info@bradipodiario.it

IL CURIOSO MONDO DEGLI ANIMALI

Opportunismo Alimentare

Le soluzioni facili piacciono a tutti

 

 SILVIO MARENGO

¤

 

⊕ Per parlare con cognizione di causa di “opportunismo alimentare” è necessario darne prima una definizione. Esso consiste nel comportamento di numerose specie animali che soddisfano il loro appetito quotidiano approfittando di alcune attività umane, che sono particolari e forniscono contemporaneamente una forma di approvvigionamento di cibo, anche solamente per brevi periodi. Prendendo in considerazione gli uccelli, facili da osservare sono i colombi comuni, detti colombi torraioli. Sono così chiamati perché sono soliti nidificare sulle torri o sulle case nella loro parte alta. Anche nelle città essi trovano nutrimento sulle piazze, nelle aree mercatali delle città, specialmente alla fine dei mercati giornalieri, oppure nei cortili e nei parchi cittadini. I colombi si portano spesso anche vicino a bar o ristoranti all’aperto, come accade parimenti sulle spiagge frequentate nel periodo estivo. Il colombo è l’unica specie di volatile che beve immergendo il becco nell’acqua e aspirando con la bocca come fa l’uomo, a differenza di tutti gli altri uccelli che si riempiono il becco di acqua e poi sollevano la testa per deglutire. Grazie alla facilità di accedere a fonti di nutrimento in città il colombo comune si riproduce parecchio e forma grandi gruppi. Accade a volte che stormi numerosi compiano voli allontanandosi giornalmente di pochi chilometri dai centri abitati per andare a cercare altre fonti di cibo disponibili. Spesso negli allevamenti dei bovini, sia delle bovine di razza frisona che producono latte, sia dei bovini di altre razze da carne, si osservano folti gruppi di colombi che compiono brevi voli per arrivare alle aziende agricole. Questi, essendo affamati, si posano per terra davanti alle corsie di alimentazione dei bovini e trovano una grande quantità di semi di mais interi o schiacciati che vengono consumati rapidamente. ⊗

¤

⊕ Gli allevatori non sono contrari, in linea di massima, a tale forma di opportunismo alimentare, purché i colombi in questione non siano troppi e possano asportare una rilevante quantità di grani di mais, impoverendo di amido la razione prevista per i bovini in modo significativo. Anche i passeri, molto comuni nei centri abitati, hanno un’alimentazione varia costituita per la maggior parte dall’ assunzione di avanzi di pane, o semi di erbe che si trovano nei parchi, ma anche, quando possibile di insetti che si trovano per terra. Un discorso a parte meritano i corvi, o cornacchie, appartenenti a diverse specie, alcune migratorie, altre più stanziali. In questi ultimi anni i corvi hanno fatto una concorrenza molto forte a tutte le altre specie di volatili e si sono diffusi notevolmente sia nelle aree verdi e parchi delle grandi città, sia in campagna in tutta la pianura padana. Essendo il corvo un animale onnivoro, si ciba di qualsiasi fonte proteica o di amidi presente sul territorio. Si nutre anche di tutte le carogne di animali morti per essere stati investiti sulle strade statali e provinciali, come per esempio gatti o cani vaganti di piccola taglia, ma anche ricci, topi, serpentelli o ranocchie che possono essere occasionalmente investiti mentre attraversano la strada, specialmente nelle ore notturne. Spesso d’inverno si trovano ai bordi delle strade uccelli morti per il freddo e precipitati a terra. Tempo fa avevo visto, avvicinandomi con la macchina a velocità moderata, un corvo che aveva trovato la carcassa di un gatto investito in mezzo ad una strada. Il corvo aveva cercato di afferrarlo con le zampe ma il corpo del gatto era un po’ pesante e non riusciva a trattenerlo in volo. Allora mi sono fermato poco dopo, ho fatto inversione e ripassando ho potuto constatare come il corvo fosse riuscito a spostare il gatto morto di poco, circa tre metri fuori dalla strada, portandolo nel prato adiacente per poterselo gustare in santa pace, lontano dalle vetture di passaggio. Inoltre i corvi, in mancanza di altre fonti di cibo, possono diventare predatori di altri animali vivi come cuccioli di lepri, rane o nidi di passerotti o altri uccelli di piccole dimensioni.  Fino agli anni 90 del secolo scorso si potevano vedere in campagna nei cortili fangosi delle covate di anatroccoli o pulcini che scorrazzavano e potevano essere oggetto di predazione da parte dei corvi.⊗

