Una storia di libertà, resilienza e crescita spirituale
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Ho ricevuto il libro di Paola Pocaterra – Un angelo a quattro zampe Anima Edizioni – tramite un carissimo amico, che ha avuto modo di conoscere nella sua dimensione lavorativa l’autrice, quella di fisioterapista. Devo ammetterlo il manoscritto è rimasto per diversi mesi nella mia libreria, convinto – sbagliando – che il suo contenuto non avrebbe destato in me nessun interesse: i cani belli per carità, però io preferisco i gatti…
In seguito, determinate una chiacchierata con il mio amico, e concittadino dell’autrice, mi sono detto che era giunto il momento di conoscere Gaia attraverso le parole di Paola. Leggendo le oltre duecento pagine, dove ogni capitolo è introdotto da un acrostico continuo, i nomi di Gaia – il cane guida – e Paola sono sempre uniti, mi è venuto spontaneo pensare: Paola è una tipa tosta!
Questo traspare nei vari passaggi del libro, dove in molte occasioni l’autrice ci racconta con quanta fatica ha dovuto superare gli ostacoli che gli si paravano davanti, e non solo quelli fisici, ma quelli di notevoli “dimensioni” come l’indifferenza, la non conoscenza, la superficialità. Gaia è la protagonista di questo racconto, sarebbe riduttivo dire che il contenuto è una sorta di manuale su cosa sono i cani guida per persone cieche, come vengono addestrati e quali sono le loro funzioni, sicuramente al termine della lettura conoscerete con maggiori strumenti questa realtà, spesso raccontata a “pacchi” di preconcetti, ma è molto altro. In Italia l’argomento e l’approccio alle disabilità per molto tempo è stato esclusivamente caritatevole o peggio ancora di emarginazione, ad esempio i ciechi potevano fare solo i centralinisti…
Apprezzo tutti i tentativi di uscire dalle banalità sulle disabilità, e nello specifico il libro di Paola raggiunge questo obiettivo, e mi permetto di aggiungere sempre sullo stesso tema la serie Blanca, dove una giovane donna cieca lavora come consulente della polizia, specializzata in decodifica dei file audio. In entrambi i casi l’ironia è presente e sa decostruire concetti sedimentati da resoconti spesso volutamente marginalizzanti. L’intento dell’autrice va oltre alla sensibilizzazione sul tema – sempre utile – ci prende per mano e ci porta nel mondo, anzi nel rapporto d’amore, tra un cane e un essere umano, nello specifico di un animale che ha un ruolo specifico quello di aiutare una donna cieca a vivere la sua vita quotidiana, il suo lavoro, i suoi momenti di svago.
Ne nasce un rapporto straordinario, a tratti per me, che non ho mai avuto una relazione stretta con un cane, difficile da comprendere, ma non ho motivo di dubitare delle parole di Paola.
A voi lettori consiglio di leggere questo libro e davanti a voi crolleranno diversi limiti mentali e culturali che si sono sedimentati sulla cecità, e naturalmente sarà una piacevole lettura per chi già ama gli angeli a quattro zampe. A Paola chiedo, sotto le forme a lei preferite, di continuare a raccontare le sue esperienze, il suo mondo, le sue passioni, i suoi sogni.
Il libro può essere ordinato presso la Libreria La Ciurma oppure scrivendo a info@bradipodiario.it
Foto di copertina: Giuseppe Rissone
La Cambusa Dei Libri ritorna Lunedì 27 ottobre
La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti





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