Attività e vita nel loro ciclo estivo
∼
Fin dalla mia fanciullezza ho sentito parlare delle rondini ed ho avuto la possibilità di osservare da vicino la loro presenza nei nidi che si trovavano in diversi cascinali dai parenti in campagna. Fino agli anni ’70 del secolo scorso le rondini erano presenti con i loro nidi anche sotto i porticati ed i cornicioni di molte case, specialmente in provincia, perché era ancora diffusa più o meno capillarmente la forma di allevamento familiare di qualche capo bovino, o suino oppure di pollame e conigli. Tali allevamenti, anche se ridotti come numero di capi allevati, consentivano la presenza di un piccolo deposito di letame naturale. Questo, insieme alle deiezioni dirette degli animali, favoriva la proliferazione di un grandissimo numero di mosche e moscerini, che sono la fonte principale di nutrimento delle rondini nel periodo estivo.
Con il cambio delle abitudini di vita delle persone, l’avvento della cosiddetta “modernità” e l’abbandono di pratiche di allevamenti familiari piccolissimi ma diffusi sul territorio, è venuta meno la presenza delle mosche in grande concentrazione e quindi si vedono meno nidi di rondini nelle immediate vicinanze delle case. Evidentemente le rondini, come tutti gli animali, uomo compreso, si cercano delle condizioni di vita più facilitate, andando a posizionare la loro abitazione più vicino alle fonti di nutrimento. Sono scelti i porticati in muratura e le parti interne di case coloniche disabitate, purché siano situate nelle immediate vicinanze di qualche allevamento di bovini, o di altre specie animali, oppure di canali e di zone paludose, ricche di moscerini, zanzare e insetti vari. La presenza di rondini è tipica infatti in tutte le aziende agricole dove si trovano allevamenti bovini, siano essi di razze quali la Piemontese, oppure la razza Frisona oppure la Pezzata Rossa per produzione di latte alimentare.
Personalmente, avendo compiuto gli studi universitari e conseguito la laurea in Medicina Veterinaria, ho scelto di dedicarmi come campo lavorativo al settore dei bovini di allevamento. Avendo osservato un grande numero di nidi di rondini presso alcuni allevamenti di bovini, ho deciso, in accordo con alcuni allevatori della zona di Cherasco, di Montanera e altre parti della provincia di Cuneo, di piazzare alcune telecamere all’interno delle stalle in modo da osservare meglio le abitudini di vita e di riproduzione delle rondini, per conoscere qualcosa in più del loro “ciclo estivo”. Nel mese di marzo del 2020, essendo l’Italia in piena fase di “chiusura totale” non abbiamo potuto filmare la fase di costruzione e ristrutturazione dei nidi, ma tale fase ha potuto essere filmata nella primavera successiva, aprile 2021, e quindi è stata comunque completata la ripresa dell’intero ciclo.
Quando le rondini arrivano, verso la fine di marzo, non arrivano tutte insieme ma a gruppi, e nel giro di una decina di giorni vanno a riempire i nidi che erano stati abbandonati a settembre dell’anno precedente. Possiamo pensare che vi sia una disputa tra i maschi sull’occupazione dei nidi considerati più confortevoli, scelti per la dimensione, ma anche per la posizione più riparata rispetto alle correnti d’aria che li infastidiscono. Tra la fine di marzo e l’inizio di aprile avviene la formazione delle coppie, l’accoppiamento, e la ristrutturazione dei nidi, fatta con l’apporto di pagliuzze e di fango nuovo, prelevato dal cortile della cascina dopo qualche acquazzone.
Negli stessi giorni le rondini iniziano l’alimentazione abbondante a base di mosche e di moscerini presenti in grande quantità. Questo “boom di proteine” favorisce l’ovulazione delle femmine e dopo pochi giorni la deposizione delle uova, di solito 4 o 5 per nido. Dopo circa 10-13 giorni (tanto dura la cova) i piccoli fuoriescono e iniziano ad essere alimentati da entrambi i genitori. I giovani neonati, detti pulli, vengono nutriti all’interno del nido, per 17 – 18 giorni prima di riuscire a prendere il volo. È stato calcolato da studi specifici che ciascun rondinino, per arrivare a prendere il volo ed alimentarsi in modo autonomo, necessita di ingerire circa 5000 insetti quali mosche, moscerini, zanzare, farfalline notturne, che si trovano a volare basso tra le erbe alle prime luci dell’alba. Anche le farfalline diurne, come quelle che si vedono sui fiori durante il giorno, oppure la farfallina del mais di color grigio chiaro detta Piralide (Ostrinia nubilalis che è un parassita del mais) costituisce una fonte di cibo per le rondini. Essa compie durante l’estate due cicli interi di riproduzione sul mais e la fase larvale si posiziona nel peduncolo della pannocchia del mais causando la caduta della stessa. La fase adulta della Piralide vola sopra al mais in piena fioritura nei mesi di luglio e agosto, quando il mais raggiunge l’altezza superiore a due metri. Girando quotidianamente da un’azienda all’altra in pianura, ho potuto constatare che nelle ore mattutine tra le 7 e le 10 nei mesi estivi, vi è un gran numero di rondini che volano bassissimo appena sopra al mais che nei mesi di luglio e agosto è in piena fioritura. Visto che non ci sono motivi diversi, volano insistentemente alla caccia di quella farfallina, odiata dagli agricoltori perché causa ingenti danni alle pannocchie del mais.
Anche nelle Langhe del vino DOCG le rondini sono tuttora presenti, specialmente nelle vicinanze dei pochi allevamenti rimasti. In tal modo occorre osservare come la rondine si trova in un gradino biologico di predazione di diversi insetti nocivi, rendendosi utile anche alle coltivazioni agricole. Talvolta le rondini riescono anche a catturare api o vespe, ma più raramente. Tale loro comportamento è stato filmato e confermato ed è visibile anche in rete su Youtube con il titolo “Rondini vita e attività”. Durante la fase “neonatale” i piccoli vengono nutriti con abbondanza in rapporto alle loro minuscole dimensioni, e producono un quantitativo di feci che si depositano sul fondo del nido. Questa fase coincide con quella detta di “coprofagia degli adulti” all’interno del nucleo familiare. Proprio a causa del quantitativo prodotto i genitori praticano una pulizia accurata del fondo del nido. Talvolta asportano le feci con il becco gettandole all’esterno, talvolta le ingeriscono. Si è notato che gli adulti non ingeriscono sempre le feci dei loro pulli, ma in modo saltuario. Un tentativo di spiegazione di questo fatto che avviene solo saltuariamente può essere questo: l’ingestione delle feci neonatali avviene se l’adulto in quel preciso momento si trova affamato, per una scarsa raccolta di insetti. Infatti non tutte le giornate possono essere uguali, e in alcune giornate piovose o per altri motivi il loro pasto può risultare insufficiente. Se invece l’adulto è reduce da una abbondante caccia di insetti si trova con lo stomaco pieno e tende a sputare con il becco verso l’esterno le feci raccolte. La stessa cosa può avvenire nella seconda settimana di vita dei pulli, quando essi sporcano girandosi verso l’esterno del nido e i genitori possono scegliere se cibarsene o meno.
Le feci espulse dai neonati contengono evidentemente parti proteiche del corpo degli insetti ingeriti che sono più dure e coriacee (come la cheratina che compone le ali e le zampe degli insetti) e risultano pertanto di più difficile digestione. Lo stomaco dei pulli neonati è ancora rudimentale e povero di enzimi digestivi. Gli adulti invece, con il loro stomaco più strutturato, sono in grado di assimilare tali sostanze. Assumono dei “pacchetti fecali” di color bianco per una seconda e definitiva scomposizione della sostanza proteica che viene recuperata quasi per intero. In questo caso il dispendio energetico per acquisire tali sostanze proteiche è pari a zero, mentre per inseguire e catturare gli insetti che volano è necessario un dispendio energetico molto superiore. Nella seconda settimana della vita dei rondinini essi si girano con la parte posteriore verso l’esterno del nido per defecare fuori. Tale impostazione viene sicuramente fornita dai genitori come esempio seguito dall’emulazione da parte dei giovani. Trascorse le prime due settimane nel nido i genitori incoraggiano i giovani a prendere il volo affrontando brevi spostamenti dal nido alle sbarre di ferro della volta e viceversa. Per un paio di settimane i piccoli vengono ancora alimentati stando sulle sbarre di ferro o altri supporti dai genitori in volo. Il ciclo di riproduzione dura in totale circa 45 giorni. Pertanto possono verificarsi due o tre cicli di riproduzione tra l’inizio di aprile e inizio di settembre, e ciò dipende sicuramente dalla quantità di cibo disponibile che è responsabile sia dei cicli di ovulazione delle femmine, sia della velocità di crescita dei giovani.
Le rondini per nidificare prediligono le vecchie costruzioni come stalle o vecchi porticati ma non disdegnano altre soluzioni. Infatti nel caso delle aziende zootecniche con ampie tettoie in acciaio di recente costruzione, le rondini non trovano facilità a costruire i loro nidi. In tal caso esse trovano comunque vecchie case padronali, spesso dismesse, nelle vicinanze, oppure vanno a nidificare sopra alcune parti delle aziende zootecniche come gli angoli delle canalizzazioni degli impianti o dei tubi in plastica per il passaggio dei cavi elettrici, oppure sopra ai quadri elettrici posizionati nelle camere attigue all’ allevamento, luoghi difficili da raggiungere, e dunque più tranquilli.
La biodiversità è la presenza contemporanea in un determinato ambiente di molte specie animali e vegetali che interagiscono tra di loro. L’allevamento bovino tradizionale trae beneficio dalle rondini che riducono sensibilmente il numero di mosche e tafani intorno al bestiame, e nello stesso tempo produce il letame che serve per concimare in modo naturale i prati e i campi senza ricorrere alla chimica. Anche l’uomo trae beneficio e reddito dall’allevamento bovino, con produzione di concime organico da spargere sulle colture agricole ed il territorio nel suo complesso ne trae beneficio per la sua integrità.
Disegno di copertina: Umberto Scopa
Il Curioso Mondo Degli Animali ritorna Lunedì 24 novembre
La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti





Lascia un commento