¤

⊕ Oggigiorno non si vedono più perché non ci sono più i paesani che tengono anatre e galline che covano. Lo stile di vita tipico dei contadini di un tempo, improntato alla lentezza e alla continuità per tutti i giorni dell’anno, è ormai scarsamente proponibile a quasi tutte le persone.  (Se ci sono, e sono più rari delle mosche bianche, tengono le loro nidiate ben nascoste, in locali chiusi, onde evitare le perdite dovute ai vari predatori, dal cielo e dal bosco.) Per questo motivo anche i corvi si sono adeguati al cambiamento dei tempi diventando predatori di uova nei nidi di altri uccelli, che possono essere costruiti sugli alberi o intorno alle case. I corvi prediligono gli uccelli di minori dimensioni come i passeracei in quanto riescono più facilmente ad avere la meglio nei contrasti fisici. Essi attaccano i loro nidi, e fanno razzia di uova, spaccandole con il robusto becco e traendone il contenuto, ma sono in grado di ingoiare anche i piccoli neonati. Per quanto riguarda le lepri, informandomi da agricoltori locali, essi mi hanno anche detto che le lepri sono molto esposte alla predazione dei piccoli. Un frutticoltore, con il quale ho avuto modo di scambiare alcune osservazioni, mi ha raccontato che, da quando si mettono le reti anti-grandine in primavera-estate sopra alle piantagioni di alberi da frutta, si sono accorti che molte lepri vanno a posizionare le loro tane nella zona coperta dalle reti. Ciò avviene perché sotto alle reti e nascoste tra gli alberi da frutta le lepri possono tranquillamente portare al pascolo di primo mattino i loro cuccioli sfruttando il riparo, in quanto i corvi non riescono a passare e a rendersi pericolosi. I corvi, essendo onnivori, raccolgono anche nella stagione autunnale noci cadute a terra per cibarsene. Essi le afferrano con le zampe e le sollevano in alto, per poi lasciarle cadere sopra una strada asfaltata, nel tentativo di spaccare il robusto guscio. ⊗

¤

⊕ Un’altra fonte di approvvigionamento di proteine per i corvi si verifica in concomitanza dell’aratura dei campi, che avviene prevalentemente in autunno e in primavera. Quando il campo viene arato, subito dopo il passaggio del trattore, sulle zolle appena rivoltate si può osservare un gran numero di corvi che accorrono per beccare i vermi di terra lasciati allo scoperto prima che si possano nuovamente nascondere nel terreno. Ma durante queste fasi i corvi non sono l’unica specie presente: dagli anni novanta si può osservare nelle campagne piemontesi un gran numero di cicogne che pascolano per lo stesso motivo, la raccolta facile di proteine nobili, come lo sono i lombrichi. Le cicogne sono tuttora presenti sul territorio della pianura piemontese, se ne vedono molte nella bella stagione nelle campagne intorno a Racconigi, Caramagna Piemonte e nella zona intorno a Savigliano e Fossano, specialmente nei prati mentre avviene l’irrigazione. Durante l’estate i prati vengono irrigati per scorrimento e le cicogne approfittano della presenza d’acqua che fa emergere lombrichi e insetti vari presenti nel terreno. A Racconigi esiste il parco del castello, molto esteso che contiene due laghi artificiali le cui rive tanto tempo fa erano frequentate dalle regine e principesse di casa Savoia. Nelle vicinanze del castello si trova un’interessante e utilissimo centro naturalistico con la presenza di vasti laghi, che rappresenta un grande centro di riproduzione delle cicogne, anatre di specie selvatiche e altri uccelli migratori, denominato Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi (Cn), che viene gestito dalla LIPU. Al giorno d’oggi sui campi appena arati si vedono anche moltissimi gabbiani, animali robusti e dal becco forte, che sono diventati numerosi e stanziali su tutta la pianura. Quest’ultimi nidificano sempre in luoghi alti, non frequentai abitualmente dall’uomo. Nelle zone marittime fanno i nidi sulle alte scogliere, ma in pianura trovano posto per esempio sui tetti di capannoni industriali o quelli di vecchie costruzioni diroccate, oppure i piani alti dei grattacieli in città. Vanno poi a nutrirsi nelle campagne oppure nei pressi delle grandi discariche che si trovano in pianura. Sono dunque tante le specie di uccelli che trovano fonti alimentari mediante il cosiddetto “opportunismo alimentare”. ⊗

IL CURIOSO MONDO DEGLI ANIMALI ritorna sabato 29 marzo

 

¤

≡ Elaborazioni grafiche di Giuseppe Rissone – Fotografia da pixabay.com ≡



2 Comments

  1. Bruno Reply

    Ringrazio per questo esaustivo articolo. Due domande:
    – È vero che colombi/ piccioni trasmettono malattie all’uomo?
    – Ho i capelli bianchi per ricordare che in città come Torino in passato non c’era traccia dei gabbiani, cos’è accaduto perché questo grazioso volatile abbandonasse in parte le località marine?
    Attendo le sue risposte e a ben rileggerci.

  2. Silvio Marengo Reply

    Non mi risulta che i colombi siano portatori di malattia o infezioni all uomo. I danni maggiori che causano sono nei confronti delle case e altri immobili perché se sono troppi tendono a nidificare dappertutto e con il guano che producono fanno marcire molte strutture. Si sono trovati diversi metri di guano in alcune torri antiche, con evidenti pericoli per la tenuta delle strutture. Recentemente il comune di Torino ha cercato di limitare il numero. Secondo il mio modesto parere bisognerebbe evitare che le persone in città li alimentino con pane secco e altre fonti di amido, che fa produrre moltissime uova alle femmine. I gabbiani sono uccelli raccoglitori più che cacciatori, e si sono ambientati in pianura padana perché vivono sulle discariche dei rifiuti. In città trovano molti punti per cibarsi. Fanno il nido sulla cima di palazzi o dei grattacieli come era successo a Milano. C era un filmato su YouTube a tal proposito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *