Crisi di onnipotenza
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Ben ritrovati amici bradipolettori. Vi devo confessare che questa volta non sono molto ispirato per la stesura del presente articolo.
I recenti fatti di cronaca hanno preso il sopravvento, il premio Nobel per la pace mancato, quello che si vanta di aver fatto terminare otto guerre che nessuno sa quali siano, ne ha iniziata con il suo sodale criminale di guerra Netanyahu un’altra. Ora minaccia un’operazione analoga a riguardo di Cuba. È in pieno Raptus di onnipotenza.
La guerra russo-ucraina non è affatto vicina ad una soluzione, a Gaza si continua a morire, i coloni israeliani proseguono nella loro operazione di espansione in Cisgiordania seminando morte e distruzione, ma ormai sono notizie passate in secondo piano. Nel frattempo a casa nostra il primo ministro, che il pregiudicato statunitense dichiara essere sua amica, latita in parlamento, il che è una non notizia visto che si è sempre negata al dibattito parlamentare.
Il nostro ministro per la difesa, con i venti di guerra che soffiavano da giorni, decide di farsi una vacanza proprio nei luoghi dove si sarebbe combattuto. Voleva essere in prima linea? Il ministro degli affari esteri viene mandato in veste di “osservatore” al tavolo dove un nugolo di pazzi deve decidere le sorti della Palestina. E una volta che ha “osservato” poi che fa?
Vista la situazione tragica che stiamo vivendo la seconda figura più importante dello Stato, il presidente del Senato, quello che, tocchiamo tutto il toccabile, dovrebbe fare le veci di Mattarella, altro da fare non ha che chiedere un posto per uno pseudo comico a Sanremo o a dichiararsi goduto per un gesto antisportivo di un calciatore della sua squadra del cuore, per giunta nazionale.
E allora distraiamoci, anzi proviamo a distrarre il popolo prendendo a cuore il caso dei bambini della casa nel bosco. Tutti contro i giudici che ne hanno dichiarato l’allontanamento dai genitori. Già i giudici, quelli che impediscono di governare.
Già scordato il decreto Caivano, sobborgo metropolitano di Napoli, quello che se sei “affogato” nel cemento e hai figli che gironzolano per tutto il giorno, marinando la scuola, rischi il carcere per inosservanza all’obbligo dell’istruzione dei minori, mentre se vivi nel bosco, mettiamo per caso in Abruzzo, allo stato brado e non vuoi che i tuoi figli vengano lavati e magari vaccinati, che vadano a scuola ecco che la legge cambia.
Il ministero della giustizia che manda ispettori per capire come il giudice dei minori abbia potuto permettersi di togliere la patria potestà a genitori che dichiarano a riguardo della scuola che questa i figli non avrebbero dovuto vederla neanche col binocolo, così come per un medico o compagni di gioco della loro età”. Questo è un link per leggerne qualcosa in più
È vero si tratta solo di un decreto, peccato che negli articoli 30-31-33 e 37 della nostra Costituzione si descriva ampiamente su quali siano i doveri verso i minori. Già, la Costituzione, quella che con il referendum di questa domenica, 22 marzo, siamo chiamati a decidere se cambiarla o lasciarla inalterata. Un cambiamento che il figlio di Licio Gelli dichiara “Con la riforma della giustizia si realizzano le idee di mio padre”. Alle vecchie ciabatte come me il nome citato ricorda sicuramente qualcosa, per gli eventuali giovani lettori invito ad andare a informarsi su chi era costui.
Oppure le dichiarazioni della figlia primogenita de noto palazzinaro di Arcore, non dimentichiamo pregiudicato e condannato in via definitiva per frode fiscale verso lo Stato quindi tutti noi, delle quali anche qui per non perdere niente lascio il riferimento per la lettura.
