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A SUON DI MUSICA

La Vocalità In Chopin

Un aspetto meno noto del poeta del pianoforte

 

 ANDREA MUSSO

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≥ La letteratura pianistica romantica è fortemente legata all’ampia produzione del compositore polacco che, attraverso un accurato lavoro di ricerca, imprime una svolta decisiva alla tecnica strumentale esplorando la tastiera per coglierne tutte le possibilità espressive. Rientra pienamente nella schiera di quella generazione di grandi maestri romantici nati tutti intorno al 1810 e destinati ad incidere profondamente nel panorama artistico e culturale in cui le discipline espressive devono trasmettere anche contenuti che travalicano il mero obiettivo di fornire un appagamento sensoriale. L’artista riveste una rilevante statura morale e trasmette autorevolezza utilizzando i propri mezzi espressivi. Il grande pubblico spesso tuttavia ignora gli aspetti meno eclatanti del genio e del compositore franco-polacco si conoscono ancora troppo poco i Lieder dell’opera 74 che rappresentano un omaggio alla propria terra di origine con un atteggiamento estremamente discreto quasi Chopin temesse di non sentirsi parimenti grande nel momento in cui protagonista è la voce. Eppure la cantabilità che l’autore sa trasferire alle composizioni pianistiche non viene assolutamente smentita e trova una dimensione intima e spesso struggente. Si tratta di una antologia di composizioni che furono eseguite nei salotti aristocratici, ma la dignità della diffusione attraverso una prima edizione a stampa fu raggiunta solo otto anni dopo la prematura morte dell’autore per iniziativa dell’editore tedesco Schlesinger. Al nostro tempo il valore di questo repertorio è stato oggetto di una importante iniziativa discografica della casa Elegia Classics diretta da Piero Tirone che ha realizzato un cd audio con protagonisti due talenti di grande esperienza e spessore professionale: il soprano polacco Dominika Zamara ed il pianista Franco Moro. La prima edizione risale ad alcuni anni fa, ma vengono regolarmente effettuate delle ristampe, in quanto l’interesse per la liederistica è in crescita anche in Italia nonostante l’attenzione converga maggiormente sull’opera lirica.  Il merito del successo spetta indubbiamente alla raffinatezza dei due artisti che hanno saputo offrire agli ascoltatori e, in particolare agli appassionati del repertorio cameristico, una interpretazione improntata su di un assoluto equilibrio tra la voce e lo strumento. La delicatezza del tocco ha sostenuto e arricchito l’espressività della melodia abbinata alla lingua polacca di assai difficile articolazione anche per una cantante madrelingua ed ormai lungamente votata all’opera lirica ed alla vocalità italiana. ≤

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≥ La raccolta è costituita da una antologia di 17 brani connotati dal forte carattere intimistico in quanto emergono spesso echi della giovinezza polacca dell’autore come si avverte nel brano “Precz z moich oczu” (Lontano dai miei occhi) in cui prevale la drammaticità del distacco inesorabile dalla donna amata. Di carattere diametralmente opposto brani come “Wojak” (Il guerriero) e “Zyczenie” (Desiderio). Si tratta sostanzialmente di liriche di breve durata e capaci di realizzare un forte impatto sul qualsiasi tipo di ascoltatore. Possiamo affermare che ciascuna composizione brilla di luce propria e non posso esimermi da un breve accenno a” Piosnka litewska” (Canto lituano) in cui protagonista è la leggiadra immagine della mamma che si interroga sulle ragioni dell’uscita di casa della figlia che poi candidamente confessa di aver avuto un rapido e platonico incontro galante. A questo canto vezzoso fa da contrasto “Smutna rzeka” (Fiume triste), in cui trova spazio la inconsolabile sofferenza di una madre che ha sepolto sette figlie. L’acqua fluviale che scorre è metafora delle lacrime di un pianto inarrestabile. Questo lavoro discografico vuole rappresentare anche un omaggio alla tradizione musicale polacca e si chiude con una proposta di ascolto caratterizzata da una rosa di tre brani sostanzialmente inediti come sapientemente definisce il musicologo Giovanni Tasso che ha curato la presentazione del libretto. Si tratta di due brani di Staniszlaw Moniuszko ed uno di Jan Pederewski. Ci imbattiamo in due diverse personalità di ampio rilievo che meriterebbero una ben maggiore attenzione nel panorama musicale internazionale. Del primo possiamo affermare che ha dato vita musicando “Halka” all’opera nazionale polacca a seguito del precedente rifiuto di Chopin, mentre dell’altro possiamo affermare che riveste prevalentemente un ruolo di ampio respiro nell’ambito della tradizione pianistica del primo novecento. Un invito dunque ad immergersi nella cultura polacca attraverso la mediazione del duo Zamara – Moro che ha contribuito ad arricchire le opportunità di ascolto e di conoscenza della irripetibile tradizione romantica. ≤

A SUON DI MUSICA ritorna giovedì 22 maggio

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≡ Elaborazioni grafiche di Giuseppe Rissone – Immagine: copertina del disco ≡



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