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FUORI LUOGO: AMBIENTE

Ritorno Al Passato

Due referendum vinti e incidenti disastrosi, non bastano a dire un No definitivo

 

 GIUSEPPE RISSONE

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⊆ Se siete quelli che credono alla favola del senza nucleare ritorneremo alla candela, potete anche non proseguire nella lettura, se siete quelli che hanno partecipato ai movimenti di lotta o semplicemente votato ai referendum per la sua abolizione, oppure il suo eventuale ritorno vi inquieta, l’articolo fa per voi. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Pichetto Fratin, ha presentato un Decreto di Legge che, se approvato, potrebbe riaprire le porte al ritorno delle centrali atomiche nel nostro paese. Prima o poi doveva capitare, da quando l’energia nucleare è stata inserita nell’elenco delle rinnovabili (sic!) l’avvio di un’operazione di green washing atomico era solo questione di tempo. Questa volta il nucleare, cui verrà garantita una corsia preferenziale, sarà affidato ai privati, che verranno sostenuti dallo Stato. Dopo aver letto quanto il governo intende realizzare, sono andato alla ricerca di maggiori informazioni, non è stato semplice, quasi ci fosse l’intento del meglio non far sapere. Così ho scoperto quanto segue: 1) Lo scorso autunno è stata lanciata una new company capofila l’Enel, la stessa avrebbe la quota di maggioranza con il 51%, Ansaldo Nucleare il 39%, Leonardo col restante 10%. 2) Il ritorno del nucleare, viene sponsorizzato sulle ali di una presunta novità: centrali piccole e alimentate dal Mox, materiale ricavato dagli scarti delle altre centrali con gli stessi rischi delle precedenti, e che non può considerato una novità in quanto viene prodotto da decenni attraverso il ri-processamento delle scorie, esso contiene plutonio, il materiale usato per le bombe atomiche. 3) Si sostiene che le nuove centrali saranno piccole e nuove, in realtà la tecnologia di fondo è sempre la stessa. Aumenteranno i rischi perché, essendo piccole, dovranno farne di più, moltiplicando le necessità di controllo ed il rischio di errore. 4) Il Ddl inviato lo scorso 22 gennaio da Pichetto Fratin al consiglio dei ministri, parla vagamente di “nucleare sostenibile” e, soprattutto, si tratta di una legge delega, che consentirebbe di aggirare i risultati dei referendum del 1987 e del 2011, dove ricordo si decretò la fine del nucleare in Italia. 5) Per comprendere il Disegno di legge si dovranno attendere i decreti attuativi, perché, trattandosi di una legge delega, le decisioni effettive verranno prese dal governo, senza ulteriori passaggi legislativi. Si parla del 2027. È previsto un piano per le vecchie centrali, lo smaltimento delle scorie, la perennemente irrisolta questione del “deposito nazionale”, l’apertura di impianti per l’arricchimento dell’uranio e di altri per il ri-processamento dei rifiuti atomici. I comuni che ospiteranno le centrali riceveranno un indennizzo. Nelle 14 pagine redatte dallo staff del Ministro per illustrare il Ddl, emerge che la preoccupazione principale è presentare un progetto che segni una cesura con le vecchie centrali (da smantellare definitivamente) in modo che i risultati emersi dai referendum, possano essere agilmente dribblati.⊇

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Quanto sarà bravo questo governo a portare in porto il progetto e quanto forte la squadra avversaria nel contrasto, dipenderà anche da una corretta informazione, che al momento sembra latitare. Per comprendere meglio quanto sta per succedere v’invito a leggere questo articolo di Marco Bersani  pubblicato su il manifesto del 1 febbraio 2025 per la rubrica Nuova Finanza Pubblica e riproposto da attac-italia.org che pone sette domande al Ministro.

Riproporre il nucleare penso sia una follia, per i costi, per la sicurezza, anche se qualcuno potrebbe obiettare che al di là delle Alpi sono in funzione diverse di esse e che in caso di incidente saremmo pienamente coinvolti, quindi non basta fermarle nel nostro paese, giusto, giustissimo, ma questo non giustifica il suo ritorno, dopo ben due referendum e disastri avvenuti in varie parti del mondo, su tutti Černobyl. Forse, dico forse, i venti, che sono diventati uragani, di guerra, hanno un nesso con la produzione di energia nucleare e la nuova costruzione di centrali? Lascio trovare a voi una risposta. Se alcuni si lamentano della bruttezza delle pale eoliche e delle sterminate distese di pannelli solari in campi agricoli – sicuramente si può e si deve fare di meglio – dico che essi non posso fare nessun danno rispetto alle “nuove” centrali disseminate sul territorio. È se devo tornare a protestare, a raccogliere firme, io sono pronto.⊇

FUORI LUOGO ritorna martedì 11 marzo

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≡ Elaborazioni grafiche Giuseppe Rissone – Foto tratta da pixabay.com ≡



 

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