Nel presente articolo ho già fatto un riferimento al Festival di Sanremo, ci ritorno. Un grande spot per il nostro governo è stata la canzone vincitrice, che non nomino per decenza. La presidente del consiglio dei ministri vorrebbe usarla come tormentone per i comizi finali dichiarando “Sal, la tua canzone è un regalo per il…”
Per terminare, mi cito, andate a leggere il mio articolo dello scorso mese dal titolo “La Terra”
Citavo la giornata del 21 marzo, giornata nazionale contro le mafie, con manifestazione che si svolgerà a Torino. Se avrete voglia di rileggerlo, compresi i commenti, esprimevo la mia preoccupazione sul fatto che, per il silenzio elettorale, una piazza che non è mai stata tenera con la politica, almeno con una certa parte di politica, di fatto non potrà schierarsi come dovrebbe.
E allora inventiamoci una base musicale che di fatto non esprime un’indicazione, ma che almeno nei testi frivoli magari ci suggerisca qualcosa.
In ordine sparso…
Una bambolina che fa no no – I quelli
Nonono – Pinguini Tattici Nucleari
E chiudo con la più bella, E se ci diranno – Luigi Tenco (1967)
Ora vi parlo del titolo dell’articolo, “Raptus”. Questo è il nome di un gruppo livornese composto da Edmondo Guidi alle chitarre e voce, Mauro Andreini tastiere e voce, Antonio Liotti Basso e voce e infine Edoardo D’Imporzano alla batteria.
Realizzano solo un 45 giri, inciso per l’etichetta tedesca Basf, con due brani cantati in inglese, in pieno stile prog, influenze hard nella prima facciata e buon uso delle tastiere nella seconda.
Un paio di loro, Guidi e Liotti, faranno parte in seguito del supergruppo Magnum incidendo un Lp con vari medley tra i quali alcuni di Lucio Battisti in versione disco music. Vi lascio i link per l’ascolto di entrambi i brani, molto corti, non arrivano ai tre minuti l’uno.
Try this now – Raptus
Foto di copertina: Gianfranco Gonella (Raduno di Libera – Saluzzo 2018)
Il Mito Ostinato ritorna lunedì 28 aprile 2026
La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti





Cari amici,prima che il presente articolo inizi ad essere letto urge da parte mia una precisazione.
Come più volte detto per permettere la pubblicazione questo mio lavoro giunge in redazione il martedì precedente.
Quindi se per caso avete visto lo spettacolo di Crozza o lo show della Littizzetto questo fine settimana e’ giusto che sappiate che il sottoscritto non ha preso spunto da questi programmi, ma che comunque il fatto che vi siano delle affinità mi fa molto piacere anche se non raggiungerò la notorietà di questi artisti.
Grazie per l’attenzione.
Ricordo che a mia nonna ultraottantenne il medico aveva proibito di leggere La Stampa. A tutta prima viene da sorridere, ma il motivo di questa inusuale prescrizione aveva un suo perché. A mia nonna, che soffriva di ipertensione, le notizie di cronaca facevano alzare al pressione! Devo constatare che, oggi, lo stesso effetto lo subisco anch’io quando leggo gli articoli di Gianfranco. In supporto alla terapia farmacologica però, seguendo i suggerimenti del mio dottore, cerco di modificare per quanto possibile il mio stile di vita; ovvero: nei confronti di tutto ciò che può suscitare emozioni negative provo a reagire con scanzonato distacco. Ridere fa bene alla salute. Ecco che allora io cerco di vedere, ove possibile, anche il lato comico della tragedia e questo mi porta sovente a cercare la battuta umoristica, a descrivere le situazioni con ironia o ad evidenziare qualche buffo paradosso. Conseguenza di questo atteggiamento è che, ogni tanto, mi scappa una battuta che, pur sembrando a me ironica, suscita in animi più sensibili qualche fastidio e mi viene contestato di essere un cinico. Probabilmente in quelle occasioni anch’io sono soggetto a una qualche sorta di “raptus” e chiedo venia: ognuno si difende come può!
