Himalaya
Ci lamentiamo per i tagli della finanziaria, poi scopriamo che siamo ricchissimi
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⊆ Cari amici bradipolettori, passate le festività, eccoci proiettati nel nuovo anno appena iniziato. Tralascio le solite frasi di circostanza tipo “Come va? Iniziato bene il nuovo anno? Spero di si e che tutto vada per il meglio…ecc. ecc.”
Mi piace ritornare un attimo al mio articolo precedente solo per informarvi che l’amica protagonista della storia che vi ho raccontato è diventata nuovamente zia di una nuova nipotina nepalese che questa volta è riuscita a conoscere. Ma torniamo di nuovo all’attualità.
In fretta e furia, tra litigi interni alla maggioranza, alla consueta non voglia di ascoltare le voci dell’opposizione, meno che mai quelle della società civile impegnata nel sociale per non parlare di quelle dei lavoratori dipendenti o dei pensionati, è stata approvata la legge di bilancio 2025 comunemente detta finanziaria. Una manovra economica che scontenta buona parte del paese, ma che invece sorride a banche e imprese. Grazie ai tagli lineari, generici come a suo tempo ci aveva abituato un signore dal cognome Tremonti, vari ministeri come sanità, istruzione, giustizia o lavori pubblici (spese per il ponte escluse, anzi implementate) vedranno le loro risorse ridotte del 5%, alla faccia delle promesse di assunzione di nuovi medici, sanitari, regolarizzazione di precari e assicurazioni lavorative per ricercatori, in compenso sono state aumentate le spese militari e, volutamente mi fermo qui. ⊇
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⊆ Penso che non molti anni fa il governo giallo/verde introducendo il reddito di cittadinanza affermava di aver sconfitto la povertà, quello attuale non lo sbandiera, ma ce lo fa intendere, che con la sua manovra riuscirà a incassare tutto da tutti perché, non citandola in nessuna tribuna politica, l’evasione fiscale sarà solo un ricordo. Nessuna parola dedicata alla lotta ad essa anzi, se fino ad ora sei riuscito a farla franca bravo, se vuoi, ma fai pure come meglio credi, versaci un obolo, quello che basta per cancellare la pratica, e noi strappiamo la tua cartella.
Gli altri, onesti, hanno pagato? Si facciano furbi la prossima volta. E poi, siamo veramente così mal messi? La cartina di tornasole è, naturalmente, la televisione. Non mi riferisco alle decine di migliaia di euro, in gettoni d’oro, che giornalmente vengono elargiti ai partecipanti dei vari quiz su tutte le reti, ma voglio portarvi ad esempio una trasmissione che va per la maggiore in questi tempi.
Abbiamo avuto la stagione dove eravamo tutti chef interessati alla nouvelle cuisine anche se avevamo problemi nel fare due uova strapazzate. Abbiamo avuto la stagione dove eravamo tutti avventori di ristoranti nei quali spendere 80-100 euro per un antipasto, un piatto a scelta tra primo o secondo, un dolce bevande escluse era la normalità come lo era anche alloggiare in hotel extra lusso. Adesso abbiamo la stagione delle case, ristrutturate o meno, che un pool di agenti immobiliari ha il compito di trovare in base alle nostre richieste, ma, caratteristica principale, che siano all’interno di un budget definito. Lo avete mai visto?
Sicuramente si, sotto un certo punto di vista è anche divertente nel vedere cosa offre il mercato immobiliare, ma voglio soffermami sulle cifre: difficilmente si scende sotto ai 300.000 (trecentomila) euro riferendosi a un bilocale con servizi, senza pertinenze, cantina o solaio, meno che mai ad un box o posto auto. Ultimamente poi le cifre a budget superano il milione, manco fossimo tutti signori Bonaventura, e chi no sa chi è v’invito a conoscerlo a questo link.
