Solfeggiando in allegria
Imparare la musica con “Solf & Giando”
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≥ Lo studio accademico della musica passa inevitabilmente attraverso la rigida disciplina del solfeggio che ha il potere di generare forti malumori e dissuadere molte persone dalla continuazione dello studio dello strumento. La pessima reputazione della lettura ritmica delle note è anche legata a testi istituzionali dalla veste tipografica poco accattivante unitamente ad una didattica che non ha mai contribuito più di tanto ad abbattere il muro della rigidità. Noi musicisti spesso ci troviamo a parlare della nostra severa formazione e conosciamo spesso persone che hanno vissuto il solfeggio come un ostacolo al piacere dell’apprendimento della pratica strumentale. In tempi più recenti si è cominciato ad attribuire alla lettura ritmica del testo musicale una valenza più operativa trasformando, per quanto possibile l’apprendimento della teoria in un percorso ludico. Un metodo che non esito a definire eccellente è quello proposto dalla pianista torinese Silvia Rao che ha messo a disposizione di discenti di ogni età tutte le sue risorse per rimodulare completamente l’apprendimento di una materia ostica alla maggior parte di chi si avvicina alla musica. La fantasia inesauribile di Silvia, le sue competenze e soprattutto la sua incontenibile passione per l’insegnamento hanno contribuito a produrre un testo di agile utilizzo che, dalla prima versione del 2019, ha visto un importante rinnovamento sia nella veste grafica sia nei contenuti. L’opera di cui sono in entrato possesso solo recentemente è il risultato della terza edizione ed è prodotto dalla casa editrice torinese “la fabbrica delle illusioni”.
Sfogliando le prime pagine si avverte immediatamente l’approccio gioioso alle figurazioni base del linguaggio della musica in cui Solf è l’immagine del fenicottero che si occupa delle note acute paragonate ai volatili, mentre Giando è il simpatico scimpanzè che si arrampica ovunque soprattutto sulle note che raffigurano suoni bassi e profondi come se fossero elefanti. Nella tradizione musicale molti sono stati gli artisti che hanno avvicinato all’ascolto paragonando gli strumenti al regno animale, basti pensare a capolavori come “Pierino e il lupo del russo “Prokofiev ed “Il carnevale degli animali “del compositore e pianista parigino Saint Saens. Tuttavia nessuno di quei grandi aveva mai pensato di alleviare le fatiche del giovane solfeggiatore. La nostra brillante autrice ha colmato una vera e propria lacuna presentando la musica stessa come un tesoro e la sfida cui fa riferimento consiste nel riuscire a creare una mappa per trovare il tesoro delle note, ossia decodificare il linguaggio sonoro. Ci fa pensare proprio alla apertura di uno scrigno stimolando il sapore della conquista. ≤
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≥ Nella presentazione del lavoro emerge comunque l’accortezza di sottolineare che per conquistare il tesoro della musica occorre fare attenzione ai principali ostacoli: “il mare della pigrizia”, “i pirati del tempo” e le “sabbie mobili della paura”. Si sottolinea poi il fatto che il presupposto per vincere non potrà essere altro che la volontà di seguire il “sacro fuoco dello studio”. Il testo, nonostante la sua proposta fortemente innovativa, non demorde dal puntualizzare quanto impegno occorra per raggiungere una adeguata conoscenza delle figurazioni di base per affrontare poi in tempi molto più rapidi l’esecuzione dei brani sullo strumento scelto. Si propongono molti aspetti del linguaggio giocando sulle posizioni melodiche dei suoni all’interno del pentagramma e sulle loro distanze. Si propone l’apprendimento del concetto di melodia e di armonia all’interno del “pentarcobaleno”, ossia un pentagramma in cui le note sono abbinate ai colori, quelle in posizioni acute diventano le “note giraffa”, gli ampi salti altro non sono che i movimenti delle rane. Un mondo veramente fantastico che prepara la seconda parte del libro che si potrebbe definire più “da grandi”. Straordinario l’approccio graduale alla decodificazione di brevi brani in cui si presenta un notevole mescolanza di figure musicali unitamente al punto di valore ed alla legatura.
Nel doppio pentagramma seguendo le frecce si apprende in modo immediato il passaggio dalla chiave di violino a quella di basso confortati dalla presenza immancabile delle due mascotte Solf e Giando. Nessun aspetto viene trascurato nella ricca gamma di esercizi. Si richiede la paziente opera di trascrizione della melodia dalla chiave di sol alla chiave di fa, la lettura con l’intonazione della voce, ma anche una esecuzione da fare in piccoli gruppi realizzando la pratica del canone. Si tratta di esercitazioni che utilizzano semplici melodie spesso tratte dall’affascinante repertorio popolare di nazioni diverse rimodulando una metodologia molto cara al grande Bela Bartok, musicista del novecento che tra i primi ha contribuito a rivalutare le tradizioni musicali non scritte, ma nate spontaneamente dall’anima popolare. Un grande servizio reso alla didattica della musica quello di Silvia Rao e mi auguro che la sua opera, frutto di un lavoro immenso, possa avere una adeguata diffusione per avvicinare con entusiasmo all’arte dei suoni il maggior numero possibile di persone senza avere necessariamente nella fase iniziale le velleità del professionismo. ≤
A SUON DI MUSICA ritorna giovedì 17 aprile
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≡ Elaborazioni grafiche di Giuseppe Rissone tratte da pixabay.com – Foto: copertina del libro ≡





Bene che una giovane insegnante determinata abbia trovato un modo per rendere meno monotono lo studio del solfeggio. Ho imparato a leggere musica negli anni del liceo, in cui ho anche suonato la fisarmonica. E stata per me un esperienza molto formativa sul piano dell impegno per arrivare a un a obbiettivo. Ora non suono più ma ricordo con piacere.