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TRA UN PASSO E L’ALTRO: QUATTRO

Vacanze, Persone, Vita e Immigrazione: Sicilia!

Ricordi vacanzieri, luoghi e persone, svaghi e speranze, valori e sopravvivenza

 

  GIOVANNI BRESCIANI

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⊕ Nel 2013, su consiglio di un caro amico (Giuseppe), ci recammo in vacanza a Marina di Noto. Ovviamente, non essendoci mai stati alternavamo giorni di relax con visite turistiche.

Eravamo andati in auto e perciò indipendentemente potevamo recarci a visitare diverse belle località dove troneggiava il ‘barocco siciliano’ e poi tanti bei luoghi marini e l’incantevole riserva di Vendicari. Abbiamo quindi visitato Noto, Avola, Modica, Ragusa, Scicli, Marzamemi e Portopalo. Da Portopalo ci siamo diretti anche alla piccola ‘Isola delle correnti’ detta anche l’Isola di Capopassero.

L’Isola delle Correnti, per la sua posizione rappresenta una sorta di confine ideale tra lo Ionio ed il Mediterraneo. Le correnti che si generano dall’incontrarsi di questi due mari, danno vita a increspature e colori in continua evoluzione… da qui deriva il nome “Isola delle Correnti”.  Collegata a Portopalo tramite un braccio artificiale, che viene distrutto varie volte dalle onde del mare. Quando la bassa marea trasforma l’isola in una penisola, essa rappresenta l’estremo meridionale dell’isola siciliana nonché dell’Italia, geograficamente più a sud di Tunisi.

Siamo giunti quasi al tramonto dopo un violento temporale, si era in settembre ed il cielo apertosi con un ampio arcobaleno e con attorno ancora intense nuvole creava un paesaggio incantato per la sua bellezza selvaggia ed incontaminata.  Se non ci fossimo attardati a causa del temporale, giungendo prima, avremmo attraversato quella lingua di terra immersa, in quel pomeriggio, appena quasi un metro sotto le onde e saremmo andati a passeggiare e visitare la piccola Isola, trovandoci così affacciati sul Mare Nostrum.

Quanta curiosità abbiamo avuto nell’esplorare questi luoghi per noi nuovi, quanti passi nonostante il caldo, quante fotografie per poter ricordare il particolare di quel momento di stupore.

Una mattina si era in spiaggia alla marina di Noto, io andai a fare una breve nuotata ritemprante, rientrando vidi mia moglie che sotto gli ombrelloni parlava con altre persone, in quanto, al termine di uno scambio di battute tra due signore, una di queste ha iniziato a cantare. Mia moglie fece i complimenti alla cantante e così chiacchierando disse che anch’io cantavo ed ero un tenore.  Quando mi avvicinai, mia moglie mi presentò alla giovane e quindi appresi che Lei cantava in una corale di musica da camera e antica a Firenze. La signora mi chiese di cantare un brano. Io pensavo ad una canzone o ad una piccola melodia, però mi si chiese di cantare l’ave Maria di Schubert.  Rimasi perplesso di questa richiesta, eravamo sotto gli ombrelloni, in costume da bagno… cantare musica “sacra” mi sembrava un tantino fuori luogo, ma insistettero e quindi esaudii la richiesta e l’esecuzione fu apprezzata. Successivamente, eseguimmo insieme il Panis Angelicus di Franck, sempre lì sulla sabbia, in costume da bagno.  Di ciò su internet hanno circolato anche due spezzoni di video: rarità, crudele.   

É stata una vacanza indimenticabile per quanto abbiamo visto, palazzi e chiese stupefacenti: abbiamo apprezzato i valori dei tanti prodotti artigianali e con coltivazioni naturali, il modo semplice di vita tranquilla, molto bradipa direi, cordiale e disponibile dei residenti. ⊗

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⊕ Ovviamente quelle località erano colme ancora di vacanzieri siciliani e di tanti turisti, tutte persone che come noi coglievano quei giorni per svagarsi, incuriosite dai bei luoghi caratteristici, rilassandosi dallo stress della vita quotidiana, non aver pensieri e preoccupazioni.

Però, negli stessi giorni (ed anche oggi) altre persone, in mare, cercavano di avvicinarsi a terra in quella Regione, senza mezzi sicuri, di nascosto, in balia di delinquenti che oltre ad averli sfruttati e truffati, li mettevano in grave pericolo di vita. Certo, noi tutti in vacanza, non pensavamo a questi tragici avvenimenti affrontati da nostri simili, noi eravamo lì per estraniarci dai nostri problemi che incontriamo quotidianamente.

