Notizie raccolte durante la pausa estiva
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Ben ritrovati amici bradipolettori, dopo la lunga pausa estiva e al tempo necessario per la riorganizzazione del sito. Tempi lunghi, ma in fondo siamo o no dei bradipi? Nel frattempo sono accadute molte cose ed io, per questo mio primo articolo di questa stagione, ve ne voglio ricordare alcune. Le citerò in ordine sparso, così come mi vengono, altri invece li lascio a libera interpretazione.
Voglio iniziare con un personaggio che spesso ricorre nei miei articoli, il ministro collezionista di felpe. Dopo che la Corte dei Conti ha espresso parere non proprio favorevole al mega progetto del ponte sullo stretto ha avuto parole non proprio lusinghiere sulla magistratura che si è nuovamente intromessa sugli affari di Stato, i soliti giudici cattivi, non come quelli che gli avevano di fatto condonato un debito di 49 milioni verso l’Erario diluendogli la restituzione in comode rate pagabili in 80, si avete letto bene, ottanta, anni.
Altra notizia che lo riguarda è che ha avuto un’udienza con Papa Leone udienza sempre negatagli da Francesco in tutto il suo papato, chissà come mai?
Parliamo ora appunto di Papa Leone e della sua netta presa di posizione a riguardo del genocidio del popolo palestinese, oppure delle parole di condanna verso Israele pronunciate dalla senatrice Segre. Vi starete chiedendo quali parole, a pensarci bene me lo sto chiedendo anch’io: il Papa brilla per il suo silenzio, invitando a recitare il rosario per quelle povere anime trucidate dai soldati al soldo di un criminale di guerra conclamato che risponde al nome di Netanyahu del quale invito a leggere le dichiarazioni nell’articolo di cui fornisco il link
Sempre parlando di Palestina ci sono state manifestazioni di solidarietà in tutto il mondo ed anche qui a Torino vi sono stati cortei imponenti, macchiati dai soliti infiltrati pronti a rovinare tutto il buono che stava accadendo.
A fare da contraltare a questa manifestazione organizzata da comitati spontanei di cittadini lo stesso giorno del primo corteo da altra parte della città sfilano tifosi granata che chiedono al presidente della loro squadra di andarsene, chi se ne frega dei palestinesi
Negli stessi giorni delle manifestazioni ProPal i giornali mettono in rilievo che l’edizione serale del TG5 sorpassa negli ascolti il TG1. Ora, quando un TG chiaramente di parte riesce ad attirare più spettatori di quello che dovrebbe essere il TG più obiettivo del panorama televisivo è tutto detto. Senza parole ulteriori.
Ultima notizia che vi do è quella che riguarda un uomo che voleva farla finita e che nel tentativo di suicidarsi, precipita su una povera passante centrandola in pieno, uccidendola. Lui si salva.
E per questa volta la termino qui passando alla parte musicale. Il brano che ho scelto è Getzemani, tratto dal disco “Passio secundum Mattheum”, dei genovesi Latte e miele inciso nel 1972. È un trio composto dal chitarrista Marcello Della Casa, collaboratore anche dei Giganti nella registrazione del loro disco “Terra in bocca”, da Oliviero Lacagnina voce e tastiere e da Alfio Vitanza alla batteria, flauto e voce. Il gruppo si era formato nel 1971, cercando di rifarsi, per l’uso delle tastiere a Emerson Lake & Palmer o alle nostrane Orme. Giovanissimi, il batterista Alfio ha appena 16 anni. Il disco si sviluppa su musiche riferite a Bach e testi basati sul Vangelo. Il disco ha una buona recensione e nel 1973 viene presentato in concerto presso il Pontificio Oratorio di San Pietro con parti recitate da Oreste Lionello.
Attività live molto intensa che non impedisce loro di preparare un nuovo 33 giri dal titolo Papillon pubblicato nel 1973. Non mi dilungo sulla loro storia musicale che potrete leggere in rete, ma voglio dirvi il perché della mia scelta. In questi giorni si celebrano i 50 anni della morte di Pierpaolo Pasolini, del quale uno dei suoi capolavori era proprio il film “Il vangelo secondo Matteo” del 1964. Il mio accostamento del disco con il regista vuole esserne un omaggio.
Vi lascio il link del brano “Getzemani”, e quello per l’ascolto dell’intero album perché ne vale davvero la pena.
Immagine di copertina: Gianfranco Gonella
Il Mito Ostinato ritorna Lunedì 22 dicembre
La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti





Sei stato così conciso ed esauriente nei temi trattati che, con un pizzico d’invidia vista la mia incapacità di sintesi nella scrittura, ti faccio semplicemente i complimenti!
Bentornato Gian, non è cambiato molto dall’ultima volta. La solita nota che fa : tata ta ta. Un caro saluto a proposito di musica a Peppe Vessicchio. A presto.
Massimo
Mi unisco ai complimenti di Remigio e traggo da lui lo spunto per il mio intervento di oggi.
D’acchito mi era balenata l’dea di batterlo in brevità ed usare ancor meno parole di quante ne avesse utilizzate lui. È evidente che in questa mia sfida sono perdente già in partenza perché solo questa breve premessa è assai più lunga del commento di Remigio. Dirò allora solo un paio di cose sul raro dono della sintesi che è merce rara e praticata da troppo poche persone. Parecchi anni fa avevo letto da qualche parte quello che penso sia ancora imbattuto come record di concisione. Questo esempio risale ai bei tempi andati, quando per comunicare si era obbligati a usare carta e penna, affrancare e spedire la missiva tramite il servizio Postale per attendere poi pazientemente l’eventuale risposta. Il primo personaggio scrisse in una lettera solo questo: “ ? ” dopo qualche giorno ricevette la risposta: “ ! ” Non ricordo chi fossero i due interlocutori, ma vi assicuro che non è una barzelletta ed è veramente accaduto.
