Un rapporto ancillare, utile all’occorrenza; al servizio di quella miscela dirompente formata da una componente per così dire populista, portatrice dell’ideologia suprematista M.A.G.A. (detonata nei fatti del 6 gennaio 2021 al Campidoglio di Washington); e da quella tecno-capitalista, germogliata fra le startup e gli atenei della Silicon Valley, così plasticamente rappresentata il 20 Gennaio scorso dai super-oligarchi schierati in prima fila per l’investitura di The Donald. Il tutto in chiave di puro dominio economicista, in barba ai principii del diritto, adatto ad assestare il colpo di grazia alle residue speranze di coesione delle culture europee; è l’abbraccio ai dogmi del tecno-capitalismo targato AI (intelligenza artificiale) e della finanza deregolati, del negazionismo ambientale, dell’estrattivismo energetico senza limiti e, non ultimo, alle guerre, commerciali e armate. Un culturame ove, in primis ne fece le spese la comunicazione via etere e web, tutto ciò che competerebbe al pubblico è stato e sarà pezzo a pezzo privatizzato, costi quel che costi per il profitto ed il potere smisurati di pochi, sotto il controllo pervasivo esteso allo spazio extraterrestre (in violazione dei Trattati in materia)

– Che Fare?  
Quali carte rimangono da giocare a chi non vorrebbe assoggettarsi a tale scenario? Poche purtroppo: non tralascerò mai occasione nel sostenere che la primaria forma di “resistenza” risiede intanto in ciascuno di noi, semplici cittadini, nel nostro (residuo) senso di responsabilità; micronesiane entità terrestri, siamo in grado come singoli di coltivare le nostre stesse esistenze su modelli alternativi al “tecno-mostro” qui presentato. In quale maniera?  

Mantenendo, come gli “uomini-libro” del celebre Fahrenheit 451 di Red Bradbury (qui la scena finale dell’omonimo film di Francois Truffaut) la memoria storica del passato; praticare i quotidiani gesti con rispetto puntiglioso per la madre Terra ed i suoi abitatori; istruirsi, educare, tramandare, divulgare, rivendicare i proseliti e le regole della nostra cultura civile e democratica.  

Un esempio su tutti? Ce lo fornisce proprio Bocca-di-Rose da’ Garbatella nonché Presidente del Consiglio: essa, sfilandosi dal dibattito democratico, ad ogni utile ricorrenza puntualmente saetta al popolo le sue mistificanti verità attraverso lo smisurato amplificatore dei social media. Esattamente ciò che in un rapporto fra governante e governato andrebbe evitato; e che si deve sottoporre ad attenta (e faticosa) verifica una volta ascoltato. 

Pertanto, l’unica scappatoia è sottrarsi al modello informativo predominante, che negli effetti ostacola una libera e consapevole formazione del pensiero; l’assenza di una disciplina sull’uso pubblico di una piattaforma comunicativa suggerisce di agire in direzione ostinata e del tutto contraria alle suggestioni del martellante “mondo parallelo” che ci viene proposto come esclusivo.

– Conclusioni
L’alibi della delega che scarica responsabilità (e colpe) al politico, al sindacato, all’amministratore locale, all’impiegato del catasto, alla connessione saltata…, spiacente ma non regge più; oramai, priva del sostegno partecipato e non solo mediato della cittadinanza, la democrazia è troppo debole per sopravvivere. 
L’indolente o rassegnata passività dei non spetta a me o dei vediamo cosa succede è il prologo di ogni arbitrio, se non di fatali atrocità; cade a proposito una frase (ne circolano più versioni, una è incisa presso il Monumento all’Olocausto di Boston) pronunciata dal teologo e pastore protestante tedesco Emil Martin Niemöller, pronunciata in un periodo non remoto e tutt’altro che rimosso:  

«Quando i nazisti presero i comunisti, io non dissi nulla perché non ero comunista. Quando rinchiusero i socialdemocratici io non dissi nulla perché non ero socialdemocratico. Quando presero i sindacalisti, io non dissi nulla perché non ero sindacalista. Poi presero gli ebrei e gli zingari, e io non dissi nulla perché non ero né ebreo né zingaro. Poi vennero a prendere me e non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa». ⊇

TEMPIO APERTO ritorna martedì 1 aprile

⊂⊃

≡ Elaborazioni grafiche di Giuseppe Rissone – Fotografia di Gian Michele Spartano ≡



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *