Visita semiseria al 38mo Salone del Libro
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Uscendo dalla stazione “Lingotto” della Metro di Torino sulla via del Salone Internazionale del Libro, un flash-back: il New Mexico, patria del bovino pezzato a stelle e strisce; nel tramestio delle ipnotiche serpentine di vitelli stretti fra robuste transenne, verso l’inconsapevole traguardo del mattatoio.
È possibile che la signora Annalena Benini, direttrice del Salone (per i più curiosi, nuora del notissimo giornalaio di Mediaset Vittorio Feltri avendone sposato il figlio Mattia direttore dell’HuffPost) sia amica dell’illuminata Governatrice newmexicana Michelle Lujan Grisham e comunque non sia venuta a conoscenza, avendo delegato il reparto-sicurezza, delle modalità con cui il popolo sotterraneo sia stato convogliato verso il Padiglione 1 della mostra; ma lo stralunato visionario sottoscritto, entrandoci ed osservando coll’occhio vetusto ha colto una certa contiguità con la Terra-madre di tutti i rodeo del mondo.
Sì, certo, caro BradipoGiuseppe – da me intervistato per coglierne le impressioni – qualche micro-stand delle piccole editrici, autentiche perline della cultura italiana, c’era; giustappunto “qualche” frammento, rispetto all’assoluta irripetibile scoperta che la kermesse libraria ci aveva donato 38 anni fa e via via scemando, fino al “mondo salvato dai ragazzini” cui la rassegna 2026 si sente ispirata. Massì… non te ne sei accorto…, non appena entrato a sinistra, di mezzo padiglione traboccante di Narrativa Ibrida e Transmediale, Graphic Novels a gogò, books ispiratori dei Cosplayers…, per non parlare dei Role Players; tutti chissammai perché in t-shirt nere personalizzate. Una cultura dell’istante binario 1-0, ottima da farli crescere né fasci né anarchici né destri né sinistri, ci salveranno tutti, così accoglienti… ehm… inclusivi… pluralisti, simpatici e gentili i ragazzini… ed alla cintola dell’encefalo l’unica arma autorizzata dell’ AI; certo, ci salveranno!
Ma in questo modo, per buona sorte del mondo, li immaginiamo solo noi, noi di mezzo, gentile prefetta (la “r”.. sì, sta al posto giusto) Annalena Benini, buonista di razza media e molto accolturata. I ragazzini che ci salveranno non erano lì, nel senso che ci stavano, ma solo a vivere la loro età spensierata su quei corridoi fantasmatici a sinistra del Pad. 1 e altrove, che ci si ritrova fra mezz’ora all’incrocio colla corsia “D” mentre noi adulti si va sull’altro lato a pascerci nell’immane clone materno del Libraccio dei Libracci d’Italia.
Potremmo finirla qui la questione, caro BradipoGiuseppe, ma la mia inclinazione feticistica per l’Oggetto (a proposito, io lo sogno sempre d’un materiale in cellulosa, liscia ruvida o patinata, a forma parallelepipeda regolare con pagine scritte e/o illustrate) m’ha condotto alla ricerca dello standino perduto; che sopportazione la Carla che m’accompagnava! Come quando si cercava lo shopper in tela per introdurci i sempre adorati cataloghi, cartoline, depliants, spille e matite, ma a meno di 3€ non c’era, ricordi la mitica valigetta in plastica trasparente dell’ 88, che a momenti te la tiravano dietro pur di portarti a casa una sportina di questo miracoloso contenitore di carta? Quando poi allo stand di MDS Editore (da Pisa), una di quelle rare perline che c’è andato pure il Mauro Corona a farsi intervistare, una signora finto biondo e dall’accento torrependente mi chiede se potevo fermarmi da loro e gli ho detto di “No” perché vendevano gli shopper a ben 8€ e la madamina-per-5-giorni mi ribatte “Noi non ci forniamo dai cinesi!”, mi si sono stramazzati i cabbasisi (rognoni in dialetto bovino) a terra! Capito come oggi si conquista la vera cultura?… con gli shopper d.o.c.g-plus a 8 €, cara la d.ssa Annalena Benini, frontwoman culturale del quotidiano sionista Il Foglio!
Eh..ah… per finire in bellezza…, lo scrittore “butta-dentro” della sua stessa opera; non è una novità, certo, ma talmente si è generalizzato il vezzo dell’auto-piazzismo letterario da strada, che ho provato un senso di pena e angoscia miste insieme.
Ecco.. cari noi tutti scrittori/lettori per un giorno o per una vita: la cultura, in particolare quella del libro, di quell’oggetto che più d’ogni altro essere conosce il senso dell’educazione, custode di miliardi di stelle standosene in religioso silenzio se proprio non vuoi aprirne la volta arcobaleno del suo sapere, si opponga alla schiavitù di questa svendita permanente di sé stessa, al rogo autoindotto da Farheneit451. Ad ogni modo, sarà sempre pronto ognuno di noi a salvarne un copione per imparare a memoria la sua parte.
Immagine di copertina: DeposithPhotos.com
Fuori Luogo: ritorna lunedì 8 giugno 2026
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