Racconti Otto-Mani
Intrecci di parole e pensieri…
C. RAVIZZA – G. RISSONE – L. BELTRAMINO – M. R. CAIRE
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≥ Settimo e ultimo appuntamento della stagione con lo spazio curato dal gruppo Ragnatela Di Parole Scritte – che si ritrova quindicinalmente presso la sede dell’Associazione Arcobaleno Onlus di via Virle 21 a Torino – dove ogni incontro prevede sempre un’attività diversa legata allo scrivere e al raccontare, il lavoro viene concluso nei giorni successivi in solitaria. L’obiettivo – oltre quello di trascorrere piacevoli pomeriggi – è di realizzare testi che troverete qui ogni cinque settimane. La quinta attività che abbiamo svolto si è concentrata sulla scrittura di racconti a ottomani, ogni partecipante ne ha scritto l’inizio e in seguito sono stati ampliati e conclusi dagli altri. Si sono così realizzati quattro racconti – per ogni parte trovate il nome dell’autore – molto diversi tra loro, il terzo che vi proponiamo in questo appuntamento è il sogno di tre amici alla ricerca di un’isola. ≤
Punti, linee e biforcazioni… Si sono incontrati per la prima volta in un bar del centro di Torino, non un bar qualunque. Un locale gestito da una cooperativa sociale, dove gli addetti sono ragazzi/e che necessitano di un luogo di lavoro protetto. Tre amici, con esperienze e età molto diverse, essi hanno un sogno, un grande sogno che nelle loro teste è abbastanza chiaro, quantomeno a loro sembra così, difficile è metterlo in pratica. Vorrebbero trovare un’isola, che diventi uno spazio diverso da quello che impera nella società di oggi, dove i rapporti umani non sono dettati da interessi economici, di potere. Tutto questo è facile e semplice da dirsi, molto complicato a farsi, da dove partire? Dal cercare l’isola? (Giuseppe Rissone)
Cos’è un isola? Un punto. Un’isola è un punto lasciato a se stesso. Come trasformare i punti in linee? Intanto saranno linee continue diritte e regolari? O forse avranno un andamento irregolare, discontinuo e finiranno per incontrare punti che porteranno a formare un bivio, diramazioni, biforcazioni? Lo spazio è pieno di biforcazioni. E il bivio rappresenta l’inizio del viaggio. (Laura Beltramino)
Queste parole, scribacchiate su un foglio, da chi non si sa, lasciato sulla scrivania dell’agente immobiliare, colpiscono i tre amici, in attesa d’incontrarlo per saperne di più su un isola al centro del Po, che potrebbe essere la sede del loro sogno una sorta di “isola che non c’è”.
– Ragazzi certo che se chi ha scritto sta roba è lui, mi sembra un pò fuori di testa! Punti… linee… boh!
I tre si accomodano su un divano mezzo sfondato e qua e là con macchie antiche, aspettando che l’agente smetta di telefonare dall’ufficio accanto e si accorga della loro presenza. (Clotilde Ravizza)
Finalmente l’agente dirige lo sguardo su di loro, invitandoli ad accomodarsi su tre sedie scomode e sgangherate, e inizia ad ascoltare la loro storia. È quello il suo lavoro, la sua missione, trovare soluzioni abitative per ogni tipo di esigenza. Oggi si tratta di concludere, forse la sua trattativa migliore: vendere un’isolotto che la siccità e il caldo hanno fatto emergere dal fiume Po in modo definitivo, luogo adatto a soddisfare tutte le esigenze dei tre amici: trasferirsi, ogni qualvolta lo desiderino, fuori dalle regole precostituite della società, e costruirsi un rifugio con i rami e i materiali che il fiume ha depositato, e coinvolgere una moltitudine di persone con i loro desideri e fantasia. L’isola non era poi così lontana era praticamente sottocasa, bastava cercarla. (Maria Rosa Caire) ≤
RAGNATELA DI PAROLE SCRITTE ritorna ad ottobre
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≡ Elaborazioni grafiche di G. Rissone e foto copertina di M. R. Caire – Foto articolo di Laura Rissone ≡






Bravissime!! Complimenti a tutti.