La mia potrebbe sembrare invidia, ma vorrei con voi fare due conti. Mi ritengo fortunato: ho sempre lavorato e. dopo aver fatto tre anni di apprendistato non pagato, dopo aver versato contributi previdenziali per 43 anni, dopo aver regalato un anno di stipendio allo Stato che mi ha chiamato a fare il soldato, obbligatoriamente e senza possibilità di un servizio civile alternativo, mentre già lavoravo, sono andato in pensione, senza sconti o scorciatoie. Impiegato tecnico presso un’industria privata, con aumenti di stipendio ricevuti solo in base ai contratti collettivi e mai per merito essendo io persona scomoda, sindacalmente parlando, ora mi ritrovo a percepire circa 2.000 euro al mese.
Ora, tornando alla trasmissione sopra citata, sento e vedo persone che mettono a disposizione le cifre sopra citate e mi raffronto con loro. Allora mettiamo in preventivo il milione, dividiamolo per l’ammontare del mio assegno mensile che come detto è di circa 2.000 euro il risultato è 500. Vale a dire che mi servono 500 mensilità per raggiungere tale cifra che, se la dividiamo per 12 che sono notoriamente i mesi dell’anno, fa 41,66 anni, praticamente un’altra vita lavorativa, naturalmente vivendo d’aria e non avendo nessuna altra spesa. Va bene, lo confesso, ho dimenticato di calcolare che esiste anche una tredicesima, così il nuovo calcolo fa 38,46 anni, un bel risparmio.
Poi se si sfora il budget di 100.000 euro, praticamente quanto serve per l’acquisto di un alloggio dignitoso dalle nostre parti, questi avventori non fanno neanche una piega. Quindi di cosa ci lamentiamo, siamo un popolo ricco, le finanziarie ci fanno un baffo. ⊇
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⊆ Veniamo alla parte musicale: il brano che da il titolo all’articolo l’ho scelto per tornare idealmente al mio ultimo viaggio del quale la volta scorsa vi ho scritto. La zona dell’Himalaya, tra Tibet e Nepal in questi giorni è stata colpita nuovamente da un terremoto, come se no bastassero già tutti quelli passati dai quali ancora oggi stanno cercando di venirne fuori. Da informazioni che abbiamo grazie alla guida locale che abbiamo conosciuto e con la quale siamo in contatto per fortuna da loro si è solo avvertita la scossa, ma non ci sono stati danni. La nipotina nepalese sta bene.
A eseguire il pezzo è un duo dal nome Albergo intergalattico spaziale e sono marito e moglie. Lui è Giacomo Di Martino, ai più noto come Mino il chitarrista del gruppo I Giganti. La moglie è Edda Di Benedetto. Il nome deriva dal locale che la coppia ha di proprietà a Roma. Il disco è introvabile, era stato stampato privatamente nel 1978, ma già composto da almeno un paio d’anni. Si basa quasi esclusivamente su tastiere, rifacendosi ai gruppi sperimentali tedeschi o al primo Battiato, quello di “Fetus” o “Pollution”. L’organo è quindi lo strumento principale, ogni tanto si fa sentire la voce di Tessa. Il disco voleva essere un manifesto contro il nucleare, obiettivamente un dico di difficile ascolto che può interessare principalmente gli amanti proprio del primo Battiato.
Il duo continuerà nella loro proposta musicale dal vivo ancora per alcuni anni, Mimo scriverà ancora verso la metà degli anni ’90 anche la colonna sonora di uno spettacolo teatrale basato su poesie di Pier Paolo Pasolini dal titolo “Le campane del gloria” aiutato da Tommaso Leddi degli Stormy six mentre la moglie Tessa realizzerà un interessante singolo nel 1982 dal titolo “Angeli e dinosauri” uscito proprio con il nome di Tessa. Il brano Himalaya è un’aggiunta pubblicata sul CD ristampa del disco primordiale. Come al solito qui il link per l’ascolto. A rileggerci il prossimo mese e se volete, come al solito, commentate. ⊇
IL MITO OSTINATO ritorna martedì 18 febbraio
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≡ Elaborazioni grafiche di Giuseppe Rissone tratte da pixabay.com – Foto di Gianfranco Gonella ≡





Beh, è “normale” che ogni anno la Legge di Bilancio proposta da qualsiasi governo sia oggetto di critiche soprattutto dai veri pagatori di tasse (ndr. il 90% del gettito fiscale dell’Irpef è alimentato da lavoratori dipendenti e pensionati). E’ diventato altrettanto “normale”, che ogni anno le masse popolari siano chiamate a sopportare maggiori sacrifici e maggiori tagli per coprire evasione fiscale, sprechi, inefficenze, clientelismi e ruberie varie. La rassegnazione dilagante in gran parte dei ceti sfruttati e poveri ha generato una forte rinuncia ad ogni forma di rivendicazione, la disaffezione al voto e la sfiducia nelle Istituzioni tutte (sindacati e partiti progressisti compresi). L’attuale governo, “coerentemente” con i governi di centrodestra passati, continua a propagandare migliorie per i ceti deboli, ma fattivamente continua a tutelare gli interessi degli evasori fiscali e delle categorie forti. La distorta logica della spartizione “cencelliana” del potere ha portato all’approvazione dell’Autonomia differenziata per accontentare la Lega, la proposta del peggiore presidenzialismo per accontentare Fratelli d’Italia e le “riforme” sulla Giustizia di berlusconiana memoria proposte da Forza Italia: tutte proposte atte ad accentrare il potere in poche mani (le loro), con l’ulteriore allargamento dell’impunità delle malefatte commesse ad ogni livello dai governanti (es. abolizione dell’abuso d’ufficio). Nel frattempo aumentano morti sul lavoro, precariato lavorativo, malasanità, inefficienza dei servizi pubblici e ricorsi al privato pagato a peso d’oro per avere diritti essenziali. Speriamo che a noi “quattro gatti” che scendiamo da sempre in piazza per rivendicare i diritti primari si uniscano gli odierni scoraggiati, gli indifferenti e coloro che si limitano al solo lamento .
Stamattina mi accingevo a scrivere un piccolo commento alle tue considerazioni quando mi è giunto, proprio da te Gianfranco, il messaggio che la nostra cara amica Elena se n’era andata. L’idea di una madre che si reca in ospedale a visitare il suo figliuolo ricoverato e, improvvisamente, lì ci muore è un’mmagine che mi ha reso il contenuto del tuo articolo totalmente irrilevante. Il magone che ho provato in queste ore si è distillato in quattro versi che qui accludo. Per chi ti segue queste parole sembrerebbero non aver molto a che vedere con il Mito Ostinato, ma noi due, almeno, sappiamo che non è così: Elena c’era al concerto d’esordio del nostro gruppo e c’era pure suo fratello Mauro che cercò di aiutarmi sul palco quando, durante un brano, il piatto della batteria mi scivolò a terra. Ciò che segue è scaturito dal rimuginìo di pensieri ricordando la nostra amica. Mi oso riportarlo in questa sede perché penso che sia comunque abbastanza in linea con la filosofia e gli intendimenti del Bradipodiario.
Osservando la clessidra
che non è poi così dissimile
dal bicchiere mezzo pieno
mi domando se
capovolgendo l’una
oppure l’altro
si potessero scambiare
lo spazio dell’ottimismo
col suo contrario.
E come pendolo
che scandisce
il fluire del tempo
lo sguardo mio s’alterna
tra la sabbia nella clessidra
e la cenere dell’urna.
18 gennaio 2025.
Grazie Remigio per il tuo intervento che chiude degnamente il mio articolo.
E grazie Claudio per aver ricordato con le tue parole la nostra amica Elena che ci ha lasciato.
Anche se con la morte nel cuore di lei avremo sempre il ricordo della sua vitalità che l’ha sempre contraddistinta.
Lo so che è una magra consolazione, ma in questo momento non mi vengono altre parole.