Però quando siamo nelle nostre case, leggiamo nelle pagine dei giornali o ascoltando radio e vedendo alla Televisione le tante notizie relative agli Immigrati ritrovati e dispersi, siamo stupiti di quanto le coscienze umane siano limitate nel provvedere a limitare i danni di questi viaggi della speranza, e per molte persone, della morte. 

Ho pensato a quanto l’uomo sia progredito scientificamente, a quante cose vengono ideate e costruite per esplorare, connettere il pianeta con tutte le nuove tecnologie, per conoscere i movimenti di ogni cosa nello spazio e sulla terra, quindi un mucchio di satelliti che volano attorno alla Terra par darci informazioni precise di molte cose.

Noi a Torino, abbiamo il Politecnico che progetta e compie diversi studi in campo Aerospaziale, e poi ci sono diverse imprese nel territorio che operano in questo campo che sta per diventare un’eccellenza nazionale proprio qui in Piemonte, dove l’industria automobilistica si impoverisce, e di molto, e dove, avvedutamente emerge quella Aerospaziale.

Possibile che non si pensi quanto sarebbe interessante ed umano, progettare un satellite che osservi attentamente il mar Mediterraneo e invii alle Guardie Costiere delle Nazioni del Mediterraneo immagini delle piccole imbarcazioni con i riferimenti (navali ed aerei) per identificare e verificare la sicurezza di quei inadeguati mezzi di trasporto marittimi.

Certo, tutto questo ha un costo, non solo del satellite ma tutto quanto concerne la struttura di controllo ed il sistema di attuazione in terra e sul mare. 

Però ci chiediamo quanto costa una vita umana, ogni giorno quanto si “spende” perché una persona non muoia: di malattia, per infortunio, per incidenti stradali, per divertimento e per tanti altri motivi inerenti le nostre attività quotidiane e non.  Quanto facciamo per salvare una sola persona, per tenerla in vita?

E quelle, gli immigranti, non sono persone?  Non hanno diritto a vivere?  Siamo così diversi?  Noi siamo civili?    

Ecco quindi un piccolo suggerimento affinché la Società Umana prenda spunto da questo pensiero e con fraternità si adoperi in modo attuale, scientifico, ingegnandosi a produrre uno strumento utile per salvare vite umane che si imbarcano su un bel mare per trovare una vita migliore che umanamente sperano; affinché questo mare sia sempre blu e non diventi oscuro e nero per questi nostri simili. ⊗

TRA UN PASSO E L’ALTRO ritorna sabato 17 maggio

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≡ Elaborazioni grafiche di Giuseppe Rissone – Foto di Giovanni Bresciani ≡



4 Comments

  1. Andrea Musso Reply

    Complimenti!
    Sono riflessioni che dovrebbero aiutarci a comprendere che il vero progresso non può essere solo tecnologico e non può perdere di vista la dimensione umana.

  2. Bruno Post author Reply

    Mi aggiungo ai complimenti, resoconto divertente e allo stesso tempo profondo, mi permetto un piccolo appunto: il Politecnico di Torino non credo sia interessato a progetti umanitari visto che è coinvolto in progetti sull’industria militare e degli armamenti, che immagino sia più redditizia che non salvare vite umane. Detto ciò credo che già oggi ci siano tutti gli strumenti per evitare le stragi in mare. Serve volontà politica e umanitaria. Due esempi: Convincere Malta nel fare la sua parte… basterebbe sanzionarla per il semplice fatto che fa finta di nulla… Fermare l’azione criminale della Libia… basterebbe non finanziarla…

  3. Giovanni BRESCIANI Reply

    Caro Andrea, innanzi tutto Ti ringrazio per la lettura, contemporaneamente ribadisco che la mia piccola riflessione vuol essere uno stimolo ad applicare la tecnologia al servizio dell’uomo in special modo per chi non ha risorse, per chi é bisognoso.

  4. Giovanni BRESCIANI Reply

    Gentil.mo signor Bruno, La ringrazio per aver letto questo mio scritto ed apprezzato il mio modo di esprimere le mie vicissitudini e i miei pensieri che in questo caso probabilmente sono puramente utopia. Certo non posso cimentarmi con le volontà politiche che potrebbero anche coinvolgere il Politecnico, ma sappiamo benissimo che ci sono altri interessi e altre volontà per lasciare che le disfunzioni permangano in modo che ci sia sempre la possibilità di promesse elettorali. Non parliamo poi di coinvolgimenti internazionali.. Evviva l’umanità individuale! Un cordiale saluto

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