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⊕ La musica e la danza sono elementi fondamentali nelle culture di tutto il mondo. Fanno da custodi della memoria storica, trasmettendo storie e tradizioni e fungono da ponte tra le generazioni. La musica ha anche un forte potere di coesione sociale, creando un senso di comunità esprimendo la gioia, la lotta e la sofferenza di un popolo.
Come non associare il Jazz, il Soul e il Blues agli Stati Uniti del Sud, o il Reggae alla cultura giamaicana? Anche Haiti vanta una propria cultura musicale, meno conosciuta all’estero, ma altrettanto unica e vibrante. La musica haitiana non ha avuto grandi rappresentanti che l’abbiano portata oltre l’isola, o forse, essendo così caratteristica per le sue sonorità, ha avuto il privilegio di rimanere un’impronta indelebile di un’espressività tipicamente autoctona. Possiamo dire che i generi musicali principali sono due: il Compas o, meglio, in lingua creola, il Konpa, e il Rara. Entrambi sono espressioni popolari che fondono musica tradizionale e moderna, raccontando storie di lotta, speranza e celebrazione della vita. Inoltre, la religione gioca un ruolo cruciale nella vita quotidiana di molti haitiani, con un singolare sincretismo tra Voodoo e cristianesimo, un fenomeno già esplorato in un mio racconto precedente.
Il Konpa è un genere musicale urbano sviluppatosi principalmente nella capitale, Port-au-Prince, intorno agli anni ’50. Esso è caratterizzato da un ritmo orecchiabile e da una sua vicinanza ritmica alla musica da ballo. Questo genere musicale è influenzato dai ritmi delle cerimonie Voodou, ma con sonorità costruite con strumenti moderni, come chitarre, basso e batteria, che si prestano ad armonie facilmente orecchiabili, ritmico-melodiche e ballabili. Il Rara è, invece, un genere musicale più tradizionale che si ispira tipicamente alle celebrazioni e alle processioni legate al Voodou. Nel Rara prevale la componente percussionistica accompagnata da strumenti a fiato, tra cui uno tipico della zona caraibica, il vaksin, molto simile ad una tromba. In questo secondo genere musicale, la componente spirituale è marcata. Le danze e le vocalità attingono dalle tradizioni africane e rappresentano una delle caratteristiche più singolari della cultura haitiana. Non a caso, il Rara è spesso suonato durante il periodo di Carnevale, molto diverso da quello che conosciamo in Europa o dal Carnevale brasiliano, dove alle maschere allegoriche delle prime, si sostituiscono una varietà di maschere indossate per simboleggiare divinità, spiriti ancestrali, o figure della storia di Haiti. ⊗
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⊕ Se il Rara ha una sua identificazione maggiormente religiosa, il Konpa ha subito numerose vicissitudini dovute alla politica. Sebbene il Konpa non fosse, in senso stretto, musica di protesta, i testi spesso evidenziavano le situazioni di sofferenza comuni tra la popolazione ed è per questo che, durante il regime di François Duvalier e di suo figlio Jean-Claude, veniva applicata una severa repressione. I Tonton Macoutes, la polizia segreta dei Duvalier, erano particolarmente attenti a ciò che potesse mettere in ombra quella che tristemente era la realtà di un Paese in profonda crisi economica e sociale. In effetti i testi delle canzoni esprimevano critiche sociali, mai politiche, che invece erano inserite in doppi sensi ed allegorie. Per dare un esempio posso citare una canzone italianissima come Papaveri e Papere di Nilla Pizzi nel lontanissimo 1952.
La cultura haitiana, visto l’enorme tasso di analfabetismo, ha una marcata tradizione orale che la musica cerca di cementare poiché non è possibile farlo attraverso la cultura scritta. Dalla caduta della dittatura di “Papa Doc” e di “Baby Doc”, così erano chiamati padre e figlio Duvalier, nel 1986, la situazione del Paese è moderatamente cambiata e la musica Konpa cerca di cantare un riscatto che sembra ancora lontano dal realizzarsi pienamente. Haiti affronta ancora numerose difficoltà incluse carestie, povertà, instabilità politica e disastri naturali, tra cui, ricorderete il devastante terremoto del 2010. Nonostante queste sfide, il popolo haitiano ha dimostrato una straordinaria resilienza, mantenendo vive le sue tradizioni culturali e la sua identità. Oggi, Haiti è in un processo di ricostruzione e sviluppo, con un sostanziale e fondamentale supporto internazionale e una crescente consapevolezza della necessità di stabilità politica e di crescita economica sostenibile. Haiti è un Paese che incarna la lotta e la resistenza che da sempre accompagna la storia passata e recente.⊗
IL MONDO IN PAROLE POVERE ritorna sabato 15 marzo
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≡ Elaborazioni grafiche di Giuseppe Rissone e Foto generata con AI tramite l’account di Canva di Rino Sciaraffa ≡





Bello questo articolo. Mi piace come ci porti non solo nei luoghi ma anche nella cultura di una Nazione
Grazie Paolo del tuo commento. È proprio lo spirito dei miei racconti. Luoghi e curiosità sono le tracce sulle quali costruisco i racconti
Rino non conoscevo questo tipo di musica e tanto meno la sua storia. Come sempre mi ha incuriosito e sicuramente cercherò di ascoltarla per capire meglio questo popolo così travagliato. Alla prossima
Grazie Franca… anche io la conoscevo ed è stato interessante, per me, scoprirlo
Grazie Rino, per la tua capacità di immergerci in queste atmosfere così cariche di vita e cultura.
Un abbraccio.
Roberto
Grazie caro Roberto per il tuo commento. Vedere suonare, per strada, piccole formazioni con strumenti molto dozzinali è stata per me una bella esperienza. La stessa cosa l’ho vissuta a Capo Verde con le street band, formate di giovanissimi ….ne parlerò in futuro di questo
Spettacolare vederti fare un articolo sulla musica!Grazie
Caro Luca, non ho grandissime esperienza musicale….però amo l’aspetto folcloristico della musica e le implicazioni culturali