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La Musica Aiuta A Ricordare

Benessere delle persone affette da Alzheimer

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Nel nostro consueto appuntamento dedicato alla salute e alla prevenzione vi propongo la seconda relazione – la prima la  trovate qui – dedicata all’argomento della musicoterapia e tratta dalle conferenze tenute al Molecular Biotechnology Center di Torino, organizzate dall’Associazione Piú Vita In Salute. Le relazioni sono a cura del giornalista scientifico di Ernesto Bodini.

 

In gran parte in linea con la relazione precedente, quella che proponiamo alla vostra attenzione e stata tenuta dallo psicologo e musicoterapeuta Antonio Mauro Sarcinella, presidente dell’associazione Seven Arts e dedicata al tema Io questa canzone la ricordo: perché la musica ci aiuta a ricordare? 

Sia pur in diversi contesti la musica può contribuire a migliorare la nostra qualità di vita anche in presenza di alcune patologie, come ad esempio, nel caso dell’Alzheimer tale contributo è utile per rallentare i processi cognitivi. Con la musica si può interferire nelle qualità comportamentali delle persone migliorando il loro benessere.  Si dà per scontato – ha ricordato il relatore – che l’uomo è un “Essere musicale”, in quanto le prime sensazioni (già nel grembo materno) sono di carattere sonoro, a cominciare dal tono di voce della mamma e dai rumori dei suoi organi interni. La musica ci appartiene ed è pure stimolante. In tutte le parti del mondo c’è una cultura musicale e spesso con la relativa storia, tant’è che per molti è considerata un “dono Divino”, e che l’inizio esistenziale ha come effetto sonoro il verbo, sia pur non esista un linguaggio universale. Il linguaggio è verbale e musicale, nel primo caso utilizza la sfera cognitiva, nel secondo quella sensoriale, motoria, emotiva ed affettiva… L’esperienza musicale è però soggettiva che, se legata ad un evento della propria vita, può suscitare emozioni particolari….

 

Va detto che all’interno di tutte le culture umane si sono sviluppate forme di espressione musicale, il cui linguaggio nasce dall’esigenza propria di tutti gli esseri, ossia quella di esprimersi e comunicare. Ciò si traduce in una più ampia possibilità di fruizione e di percorsi, ma anche in una impossibilità di collegare in termini di senso ogni “suono” ad un significato preciso, così come è possibile fare per la parola.

Ma come può avvenire la lettura e la comprensione del linguaggio musicale? Bisogna considerare – ha spiegato lo specialista – che l’ascolto di un evento sonoro è “condizionato” dalla nostra soggettività come piacere e interpretazioni personali…. In riferimento indiretto alla relazione del professor Rainero, il musicoterapeuta ha posto il quesito: Cosa possiamo fare negli incontri di musicoterapia per “aumentare” il benessere delle persone affette da Alzheimer? 

In quest’ambito gli interventi sono indirizzati a promuovere la qualità di vita delle persone malate, e di quelle che se ne prendono cura (famigliari e/o caregiver), adattamento alla malattia, uso ottimale delle risorse disponibili e stimolo delle capacità residue, dando loro un senso di coesione, accoglienza ed empatia. È dato a sapere che il più delle volte la musica facilita il riaffiorare i ricordi autobiografici e vicende vissute; quindi, ascoltare musica conosciuta o ri-conosciuta, può aiutarci a riannodare il filo della nostra esperienza di vita.

 

Inoltre, è un veicolo che facilita l’integrazione, ancor più se oggetto di ripetitività a continuo sostegno dei ricordi non privo di emozioni, talvolta condivisibili. L’elemento sonoro – ha concluso il dottor Sarcinella – aiuta ad instaurare un clima di leggerezza e spontaneità e ad esaltare le emozioni positive come la gioia e l’allegria, tanto da contribuire a sciogliere i meccanismi stereotipati di difesa, causa di stati ansiosi e depressivi, distraendo i soggetti dall’attenzione ossessiva di se stessi e permettendo loro di rivolgerla verso gli altri e al mondo esterno.

 

Foto di copertina: Giuseppe Rissone

Più Vita In Salute ritorna lunedì 13 aprile 2026

 

La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti

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