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FUORI LUOGO: ARMI

L’Insalata Russa Contro I Cosacchi

Gli equilibri mondiali in disfacimento, nuova occasione mancata?

 

 GIAN MICHELE SPARTANO

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⊆ Riarmo. Quantomeno un vago ricordo storico sui fermenti interventisti che accesero prima le piazze d’Europa e poi diedero fuoco ai cannoni dei conflitti mondiali, dovrebbero indurci in questi giorni pericolosamente magmatici ai più cauti pensieri su ogni iniziativa pubblica, pro o contro chi o cosa; ed al più, a manifestare brandendo l’unico simbolo “giusto” di questa sporca faccenda, il primato dell’amore sulla sopraffazione.
Smarrita ogni sostanziale consistenza geo-politica, l’Europa dell’Ursula von der Mars decide con inconsueta repentinità di destinare ai Paesi membri (membri di cosa poi !?) 800 mld di € in armi. Questa è stata l’unica concreta reazione, dopo tre anni di inutile procurata morte e totale colpevole inerzia diplomatica, ora che lo Zio Tom “dice” che ci toglierà la sua protezione. E senza discussione, calata così, priva di altri dettagli: se ad esempio questi armamenti dovranno avere compatibilità tecnica e logistica, fra i vari Stati utenti, il minimo sindacale per una prima unità operativa e di “difesa comune”. E qui viene il bello: se io voglio armare i soggetti di cui svolgo una gestione comunitaria per predisporne la deterrenza, è bene che utilizzi sistemi integrati; ma questo implica un puntuale, strutturato programma, in esecuzione ad un’intesa, un Patto sottostante della nuova entità dei potenziali alleati. Tutto ciò in realtà non sussiste. Sussistono su rotocalchi e web le foto della responsabile per gli Affari Esteri UE, Sig.ra Kaja Kallas detta Blond, ritratta con un bel boy in tuta mimetica, in posa da James Bond! Sussiste il Brexit Starmer che convoca “Chi” per andare a fare peace keeping. Sussiste la follia!
Per non parlare delle inevitabili disastrose ricadute che tale impegno avrà sulle effettive e drammatiche urgenze: welfare e deterrenza sì, ma dalla crisi ambientale. E comunque, sia il tempo necessario per armarci adeguatamente (almeno 3-4 anni) con questi soldi, sia la loro incalcolabile insufficienza, ci fanno pensare che, dando credito a chi già intravede i Cosacchi a San Pietro, saremo già bell’e che inceneriti.
Tutto ciò lascia ragionevolmente dedurre che l’unico esito di questa magniloquente strategia sarà di beneficiare i Paesi produttori di (o le aziende riconvertite in) armi e di aumentare di qualche percentuale il Pil, primo quello degli USA! Se poi si andrà in guerra (convenzionale), tanto meglio per i pazzi che ci governano, sfoltiamo un po’ di umanità che lo “spazio vitale” s’è un po’ ristretto!
All’occasione fornitaci dal trumpismo, di poterci finalmente affrancare dal dogma della ragione della forza per aprirci a nuovi paradigmi di politica comunitaria, basati sugli esclusivi valori di pace e giustizia nella democrazia, si reagisce con isteria e calcolo bellicisti e con un bel sabato di bla bla in insalata russa al seguito, ripuliti da ogni ipocrisia, bimbi e passeggini sotto ai vessilli della Mars e della Blond. ⊇

FUORI LUOGO ritorna martedì 8 aprile

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≡ Elaborazioni grafiche Giuseppe Rissone – Foto tratta da pixabay.com ≡



 

5 Comments

  1. Laura Beltramino Reply

    Non mi sembra proprio che la piazza di sabato fosse pro guerra, anzi. Ho sentito discorsi tutt’ altro che guerrafondai. Caso mai era una piazza che parlava proprio del contrario, piena di empatia e, soprattutto, davanti voce ai dubbi e accoglieva proprio chi, con spirito di pace, voleva sentirsi insieme agli altri in questo momento di enorme confusione. Io non penso proprio di avere tutte le risposte e le certezze, e come me tanti. Quindi mi piace quando i dubbi raccolgono le diverse bandiere.

  2. Bruno Reply

    Smentisco in parte quanto scritto dalla lettrice Laura, non mi sembra che l’autore indichi la piazza di Serra come pro guerra, ma sicuramente la critica per non essere chiara e netta su quello che intende proporre. Ho una certa simpatia per Serra, a partire dalla direzione di Cuore, poi L’amaca e via dicendo, però non ho capito il suo intento, e peggio ancora sono stati gli interventi di alcuni che hanno parlato di superiorità europea. Già con questo si parte male, in quanto se ci si difinisce superiori a qualcuno o qualcosa, si pensa che tutti gli altri sono inferiori. Mi sembra l’ennesima marmellata di chi non è in grado di esporre un’idea chiara su guerra e armamenti. Se l’Europa vuole essere un unione di popoli, cosa che ad oggi non è, deve essere in grado di essere alternativa alle tendenze militariste e guerrafondaie che arrivano da diverse latitudini, Russia, Israele, Usa, e potrei continuare… Chiudo con una battuta: ho avuto la percezione che la manifestazione sia stata una cosa tipo “vai avanti tu – Serra – che a me vien da dire – centro sx”.

  3. MARIA Reply

    La piazza di sabato era formalmente pro pace, ma issando la bandiera europea si poneva all’ombra dell’iniziativa armigera. Questa è l’ambiguità che inficiava l’iniziativa. Sarebbe dovuta essere incisiva una richiesta di trattative diplomatiche , che rendessero l’UE più credibile. Bene ha fatto il M5S a non partecipare.

  4. Gian Michele Reply

    Grazie a chi ha commentato fino ad ora, spero troverà qui qualche risposta.
    In effetti la Piazza del Popolo non l’ho descritta per nulla come un ritrovo di guerrafondai, bensì come una “insalata russa”, in quanto variegata di pro, contro, astenuti e sì dubbiosi dell’Europa del riarmo, ma sotto l’unico ed equivoco simbolo blu a 12 stelle.
    Ma c’è di più: con quel che sta accadendo proprio in questi giorni, di quale “Europa” si può ancora parlare? Di quella “occidentalista”, che guarda sempre in direzione dell’altra sponda atlantica e non ha più voce? o magari di quella che dal Portogallo si estende agli Urali? A mio avviso sia Putin sia il suo più acerrimo dissidente, entro quel territorio sono pienamente europei! Se Serra & C hanno una visione del primo tipo, la loro iniziativa è stata tanto nobile quanto inutile e frusta, logora.
    Pensare all’Europa di Ventotene, vuol dire tornare a ragionare con spirito autonomo, libero di ciò che è stato, volgendo lo sguardo e “parlare” all’Est come ad Ovest. La cultura plurale e millenaria ci ha donato tali abilità.
    L’opportunità fornitaci dallo “strappo” di Trump (e di tutte le spinte delle destre estreme) consiste proprio in questa possibilità, nonché di chiederci in piena coscienza se il sistema occidentale, con tutto il suo bagaglio tecno-bellicista (come fosse l’ultima chance di rilancio economico), è ancora quello che ci sta bene.
    Un caro saluto!
    GM

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