Un altro esempio, meno breve, ma che mi era piaciuto molto, era la spiegazione di cosa fosse l’opera lirica datami da un amico. Ferruccio, che amava lo scherzo, la battuta di spirito ed era dotato di grande senso dell’umorismo, un giorno, durante una discussione un po’ seriosa tra persone che citavano Verdi, Puccini e varie romanze del repertorio lirico, a un certo punto se ne uscì con: “ Cos’è l’Opera? Ve lo dico io: il tenore ama il soprano, ma il baritono non vuole. E avanti così per tre atti…” Semplicemente sublime!
Cambiando argomento, voglio raccontare di una scoperta che ho fatto pochi giorni fa ascoltando il programma pomeridiano con Mixo e De Gennaro su radio Capital. Ti ricordi Gianfranco i pomeriggi passati su una panchina a suonare Black Magic Woman con le chitarre acustiche? Quel brano ha fatto anche parte della scaletta per il primo concerto del Mito Ostinato dove Gregorio emulava abilmente i virtuosismi di Carlos Santana. Da allora io, come tanti altri, ho sempre attribuito quel pezzo a Santana. Ebbene, con Mixo ho scoperto che l’autore di Black Magic Woman è Peter Green fondatore dei Fletwood Mac, che uscirono con quel singolo ben due anni prima che Santana la portasse come cover al successo internazionale nel 1970. Ho vissuto per tutti questi anni (cinquantacinque…) convinto che quel pezzo fosse dei Santana; chissà quante altre verità incontrovertibili crediamo di portarci appresso! Ma c’è sempre tempo per le rettifiche, se non smettiamo di fare attenzione a ciò che ci circonda. Sei giorni fa sarebbe stato il compleanno di Gregorio… chissà che faccia avrebbe fatto oggi, quando gli avessi rivelato questo particolare su un pezzo che era uno dei suoi cavalli di battaglia!
Devo veramente ringraziare Remigio che con il suo breve commento mi ha aiutato a divagare su argomenti leggeri; se avessi tratto spunto dalle note di cronaca e politica del pezzo di Gianfranco, il prosieguo di questa notte sarebbe stato costellato da pensieri ben più cupi.
Gentilissimo Claudio, grazie per i complimenti, ma disgraziatamente quando scrivo qualcosa di più articolato su qualsiasi argomento, compare “magicamente” la mia incapacità di sintesi. Ringrazio sia te che Gianfranco per la stima riposta su di me e vi esorto a continuare a scrivere le vostre particolari cononoscenze musicali, visto che da sempre anche la cultura musicale è troppo impregnata di consumismo frivolo.
Chiaramente grazie per i vostri interventi.
Caro Remigio la sintesi di questo mio articolo è principalmente dovuta alla natura dello stesso, essendo una raccolta di articoli pubblicati nel tempo e che si commentavano da soli.
Caro Claudio qui lo dico e non lo nego,io la storia di Black magic woman la conoscevo già allora e riascoltare le due ore giornaliere di insieme a Mixo e De Gennaro mi fanno tornare alla mente tanti ricordi di anni passati a fare musica e a leggere di musica, di trasmissioni ascoltate alla radio e di tante ore passate davanti ad un microfono a fare la radio.
Questa mia rubrica,”Il mito ostinato”, mi fa rivivere ogni volta questi momenti perché, grazie all’attualità i parallelismi con la parte musicale sono un rinfresco alla mia memoria che, vista l’età, e’ sempre più legata al passato remoto più che a quello prossimo.
Faccio una chiosa a quanto scritto nell’articolo: finalmente abbiamo sentito la voce di papa Leone.
Una richiesta accorata al nostro governo chiedendo di non fare tagli alla cultura,al cinema.
Tutto molto giusto, lo stesso fervore che ha avuto nel condannare quanto succede in Sudan, in Ucraina, della Palestina già detto.
O continuo a sognare che qualcosa abbia detto?
Guardando il nostro primo ministro,quello incapace di parlare in italiano, saltellare su un palco al ritmo di “chi non salta comunista è “, dopo aver promesso un condono edilizio alla vigilia della consulta elettorale in Campania, citando nuovamente un protagonista della realtà musicale italiana, Edoardo Bennato che nel suo primo disco cantava “Non farti cadere le braccia “, continuo a pensare, ma in che mondo stiamo vivendo?
Alla prossima
Per quanto riguarda l’articolo non ho nulla da aggiungere, se non sottoscrivere il non farti cadere le braccia, e mi sono letteralmente cadute quando ho letto che i servizi sociali non sono stati capaci di evitare la morte di un bambino di 9 anni a Muggia in provincia di Trieste, aggiungo che non seguo la cosiddetta “cronaca nera”, in questo caso pensando alla mia esperienza da educatore noto ancora una volta che la pratica della prevenzione in questo paese non esiste.
Aggiungo una breve considerazione sulla parte musicale, non conoscevo i Latte e Miele, la parte cantata non mi ha convinto molto, intendo la voce, interessante la parte musicale. Saluti lenti