A proposito di autodifese, colgo l’occasione per fare un commento a una frase di Alessandro Bastoni, il calciatore cui accennava Gianfranco. Brevemente l’antefatto: durante una partita il suddetto subisce un lieve contatto su un braccio, ma rovina a terra simulando un grave fallo. L’arbitro, cadendo nell’inganno, decreta l’espulsione del giocatore che, apparentemente, aveva commesso l’infrazione e Bastoni, addirittura esulta! Due scorrettezze di fila, ma consentitemi di dire che mentre la prima “fa parte del gioco” (purtroppo la simulazione è un atteggiamento molto frequente nel calcio) la seconda, l’esultanza per l’ingiusto danno subito dagli avversari, mi pare invece più grave e rivelatrice del carattere della persona che l’ha attuata. A mio avviso quel giocatore ha dimostrato di non essere una gran bella persona. Nei giorni seguenti, alla radio e sui giornali, se ne è parlato diffusamente, dando particolare risalto alle parole di Bastoni che, forse per fare ammenda, aveva successivamente dichiarato: “Un essere umano ha il diritto di sbagliare, ma anche il dovere di riconoscere l’errore”.
Sia nella trasmissione radiofonica, sia in un articolo a firma di Caterina Soffici, è stato molto apprezzato il riconoscimento dell’errore da parte di Bastoni, ma non è stata spesa nemmeno una parola per confutare la premessa del suo ragionamento; ma pensateci bene: se veramente esistesse il “diritto di sbagliare” io potrei stuprare una donna, o riempirla di botte, a patto che poi riconoscessi il mio errore? Magari un pubblico ministero no, ma sicuramente Bastoni, in virtù della sua teoria su diritti e doveri mi riconoscerebbe lo status di persona irreprensibile!
Dal canto mio posso solo suggerire al commissario tecnico della Nazionale di far prendere al suo terzino un po’ di lezioni di Filosofia (o, in subordine, almeno un po’ di Educazione Civica) prima di riammetterlo nella rosa dei convocati. A seguito del comportamento in campo tenuto dal difensore della Nazionale, sui social sono apparse addirittura minacce di morte alla moglie di Bastoni e lui, poverino, se ne lamenta, non rendendosi conto che quei cosiddetti “leoni da tastiera” hanno applicato né più né meno quel concetto di “diritto” da lui stesso teorizzato. Giunti a questo punto non vorrei però si pensasse che io ce l’ho con Bastoni, ci mancherebbe! È giovane, tempo ne ha, magari riuscirà anche a leggere qualche buon libro, insomma c’è speranza, può migliorare. La mia condanna è rivolta piuttosto a commentatori e giornalisti che, nonostante la loro indiscutibile cultura, hanno saputo vedere solo il bicchiere mezzo pieno in una frase diffusa dai media, la quale, nella sua interezza è una pericolosa fallacia logica. Sappiamo che gli adolescenti tendono a mitizzare i campioni dello sport e vorrebbero assomigliargli; sarebbe stato dunque opportuno evidenziare quella parte del messaggio da non considerare come esempio, né per un giovane né per chiunque. Ho anche scoperto che per aver vinto gli Europei di calcio nel 2020 ad Alessandro Bastoni è stata conferita l’onorificenza di “Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana”. La cosa mi ha un pochino stupito: io ero rimasto fermo a Ivanohe e Lancillotto, i cavalieri senza macchia e senza paura della mia infanzia, ma capisco che è ora di crescere e di aggiornarmi. Cavalieri più recenti, sia nella politica che nello sport, mi hanno fatto realizzare che il moderno cavaliere sa anche commettere stronzate oltre che pronunciarle.
Mi rendo conto ora che la digressione a tema etico-sportivo mi ha portato a dilungarmi più del necessario, rubando spazio a temi più pregnanti; la mancanza di ispirazione che lamentava Gianfranco in apertura, oggi ha contagiato anche me. Voglio spendere pochissime parole, dunque, su una questione ben più grave, come la guerra.
Io temo che le guerre non smetteranno mai di scoppiare ma, a tutti quei popoli che per avverso gioco del destino ne usciranno sconfitti, a tutti i loro morti, alle vedove e agli orfani con le loro case ridotte in macerie voglio dedicare una sola frase a scopo consolatorio. Non conta se la schiacciante superiorità del nemico ha fatto sì che, perdendo la vita e i vostri averi, siete diventati quelli che la guerra l’hanno persa, perché, come asseriva De Coubertin, “l’importante non è vincere, ma partecipare…”
E quando aI presidente Trump verrà conferito quel premio cui tanto aspira, io vorrei esortare tutti i caduti nei combattimenti e gli inermi civili periti sotto i bombardamenti, di sentirsi perlomeno orgogliosi di aver contribuito con il loro sacrificio a fargli ottenere il Nobel per la… pace eterna! Amen.
