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Per Un Sano Dormire

Dormire, un esigenza che riguarda tutti

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Riprendiamo il nostro percorso sulla salute dove attraverso piccole pillole – curate dal giornalista scientifico Ernesto Bodini – tratte dalle Conferenze sulla prevenzione a cura dell’Associazione Più Vita in Salute svolte presso l’aula magna del Centro di Biotecnologie Molecolari di Torino – che intendono dare un contributo nell’indicare corretti stili di vita, avendo cura della salute e conservarla al fine di ritardare il più possibile l’insorgenza di malattie, per una vita attiva ed autonoma mantenendo buone condizioni sia psichiche che fisiche. Il mio compito è quello di scegliere tra i vari temi trattati quelli che possono essere di maggiore interesse. Il tema con cui ho deciso di ripartire è quello del dormire – argomento già trattato qui e qui  e ancora qui – esigenza questa, che interessa tutti gli esseri viventi, quindi non solo l’uomo e gli animali, ma anche il regno vegetale. Il tema è stato svicerato dal prof. Piergiorgio Strata, docente universitario emerito di Neurofisiologia e neuroscienziato all’Università di Torino.

 

Il sonno è un argomento affascinante per tutti, non solo per chi, come noi, ha speso la vita a cercare di capire a che cosa serva, ma per chiunque sappia apprezzare il senso di ristoro che può portare una buona dormita o comprendere l’assoluta miseria associata alla mancanza di un meritato riposo. Non ci sono grossi dubbi che il sonno sia importante per il benessere generale e specialmente per il cervello, e la sua dinamica lo colloca indubbiamente tra i misteri più affascinanti con non pochi quesiti». In effetti, chi non sente il bisogno di dormire? Chi, nel corso della propria esistenza, non ha dovuto “sopportare” qualche episodio di notte insonne?

 

A questo riguardo il relatore ha rammentato il curioso episodio avvenuto nel 1964 a San Diego (California), quando al diciasettenne Randy Gardner e ai suoi compagni Bruce McAllister e Joe Marciano Jr venne in mente un esperimento da portare a scuola come ricerca scolastica: dimostrare gli effetti dell’assenza del sonno, e fu proprio questo giovane intraprendente che affrontò la prova riuscendo a non dormire per 264 ore consecutive ossia 11 giorni, alla scadenza dei quali dormì 14 ore filate senza riportare conseguenze apparenti sia sul piano fisico che psichico, e stabilendo così un record… Ma perché si dorme? «Molti lavori – ha spiegato il relatore – dimostrano che dormire non solo è necessario al proprio organismo, ma che dormire “male” è causa di malattie. Il sonno, essendo così radicato, deve avere un significato che rientra nell’evoluzione della vita e… della specie.

Il sonno è un comportamento che noi definiamo un ritmo circadiano, ossia un ritmo caratterizzato da un periodo di circa 24 ore (il termine è stato coniato dallo scienziato rumeno, e fondatore della Cronobiologia, Franz Halberg (1919-2013, ndr) dal latino circa diem che significa intorno al giorno. Tale periodo è il punto di riferimento a cui tutti ci adattiamo ed abbiamo un orologio interno che ci fa dormire 24 ore, ma tale non è uguale per tutti. In pratica dormire è una temporanea perdita di coscienza e la riduzione o la sospensione parziale del funzionamento dei centri nervosi, con la conseguente diminuzione delle varie funzioni organiche, come la circolazione, la respirazione ed il metabolismo, e se si dorme bene l’organismo ne trae certamente beneficio (equilibrio psicofisico), tanto da migliorare le proprie performance nelle ore successive al sonno. Una curiosa analisi di alcuni anni fa effettuata in California dal 2007 al 2012 su 3 milioni di donne, ha rilevato che migliorando il sonno si riducono i parti prematuri. Le donne che lamentano di non dormire bene o sono affette da malattie come le apnee notturne ostruttive del sonno, hanno una probabilità doppia di mettere al mondo figli che nascono con sei settimane di anticipo.

