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FUORI LUOGO: REFERENDUM

Dai Parti (O Aborti) Alle Porte Aperte
 Brevi riflessioni sui referendum: cosa dimenticare e cosa tenerci 
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  GIAN MICHELE SPARTANO

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⊆ A distanza di circa un mese pubblichiamo una breve riflessione sul risultato dei 5 referendum, che come ben sapete non hanno raggiunto ancora una volta il quorum, fermando la percentuale dei partecipanti ad un deludente 30.6%.   

Di tutta la parabola referendaria, l’aspetto che dovrebbe suscitare più sconcerto ad un’opinione mediamente pensante, giace nei commenti espressi da gran parte del mainstream che ha promosso o sostenuto la battaglia sui 5 quesiti. Si è giunti (si veda l’immagine) addirittura alla mentecatta costruzione di un numero-indice tratto, regione per regione, dai voti presi alle elezioni politiche del 2022 dalla sommatoria PD+M5S+AVS+UP (Unione Popolare); correlati ai SI ottenuti nel referendum 1 (quello sul reintegro per i licenziamenti illegittimi) s’è concluso che il risultato non è stato poi così malaccio!!

Questo atteggiamento di pusillanime genere consolatorio è doppiamente più deleterio del prossimo parto anticostituzionale di BoccadiRose da’ Garbatella che, si sa, per sua rispettabile cultura con quella Carta si strofina gli orifizi.
Chi vuol aprire gli occhi sui numeri non può non vedere che dei 51milioni di aventi diritto, poco meno di 35milioni e mezzo non si sono recati al voto: cioè oltre i 2/3 se ne è fatto una bella sniffata d’ogni sorta. Connettendo il cervello, ci rendiamo conto che su quel 70% di “astenuti”, una bella porzione (15-20%) è potenziale serbatoio di sinistra perso per strada. Non è allarmismo, ma minima consapevolezza che s’è nuovamente accesa la spia rossa che l’assetto “democratico” – cioè riposto sulla volontà del popolo – di questo Paese è a rischio.
È pervicace e diabolico non cogliere nuovamente quanto di positivo una bruciante disfatta può offrirci. Ovvero quella di raccogliere i frantumi di questa e di trascorse bastonate politiche, riunirli in una convention, un congresso quanto più ampio ed aperto a tutte le istanze senza preclusioni dalle aree della rappresentanza giovanile e di progresso, nonché dalla società civile; che sentono non più differibile (il 2027 è più che mai prossimo) il momento fondativo di un’alternativa di governo degna di questa parola. Il primo riferimento è la Carta Costituzionale, da cui trarre i valori ed i punti programmatici unificanti; proviamo a buttarne giù rozzamente: piano per l’ambiente e l’energia, scuola, politiche del lavoro, sanità pubblica, fiscalità progressiva. Mettersi tutti in discussione: questo è l’atto di coraggio e di umiltà reclamato dal popolo sovrano con l’8 e 9 giugno. ⊇

FUORI LUOGO ritorna martedì 8 luglio

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≡ Elaborazioni grafiche Giuseppe Rissone ≡


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