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RAGNATELA DI PAROLE SCRITTE

Il Mio Rapporto Con…

Pensieri su sei parole 

 

C. RAVIZZA – G. TARDITI – G. RISSONE – L. BELTRAMIMO – M. R. CAIRE

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≥ Prosegue il viaggio di Ragnatela Di Parole Scritte, dopo la pausa estiva abbiamo ripreso i nostri incontri, ospiti dell’Associazione Arcobaleno Onlus di via Virle 21 a Torino, che ringraziamo per l’accoglienza. Ci ritroviamo ogni quindici giorni, svolgendo sempre un’attività diversa legata allo scrivere e al raccontare, il lavoro viene concluso nei giorni successivi in solitaria. L’obiettivo è di realizzare testi che troverete ogni cinque settimane in questo spazio. La prima attività che abbiamo svolto aveva come titolo Il mio rapporto con… dopo una chiacchierata iniziale abbiamo scelto una decina di parole su cui ragionare e poi le abbiamo trascritte su bigliettini e attraverso una pesca ognuno dei partecipanti ha espresso il proprio rapporto con la parola pescata, nella fase successiva – quella in solitaria – ci siamo messi al lavoro per realizzare quello che state per leggere. Commentate scrivendo qual’è il vostro rapporto con queste parole. ≤

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≥ Natura: Il “tiro a sorte” mi appioppa una parola grande come l’universo. Veramente è grande come l’universo. Non è solo una parola di sei lettere; “Natura” non ci sta in quelle sei lettere: ci scoppia, tracima, esplode di immagini, odori, profumi, suoni, ricordi, desideri, emozioni;  la puoi sentire fra le dita, nei capelli, può accompagnare i tuoi passi, il tuo sguardo, il tuo respiro, ti viene incontro ogni istante con i suoi mille volti.. di giorno, di notte. È dolce e amara, generosa e crudele, subitanea e senza tempo. È una parola che non puoi dominare, né scavare per conoscere fino in fondo. Però una cosa la so: è una parola – Natura – che va ascoltata, devi proprio porgere l’orecchio, o meglio ancora, tutti i tuoi sensi, tutte le tue facoltà percettive, e la  trovi spesso se fai silenzio a te stesso. Essa è fuori e dentro di te, puoi tu accarezzarla, e lei, cullarti, come dentro il ventre materno. Clotilde Ravizza ≤

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≥ Tempo: A volte il tempo mi sorprende: è l’attimo fuggente in cui tutto sembra chiaro, si rivela il mistero, mi sento unificata e piena di gioia. A volte il tempo mi sfugge, vorrei avere più tempo da dedicare alle molte persone care; a volte mi sento fuori dal tempo, fuori moda. Spesso mi perdo a fantasticare sul tempo che verrà, oppure rivivo il tempo che è stato. Fare memoria delle storie di famiglia, intrecciate alla Grande Storia, è importante. C’è un tempo fondamentale, che plasma ogni essere umano: i primi mille giorni di vita, in cui le relazioni ed esperienze primarie si incidono nella memoria del corpo e della mente. E il tempo dell’innamoramento, quando ci si focalizza sulla persona amata e tutto il resto scompare. Gemma Tarditi ≤

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≥ Lavoro: Lavorare per vivere e non vivere per lavorare è una frase in cui mi riconosco, anche se per quanto mi riguarda non sufficiente a descrivere cosa intendo per “lavoro”. Da sempre, esso deve essere per me coniugato con altri termini quali passione, creatività. Da ragazzino sognavo di fare il clown, in seguito ho provato interesse per il lavoro del maestro elementare. Sia la prima che la seconda sono state cassate: mia madre non era molto d’accordo che me ne andassi in un circo… le scuole magistrali erano un’esclusiva femminile. Poi qualcosa è accaduto… Con gioia ho avuto la possibilità di svolgere il lavoro di educatore, dove la clowneria e un’idea di una scuola diversa mi sono tornate utili per il mio compito. Oggi sono in pensione e continuo a svolgere attività socio-culturali, e se ripenso al mio percorso lavorativo, con tutte le difficoltà del caso – in primis quello economico – non rimpiango nulla, non ho mai cercato di fare carriera, termine che poco amo, mettendo sempre in primo piano l’idea che senza fantasia e ironia, il lavoro diventa una pesante catena. Giuseppe Rissone ≤

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≥ Denaro: Denaro = sterco del diavolo? Denaro = felicità? Umberto Eco insegnava a essere né apocalittici, né integrati nei nostri giudizi e, nel mio rapporto col denaro, ho sempre cercato di essere realista: né mito, né mostro, ma un mezzo. Un mezzo e non un fine. Un mezzo per vivere certo, ma fondamentalmente per essere autonomi ed emanciparsi da genitori, mariti o altri; per poter scegliere nel corso della vita. Alla domanda sulla differenza fra denaro e finanza infatti, mi sento di rispondere che, per la seconda, il denaro è un fine, un’astrazione per produrne dell’altro. Il denaro invece, pur essendo comunque una convenzione, per i singoli e la collettività può diventare, se usato in modo intelligente, un mezzo per progettare, realizzare e produrre qualcosa di costruttivo per tutti. Laura Beltramino ≤

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≥ Casa: Casa è soglia e tetto, confine e porta. All’inizio esplorazione dello spazio, giardino, albero; riparo, caverna, anfratto; lavoro, capanna, tenda, tucul. Status. Progetto, costruzione, architettura, reggia, castello, grattacielo, palazzo, villa, tugurio, agglomerato urbano, conurbazione, megalopoli. Casa è abitare, luogo di aggregazione, famiglia, appartenenza, legame, trasformazione. Anche per me la casa è mutata nel tempo: inserita dapprima nel vasto spazio cascina, aia, campagna e paese, a Torino spazio chiuso, ristretto da cui evadere, che si ampliava in scuola, chiesa, oratorio, quartiere, comunità. Ora le stanze sono spazio di  attività, di sosta, di accoglienza, di concentrazione, espressione di affetto e di ricordi. Maria Rosa Caire ≤

RAGNATELA DI PAROLE SCRITTE ritorna giovedì 9 gennaio

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≡ Elaborazioni grafiche di Giuseppe Rissone e foto di Maria Rosa Caire ≡

 


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