 

Al mondo il numero di bambini prematuri con tre mesi di anticipo è di 15 milioni ogni anno, e di questi 1,1 milioni muoiono durante il parto; mentre molti altri diventano disabili. Il prof. Strata ha poi fatto un cenno sulle parasonnie, spiegando che secondo la più recente classificazione rappresentano un gruppo ampio ed eterogeneo di disturbi del sonno che consistono in “manifestazioni indesiderate” che accompagnano il sonno e che spesso sembrano finalizzate al raggiungimento di un obiettivo. In alcuni casi possono causare traumi e disturbare il sonno del paziente o di chi gli sta vicino. Le diverse forme di parasonnia vengono classificate in base alla loro occorrenza durante le diverse fasi del sonno e sono: parasonnie del sonno NREM (disordini dell’arousal), parasonnie solitamente associate al sonno REM, e altre parasonnie. Quali, allora, i suggerimenti per un dormire sano e… ristoratore? È indispensabile – ha suggerito il prof. Strata – eliminare ogni cattiva abitudine come ad esempio rendere la propria stanza da letto il più confortevole possibile (19° gradi di temperatura sarebbero ottimali), e nella stessa non avere la televisione e dormire allo scuro; non magiare prima di coricarsi, modificare la dieta riducendo gli zuccheri, cercare relax con una musica rilassante; infine, dormire almeno 8 ore e alzarsi possibilmente alla stessa ora. Forse, è al caso di aggiungere, che leggere qualche pagina di un buon libro prima di spegnere la abat-jour, può conciliare il sonno e magari favorire un piacevole sogno, seguiti da un buon risveglio per dare l’opportunità alla giornata che ci sta dinanzi di essere la più bella della propria vita.

 

Immagine di copertina: Gabriele Rissone – Umberto Scopa

Piú Vita In Salute ritorna Lunedì 8 dicembre

 

 

 

La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti

 

6 Comments

  1. Silvio Marengo Reply

    Concordo con il consiglio finale: il miglior sonnifero che io adotto tutte le sere è quello di leggere un libro, e poi il sonno arriva da sé.

    1. Giovanni Bresciani Reply

      Caro Silvio, Ti ringrazio per aver letto l’articolo. Sì, é molto usato il ‘metodo’ della lettura di un libro alla sera, alcune persone leggono a letto, e arrivano e si addormentano.. senza spegnere la luce. A me succede di leggere qualche pagina dopo pranzo e poco dopo chido gli occhi in un breve pisolino. Però l’adddormetarsi durante la lettura, può essere anche sintomo che il libro non sia poi così interessante, scorrevole, noioso, o diversamente, nel riflettere il contenuto ci si rilassa. Comunque leggere é una forma giustamente consigliata che condivido per tutti i motivi che possono integrare il pensiero umano, rendolo più aperto alla conoscenza a pieno campo. Un caro saluto!

  2. Carla Reply

    Articolo molto interessante, però un passaggio non mi è chiaro quando si dice: abbiamo un orologio interno che ci fa dormire 24 ore. Sorridendo direi in alcuni casi magari, ad esempio quando fa freddo.

    1. Giovanni Bresciani Reply

      Gentil.ma signora Carla, grazie per aver letto l’articolo e inviato questa giusta domanda. Purtroppo il buon amico Bodini si é espresso male nello scrivere “abbiamo un orologio interno che ci fa dormire 24 ore” in quanto non é così. La definizione giusta é più ampia in quanto questo ‘orologio interno’ viene utilizzato nella nostra vita quotidiana per diverse funzioni nelle 24 ore. Più giusto é dire che “Il ritmo circadiano è l’orologio biologico interno del corpo, un ciclo di circa 24 ore che regola le attività fisiologiche come l’alternanza sonno-veglia, la temperatura corporea e il metabolismo. È influenzato principalmente dalla luce e viene controllato da una parte del cervello chiamata nucleo soprachiasmatico, che riceve segnali dalla retina. Questo ciclo è fondamentale per la salute, e la sua alterazione, causata ad esempio da lavoro a turni o jet lag, può portare a disturbi del sonno e altri problemi di salute”. Ora io sono andato oltre quanto da Lei richiesto, ma vuol essere una risposta comprensibile a quanto frettolamente e non chiaro per i ‘non addetti ai lavori’, sempre non volendo, giustamente e minimamente, avvicinarmi o sopperire, a quanto detto di presenza dal prof. Strata durante la Conferenza. Con cordialità.

  3. Giovanni Bresciani Reply

    La ringrazio signor Nicola, a parte una lieve imprecisazione del Giornalista, l’articolo, che riassume la Conferenza fatta in presenza, ovviamente fa riferimento da quanto ennuciato dal prof. Strata, che non é certo un due da picche. Buona serata.

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