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Finale A Sorpresa…

Quando la volpe ha le sembianze di un…

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Vi ricordate il racconto pubblicato con il titolo Una Volpe Bellissima lo scorso 24 novembre, ecco com’è andate a finire questa curiosa storia…

Stavamo appunto ragionando di queste cose, provvedimenti urgenti da valutare e mettere in atto. Ad un certo punto il proprietario del pollaio disse:

– Mi viene in mente, dutùr, che uno che conosco ha detto di avere una gabbia per la cattura dei gatti randagi.

Lui si riferiva a una di quelle gabbie di cui dispongono i volontari della Protezione degli Animali che le usano per la cattura delle gatte randagie da sterilizzare.

Gli risposi: – Mah, si potrebbe provare. E molto difficile però che una volpe entri in una gabbia. Sono molto astute, questo lo sa già, e sicuramente sono molto sospettose.

– Io vorrei provare.

– E supponiamo che lei riesca a catturarla, e poi che cosa ne farebbe?

– Sicuramente ne informerei i volontari della Protezione Animale, e gliela consegno, dicendogli però che mi ha già fatto parecchi danni.

– In quel caso sarebbe meglio informare gli agenti della Guardia Forestale (adesso si chiamano Carabinieri Forestali).

Poi uscimmo da quel recinto ed io espressi delle riserve sulla possibilità che l’esperimento potesse andare in porto. Per qualche giorno non sentii più quel cliente. Evidentemente i suoi vitelli erano guariti dalla polmonite e non aveva più avuto bisogno. La settimana successiva, alle otto di mattina il telefono squillò e quell’agricoltore mi disse tutto concitato:

– Dutùr, venga a vedere. Abbiamo preso la volpe, venga subito a vedere, che abbiamo catturato la volpe!!

– Com’è?

– È bellissima, venga subito, se può, a vederla!!

– Si, tra poco arrivo.

– Va bene, l’aspetto, ma arrivi presto.

Mi affrettai a fare colazione e arrivai da lui una ventina di minuti dopo, giusto in tempo per vedere la scena. Arrivato, fermai la macchina in cortile e lui, che mi stava già aspettando, si sbracciava invitandomi a vedere la volpe appena catturata.

– Dutùr, venga a vedere che bella volpe che ho preso.

– Davvero?

– È bellissima.

Girai dietro casa, entrai nel recinto delle galline faraone, dove giacevano già a terra un paio di esemplari morti sgozzati, e nella gabbia si poteva vedere bene il responsabile dello scempio.

Infatti era rimasto rinchiuso nella gabbia per la cattura di animali randagi nientemeno che un cane di media taglia, un meticcio maschio vagamente simile ad un terrier, di color marroncino e di circa trenta centimetri d’altezza. Era lui, incontestabilmente, il responsabile delle due galline appena ammazzate e, attirato dal grosso pezzo di carne inserito nella gabbia, si era introdotto restandone chiuso.

– E adesso cosa facciamo? Di chi è questo cane? È suo?

– No. I miei due cani hanno da mangiare a sufficienza, non li lascio andare in giro di notte a scorrazzare nella proprietà degli altri, e liberi di ammazzar galline.

– Lo sa di chi è?

– Si che lo so. È del mio vicino di casa, quello che abita nella casa con le persiane verdi che si vede là.

– Adesso cosa fa?

– Prendo la macchina e vado a suonargli il campanello. Vado a dirglielo. Lo faccio venire qui a prendersi il cane, così gli faccio vedere anche le due galline che mi ha ammazzato stanotte, e in più gli racconto delle altre galline faraone che ha sgozzato la settimana scorsa!

– E poi gli restituisce il cane?

– Si. Glielo restituisco. Ma prima voglio che mi paghi il danno, che mi risarcisca.

– Non so se lo farà. Quello è un tipo che ha già una brutta nomea in giro.

– Si, lo so dutùr. Lo so bene che quello là è uno conosciuto nei dintorni per essere uno che paga con difficoltà, anzi… direi che ha l’abitudine di pagare poco o nulla.

– Infatti. Due anni fa mi ha chiamato un paio di volte, per un altro cane… e deve ancora pagarmi adesso. Non credo che me li darà più. Potrebbe provare a chiedergli se per caso è assicurato, per i danni causati dal cane.

– Non credo. È conosciuto in giro per essere uno che paga poco. Ha una lunga lista di creditori, che si lamentano apertamente.

Qualche tempo dopo, ritornato da quell’allevatore per una fecondazione ad una delle sue vacche in calore, gli chiesi come fosse andata a finire la questione. Lui tagliò corto, mi disse che il proprietario del cane non era venuto a prendere il cane, sapendo di aver torto. Un paio di ore dopo aveva mandato sua moglie e la figlia.

– E poi?

Avevano visto il cane ancora chiuso nella gabbia, e le due galline morte, e le due donne, avevano pure fatto finta di arrabbiarsi, perché il cane, a loro dire, era stato maltrattato, e io gli ho risposto: siete voi che maltrattate il vostro cane perché non gli date abbastanza cibo da mangiare, e lo mandate a sfamarsi a casa d’altri!! E poi anche le mie galline sono state “maltrattate” dal vostro cane, anzi sono state sgozzate!! Prendetevi questo cane andatevene via!! E fate in modo che non succeda più! Tenete il cane a casa vostra e dategli da mangiare! Teste di minchia !!

È così che le persone che abitano a poca distanza iniziano a litigare, e le liti iniziate non si sa più quando andranno a finire.

 

Foto di copertina: Laura Rissone

Il Curioso Mondo Degli Animali ritorna lunedì 15 2026

 

La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti

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