Un dovere etico e morale
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Forse alcuni di voi si ricorderanno il movimento dei Disobbedienti, che possiamo collocare nella sinistra extraparlamentare italiana, attivo tra il 2001 e il 2004, nato dall’evoluzione delle Tute Bianche dopo il G8 di Genova. Caratterizzato da pratiche di disobbedienza civile e no-global, si opponeva alle politiche neoliberiste, chiedendo l’abolizione di istituzioni come il WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio.
Quando parliamo di disobbedienza civile ci riferiamo a un’azione consapevole, pubblica e non violenta di una norma ritenuta ingiusta. Implica l’accettazione delle sanzioni per innescare un dibattito etico. È uno strumento democratico di resistenza, usato da figure come Gandhi e Martin Luther King, per promuovere cambiamenti sociali.
Con questo articolo concludo – anche se il tema meriterebbe altro spazio – il discorso sulla nonviolenza, potete leggere i precedenti approfondimenti nella sezione Rubriche cliccando nella sezione Fuori Luogo.
Come anticipato nello scorso articolo porto alla vostra attenzione il saggio di Henry David Thoreau “Disobbedienza Civile“. Thoreau filosofo, scrittore e poeta americano, vissuto tra il 1817 e il 1862, può essere definito il precursore dell’ambientalismo e della nonviolenza. Il saggio in questione è uscito nel 1849 con il titolo di Resistenza al governo civile, solo dopo la sua morte assume il titolo che conosciamo.
È così che la massa degli uomini serve lo Stato, non come uomini coraggiosi ma come macchine, con il loro corpo… Nella maggioranza dei casi non c’è nessun libero esercizio del giudizio e del senso morale, sono al livello del legno, della terra, delle pietre. Suppongo che se facessimo degli uomini di legno sarebbero altrettanto utili… Questo in estrema sintesi il pensiero che Thoreau esprime nel suo scritto, dove condanna apertamente le scelte del governo statunitense, in particolare la schiavitù e la guerra espansionistica contro il Messico; per questi motivi egli si rifiutò di pagare le tasse, tentando di boicottare la politica del governo e di non contribuire al rafforzamento dello schiavismo nel Sud, ma presto venne incarcerato anche se per solo per una notte, poiché probabilmente una sua zia pagò per lui la tassa in questione, cosa per nulla apprezzata dallo stesso. Proprio da quest’esperienza nasce questo libro, in cui egli spiega i motivi del suo arresto ingiusto, sostenendo che è ammissibile non rispettare le leggi quando esse vanno contro la coscienza e i diritti dell’uomo.
Quando Thoreau scrive che è necessario disubbidire a leggi ingiuste, o perlomeno attuare una sorta di “resistenza” a esse, egli non pensa a una rivolta violenta, a una rivoluzione armata, ma semplicemente a una non collaborazione col governo che le ha imposte.
La domanda che mi pongo e vi pongo è Thoreau era un anarchico? Forse inconsapevolmente lo era anche se è necessario puntualizzare che l’aspirazione da lui enunciata non è l’abolizione del governo, dello Stato, quanto l’istituzione di un governo migliore nell’attesa che gli uomini siano pronti per l’assenza di esso.
Il mio consiglio è di leggere la versione edita da SE, facilmente reperibile nelle librerie, mi raccomando indipendenti, che contiene anche In difesa del Capitano Brown, il discorso pronunciato da Thoreau in sostegno dell’attivista abolizionista John Brown, dopo il fallito attacco all’arsenale di Harper’s Ferry nel 1859, qui nasce una sorta di contraddizione, in quanto Brown era fautore dell’insurrezione armata per abolire definitamente lo schiavismo, quindi lontano dalle pratiche nonviolente. Thoreau esalta Brown come un eroe morale nobile e coraggioso, definendolo superiore ai politici del Nord che condannavano le sue azioni armate. In appendice al libro trovate anche un interessante testo curato da Franco Meli – già Professore Associato di Studi Americani all’Università Iulm di Milano e presso la Columbia University di New York – dal titolo Fare quel che nessuno può fare per te, ovvero la disobbedienza civile di H. D. Thoeau.
In conclusione due esempi di come si può mettere in pratica un’azione nonviolenta e di disobbedienza civile: il complicato e ostacolato diritto all’Obiezione alle spese militari e la storia del maestro elementare Giampiero Monaca.
Immagine di copertina: Giuseppe Rissone
Fuori Luogo: ritorna lunedì 2 marzo
La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti





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