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Una Volpe Bellissima…

Tutto sembra chiaro ma in realtà…

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I rapporti personali tra vicini di casa non sono sempre idilliaci, o almeno basati sulla conoscenza ed il rispetto. In un posto di provincia, quasi tutte le famiglie di una certa strada oppure di una borgata o frazione di campagna sono tendenzialmente stabili nel corso degli anni, e si conoscono almeno di vista. Ma molto più probabilmente si conoscono assai bene sul piano personale.

E’ normale che le famiglie stabili di un territorio si conoscano da anni, le persone di una certa comunità possono avere un’esperienza di vita passata in comune, come ad esempio le frequentazioni scolastiche fatte da bambini, i gruppi di amicizie nell’età giovanile, le feste di paese, le varie occasioni lavorative condivise oppure gli scambi di  lavoro o di merci, vecchie ruggini tra parentele mai sopite, anche le conflittualità per dei terreni confinanti, che si sono espresse nell’arco degli anni. Spesso accade che tra le varie famiglie di una frazione o borgata covino dei rancori apparentemente ingiustificati, ma le cui cause risalgono a torti veri o presunti subiti e riferibili  anche due o tre generazioni precedenti. Nella seconda metà degli anni novanta avevo un cliente di campagna che teneva una trentina di bovini di razza Piemontese e un paio di maiali che ingrassava ogni anno per farne salami. Ovviamente io lo frequentavo per via delle vacche Piemontesi che erano periodicamente da inseminare, da controllare, assistere ai parti e altre visite ai vitelli. Pertanto ci andavo in modo continuativo. Tutti gli anni in primavera comperava anche una cinquantina di galline ovaiole e altre di razza faraona e poi le allevava in un grande recinto dietro casa. Era un allevatore tra i migliori e ovviamente anche il suo pollaio gli dava le stesse soddisfazioni che gli davano le vacche, con abbondante produzione e vendita di vitelli.

 

Non lesinava il mangime nutriente anche alle sue galline, pertanto quelle ovaiole gli davano uova in quantità e quelle faraone crescevano rapidamente. Le galline faraone sono una razza di origine africana, e subito riconoscibili per il piumaggio nero omogeneo a puntini bianchi. Il maschio presenta un evidente elmo corneo colorato di rosso e sono di dimensioni simili alla gallina domestica. Sono buoni razzolatori e sopportano con difficoltà la costrizione dentro recinti, che tendono facilmente a scavalcare, ed emettono un verso gracchiante, sferzante, un po’ noioso, ma sono tenute perché le loro carni hanno un sapore prelibato. Le nutriva tutte a suon di crusca di grano e mais spezzato. Mentre la crusca è un sottoprodotto dell’industria perché è la pellicina del grano che viene scartata dai mulini quando fanno la farina per uso umano, il mais spezzato è di una misura intermedia tra quello a cosiddetta “granella intera” e la farina macinata molto finemente. Il mais spezzato viene utilizzato comunemente come alimento zootecnico perché ha un costo inferiore e offre un pasto altamente digeribile per animali ruminanti e uccelli, con carboidrati e amido facilmente assimilabile.

Non lontano dalla cascina vi erano due o tre case indipendenti, abitate da famiglie locali, conoscenti dell’allevatore. Un giorno, chiamato per qualche visita ai vitelli, l’allevatore, terminato il lavoro, mi disse:

 

– Dutur, ma lo sa cosa mi sta succedendo da un paio di giorni?

– No 

– Sono due mattine consecutive che mia moglie va a governare le galline faraone nel recinto, e alla mattina ne trova sempre due o tre morte.

– Come sono morte?

– Sono ammazzate, sgozzate. Qui nei dintorni abbiamo una volpe che di notte viene a farci visita e me le ammazza… me ne ammazza due o tre per volta.

– Ma poi le mangia o no? 

– Veramente, sono in parte mangiate, ma non tanto…

– E allora? Cosa vuole fare?

– Non so. Lo sto chiedendo a lei.

– Posso vedere il recinto?

– Venga a vedere.

 

Ci spostammo dietro casa, a vedere il grande recinto, per la maggior parte alla luce del sole, e in un angolo coperto da una bassa tettoia. Osservai attentamente tutta la rete, passo a passo, per scoprire se ci fosse un buco o anche solo la possibilità di spostare un angolo di rete attraverso cui potesse entrare una volpe. La rete era ben chiusa, fino all’altezza di un metro e mezzo, quindi appariva molto strano che una volpe fosse in grado di saltare dentro.

Solitamente le volpi cercano di passare sotto la rete di recinzione di un pollaio, e cercano piuttosto di scavare con le zampe un buco in terra per poter passare sotto la rete, piuttosto che cercare di scavalcarla. L’allevatore aveva avuto l’accortezza, nella fase di costruzione del recinto, di scavare e interrare la rete per una trentina di centimetri, in modo da evitare il passaggio della volpe. Le volpi cercano anche di approfittare di qualche interruzione nella rete, oppure, se la rete non è troppo alta, spiccano un balzo dall’esterno e vi entrano. Quando una volpe riesce ad entrare in un pollaio numeroso, la prima cosa che fa è quella di uccidere un gran numero di volatili, dieci o quindici, e anche di più. Ne sgozza parecchie e poi inizia a mangiarne una . Per questo motivo la volpe è molto temuta dagli allevatori di pollame.

Io esposi queste osservazioni e lui mi chiese:

– Dutùr, ma perché le volpi quando entrano in un recinto uccidono così tante galline?

– Le volpi sono abituate a sgozzare un gran numero di volatili, quando si trovano ad averne tante a disposizione. Probabilmente pensano di poterle portare fuori e di solito ne mangiano sul posto appena una, e poi non necessariamente quella che vogliono mangiare è quella più grassa e carnosa – continuai – nessuno sa con quale criterio scelgano le prede, quasi sicuramente è solo la casualità di tutte quelle che capitano a tiro, che riescono a catturare. Dobbiamo pensare che le galline in quel caso, cercano in tutti i modi di sfuggire all’attacco del carnivoro, che cerca di sgozzarne il maggior numero possibile, finché non ritiene di essersi  procurato  una buona provvista. Aggiungo che questo fenomeno è molto frequente nei casi di attacchi da parte di volpi, e i ricercatori americani gli  hanno anche dato un nome: lo chiamano surplus killing, che si può tradurre con “eccesso di uccisioni”. 

– Perché la volpe non ne sceglie una, se la uccide e se la mangia, invece di ammazzarne così tante e poi iniziare a sfamarsi con una?

– Il motivo vero perché le volpi fanno così non lo so. E non c’è nessuno che lo sa. Bisognerebbe chiedere a loro. Posso azzardare un’ipotesi: la volpe è affamata, e quando si trova finalmente in mezzo a tantissime prede facili inizia a sgozzarne una  e poi ci prende gusto, e si sgozza la seconda, e poi la terza, e le viene una sorta di euforia predatoria, e non si ferma più finché non si sente sazia di sangue. Solo allora si ferma e inizia a cibarsi di una. Io ho già visto pollai attaccati con dieci galline o anatre ammazzate.

– Quello che mi è capitato in queste ultime due notti non mi lascia più dormire tranquillo, e io non posso pensare di perdere tutte le galline dell’allevamento senza riuscire a prendere dei provvedimenti. Cosa potrà ancora accadere? Cosa posso fare per catturare quella dannata bestiaccia?

– La volpe una volta che ha fatto la razzia dentro il pollaio se ne esce da dove è entrata, eventualmente cerca di saltare la rete di recinzione.

 

Guardammo anche le altre galline faraone rimaste e tutte avevano un aspetto spaventato, infatti andavano di corsa a ritirarsi nella casetta del pollaio, anche con noi presenti, proprio perché allarmate da quanto era successo nelle notti precedenti. Bisognava decidere qualcosa, insomma, prendere qualche provvedimento per evitare il ripetersi delle razzie, ed evitare d trovarle tutte morte nei giorni successivi. Si prese in considerazione di applicare un’altra rete, di circa un metro di altezza, fissandola sopra a quella che già esisteva, per aumentare l’altezza e rendere l’attraversamento più difficoltoso, se non impossibile. (1. Continua)

 

Foto di copertina: Enea Solinas

Il Curioso Mondo Degli Animali ritorna 5 gennaio 2026

 

 

La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti

 

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