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A SUON DI MUSICA

La Musica A Modo Mio

Osservazioni di un musicista sull’arte dei suoni

 

 ANDREA MUSSO

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≥ Una ulteriore preziosa occasione di lettura è costituita dal secondo libro del maestro Raffaele Montanaro dal titolo La musica a modo mio, una pubblicazione decisamente meno biografica e fortemente voluta dalla stessa casa editrice monegasca Liber Faber. Rispetto a La musica mi ha salvato – di cui vi ho parlato nello scorso articolo – la trama del libro risulta sostanzialmente improntata su accattivanti racconti in cui protagonisti sono gli eventi musicali stessi e gli interpreti che hanno contribuito anche a diffondere le composizioni del maestro in un lungo arco di tempo e spesso anche in sedi prestigiose. Attraverso una scorrevole lettura qualsiasi persona dotata di sensibilità musicale può conoscere varie generazioni di artisti che si sono affermati nel mondo concertistico anche come raffinati esecutori di vari repertori e spesso legati all’autore del libro da rapporti di stima e amicizia consolidati nel tempo. Grazie ai diversi racconti emergono spesso rimandi ad illustri autori del passato appartenenti alla musica, alla letteratura, nonché al mondo cinematografico. Il maestro non lesina grandi elogi alla costruzione orchestrale degli Adagio di Gustav Mahler, alla singolare raffinatezza dei suoi Lieder, per non parlare di Wagner, autore che più di ogni altro ha profondamente influito sulla sua forza creativa. Un capitolo particolarmente curioso vede come protagonista Aleksandr Puskin, autore che il maestro non aveva mai preso in considerazione pensando ai testi poetici da mettere in musica. Dopo aver analizzato alcune poesie sceglie Ricordo il magico istante e riesce a compiere l’ardita impresa realizzando una delle più significative liriche per voce e pianoforte lasciando libero sfogo alla propria sensibilità verso le affascinanti atmosfere nordiche. Il brano nella stesura definitiva assume il titolo di Magico istante e sin dalla prima esecuzione viene apprezzato in modo lusinghiero dal mondo accademico. ≤

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≥ Significativa è stata l’osservazione di un noto direttore d’orchestra che ha definito la musica per il testo russo piena di calore e di trasporto dando ampio rilievo all’abilità vocale con una linea melodica che si spinge a momenti in una impervia tessitura. Un complimento autentico espresso da un addetto ai lavori da lunga data con una militanza pluridecennale sia nel repertorio vocale sia in quello sinfonico. Una composizione decisamente impegnativa interpretata anche a San Pietroburgo presso la sala dei concerti della biblioteca centrale. L’eredità di Wagner è un tema che trova ampio spazio in un capitolo del libro in cui Raffaele Montanaro si sofferma sulla rivoluzione artistica compiuta dal maestro di Lipsia aprendo la strada a nuove forme d’arte come la musica da film e l’idea di un’orchestra sempre alla ricerca di nuovi strumenti che ne arricchiscono le potenzialità timbriche ed espressive. L’incontro con la musica di Wagner ha letteralmente folgorato il giovane Raffaele Montanaro che si è ispirato al Tristano e Isotta e Parsifal creando due straordinarie parafrasi pianistiche molto apprezzate dal pubblico soprattutto in occasione delle innumerevoli esecuzioni dell’autore stesso. Come si può riscontrare scorrendo il capitolo dal titolo Epilogo, la capacità e la passione incondizionata per la musica che hanno portato l’autore a scrivere anche colonne sonore, sono legate alla assoluta libertà di una persona che ha vissuto l’arte dei suoni come una compagna di vita e non una professione in senso stretto. Tale condizione ha favorito il superamento di una atavica rigidità costituita dalla divisione dei generi ed ogni atto creativo è stato il prodotto della libertà legata ad una forza creativa irrefrenabile. Questo trasforma la lettura del libro in una valida opportunità per riflettere sul valore dell’arte e sul ruolo sociale dell’artista da rivalutare e sostenere secondo la visione romantica che attribuisce una funzione didattica a chi esercita e si applica alle discipline dello spirito. Quanto mai come ai nostri giorni la società ha bisogno di messaggi autentici e di figure di elevata statura morale da proporre soprattutto alle nuove generazioni. Qui trovate la mia esecuzione del brano Magico istante con la soprano Elena Dedkova all’Auditorium Orpheus di Torino, il 13 novembre 2021. Colgo l’occasione per augurare buona estate ai lettori di questa rubrica e di bradipodiario, a buon rileggerci in autunno. ≤

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≡ Elaborazioni grafiche di Giuseppe Rissone – Foto: copertine dei libri ≡



 

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