Ecco quest’ultima parte è quella che sono stato in dubbio se cancellare… l’intenzione era di fare due battute ironiche, ma il dubbio che siano invece solo ciniche o semplicemente di cattivo gusto mi è venuto. Ho deciso però di lasciarla perché è un messaggio che può far capire a chi non mi conosce come sono fatto e quali siano, a volte, i miei travagli interiori.
Se qualcuno di voi non ha apprezzato l’ultima parte, o è rimasto turbato dal mio macabro umorismo, mi appello alla sua indulgenza: si procuri i testi dei brani di musica trap che i suoi figli ascoltano oggi al posto dei Guccini, De Andrè e Claudio Rocchi che ascoltavamo noi “matusa” alla loro età e capirà che io, pur con i miei difetti, sono solo un innocuo affabulatore.
E poi non sono nemmeno cavaliere!
Un’ultima cosa Gianfranco, ed è un bonario rimprovero: non mi è piaciuto il tuo elenco di canzoni a fare da contraltare al tormentone voluto dalla destra per i suoi comizi.
L’dea di sfruttare la canzone vincitrice del Festival di Sanremo solo perché contiene un “Si” nel titolo l’ho trovata insulsa e abbastanza puerile: noi dovremmo sforzarci di mantenere un certo stile; cerchiamo di non abbassarci al loro livello.
Detto questo, comunico fin d’ora che al referendum di domenica prossima io voterò a destra.
Ah! immagino già le facce di alcuni conoscenti, ma avete frainteso: non intendo appoggiare la linea di governo; semplicemente ho scoperto che, nella scheda, il riquadro con il “NO”, è quello di destra.
P.S. Se il tenore delle mie battute avrà indotto qualcuno a minacciare di morte anche mia moglie, lo invito a contattarmi: potrò fornirgli orari e luoghi ove trovarla. Solo se interessati; no perditempo.
Cari amici, ho volutamente lasciato passare dei giorni prima di rispondere al commento di Claudio.
L’ho fatto perché nel frattempo sono stato alla manifestazione nazionale di Libera ed ero curioso di sentire di cosa, e di come lo avesse detto, da quel palco don Luigi Ciotti.
questo in virtù di quanto da me sottolineato a riguardo del silenzio elettorale.
Ebbene, vi invito ad andarlo a sentire fornendovi il link tratto dal sito di Libera a riguardo della mattinata.
Il suo intervento è allo scoccare delle 2 ore e 30 minuti del filmato
https://www.youtube.com/watch?v=M94T3xt38-A&t=2030s
Avrete così la possibilità di ascoltare in che modo sia riuscito a dire tante volte NO senza violare il silenzio.
E poi ho voluto aspettare l’esito referendario che ha visto prevalere il NO nonostante una bieca e violenta campagna elettorale voluta dal nostro governo che ha cercato in tutti i modi di prevalere, anche con la marchetta dello sconto, per venti giorni, sul prezzo della benzina.
Uno sconto che sarebbe dovuto essere di 25 centesimi, ma che di fano ha visto perché nessun distributore ha applicato questa riduzione.
Vedrete che terminati i 20 giorni comunque, tutti aumenteranno non dello sconto applicato, ma di tutti i 25 centesimi governativi.
La nota positiva in tutto ciò è sicuramente il ritorno al voto di parecchi giovani e, per me, anche di non dovermi sorbire tanti discorsi trionfalistici di quell’accozzaglia politica che compone la maggioranza che, purtroppo, ancora ci governa.
Caro Claudio, non era mia intenzione abbassarmi al loro livello fornendo una nuova colonna sonora alla campagna elettorale, era solo una piccola provocazione dettata dal fatto che poco ci voleva per contrastare quanto voluto dalla sponsor di Trump Nobel per la pace, quella che ancor non sa esprimersi in lingua italiana.
Godiamoci quindi questi momenti confidando che possano essere l’inizio di una nuova fase della nostra politica.
A presto