Racconti Otto-Mani
Intrecci di parole e pensieri…
C. RAVIZZA – G. RISSONE – L. BELTRAMINO – M. R. CAIRE
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≥ Quinto appuntamento con lo spazio curato dal gruppo Ragnatela Di Parole Scritte – che si ritrova quindicinalmente presso la sede dell’Associazione Arcobaleno Onlus di via Virle 21 a Torino – dove ogni incontro prevede sempre un’attività diversa legata allo scrivere e al raccontare, il lavoro viene concluso nei giorni successivi in solitaria. L’obiettivo – oltre quello di trascorrere piacevoli pomeriggi – è di realizzare testi che troverete qui ogni cinque settimane. La quinta attività che abbiamo svolto si è concentrata sulla scrittura di racconti a ottomani, ogni partecipante ne ha scritto l’inizio e in seguito sono stati ampliati e conclusi dagli altri. Si sono così realizzati quattro racconti – per ogni parte trovate il nome dell’autore – molto diversi tra loro, il primo che vi proponiamo in questo appuntamento è dedicato all’8 marzo che ha come protagonista una professoressa di lettere. ≤
≥ 8 Marzo – Una festa come tutte le altre? È il 7 marzo, una giornata forse senza storia, diversamente la giornata di domani, 8 marzo, tutti ne conoscono – o almeno è auspicabile – il messaggio: si festeggia la donna. Le donne di San Pietroburgo, l’8 marzo 1917 manifestarono per chiedere la fine della guerra. Si regala un fiore delicato e fragile – scelto come simbolo da donne partigiane che hanno partecipato alla Resistenza contro il nazifascismo – la mimosa, del colore del sole, pianta robusta, capace di adattarsi a condizioni anche difficili. Giovanna, professoressa di lettere, si pone la domanda: Qual è la situazione delle donne oggi? (Maria Rosa Caire)
Da quel 8 marzo sono passati 108 anni, sicuramente non invano, molta strada è stata fatta, ma quello che potremmo definire “traguardo” è ancora molto lontano. Ultimamente sono sorti diversi problemi che definirei dei veri e propri ostacoli, forse messi di proposito per portare indietro le conquiste raggiunte con fatica dalle donne. (Giuseppe Rissone)
Pochi forse conoscono ormai il vero significato di questa festa. Per i più i puntini oro della mimosa sono diventati un omaggio floreale come un altro. I tavoli dei ristoranti si riempiono di sole donne, idem i locali di spogliarellisti. Bei ragazzi sicuramente, ma non ha proprio senso andarli a vedere in una giornata così significativa. Qualunque sera ma non quella. Amaramente Giovanna pensa: ormai riflettere non è più di moda. Sulle chat corrono messaggi per combinare, organizzare, prenotare. Guai saltare il giro: abito, trucco e parrucco e via… Festa della mamma, del papà, dei nonni, degli innamorati, ecc.… ecc…. La ruota gira, il meccanismo è in moto e non si deve fermare, pronti per un altro giro… (Laura Beltramino)
Tutto questo – riflette Giovanna – è sacrosanto. Però, allora, come cavolo le giovani d’oggi possono onorare questa giornata senza essere risucchiate nella macchina tritatutto? Mi pongo io questa domanda – che ho vissuto in prima persona le rivendicazioni dei diritti delle donne – o se la pongono anche loro? Bene! Ho trovato il titolo del tema di italiano che proporrò domani alla classe: Cosa ti dice la data del 8 marzo? (Clotilde Ravizza) ≤
RAGNATELA DI PAROLE SCRITTE ritorna giovedì 29 maggio
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≡ Elaborazioni grafiche di G. Rissone e foto copertina di M. R. Caire – Foto articolo tratta da pixabay.com ≡





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