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Strategie

Relativizzar-ci in solitudine condivisa, comunicabile, giocosa

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Il primo assioma della comunicazione della scuola di Palo Alto enuncia che è impossibile non comunicare. Dovremmo sentirci responsabili di essere portatori di input anche se non soprattutto paraverbali… e che innanzitutto tutto la comunicazione avviene in noi tre sé e sé e anche legittimamente per sé. Ogni riflessione che traduco in maniera spero sufficientemente intelligibile è una istanza di chiarimento, delucidazione anche per questioni che mi stanno a cuore.

Ci si sente a volte isolati che è fenomeno condizionato più dal non riuscire a farsi comprendere (forse rivelativo di un talvolta salutare bisogno di solitudine) o non ci si sente compresi.

Esistono però degli estremi in cui come più volte sottolineato in questa rubrica il senso dell’io implode o esplode o in maniera paradossale e ambivalente, fa l’una e l’altra cosa insieme comunicando un continuo rumore di fondo che farfuglia o strenguzza o il tante volte abusato ma evocativo ossimoro comunica (mette in comune) un silenzio assordante.

 

Tutto ciò è una premessa per fare mente locale e comprendere che non per forza da variegato spirito satirico critico, grave ma non serio come avrebbe detto il già citato Flaiano è spunto di dialogo con sé e via bradipodiario (con lentezza di elaborazione e spero di metabolizzazione e lettura) scrivo in queste righe.

Nella mia esperienza di vita, ho trovato quanto mai educante e liberatorio uscire fuori dai costrutti del mio ego, relativizzandone l’importanza oltre che definendolo meglio, grazie al confronto con la molteplicità di idee sguardi opinioni e risonanze o consonanze (talvolta anche feconde dissonanze) empatiche di situazioni (luoghi + dinamiche per rendere il senso etimologico di questa parola in modo generativo) gruppali. Carl Rogers ma anche Melanie Klein e come ricordato nella precedente cronaca anche Aldo Capitini hanno visto in questa caratteristica un fattore di crescita, apprendimento, rielaborazione di sé e relativizzazione o considerazione “aumentata” del proprio sentire e sapere, senza che venga negata la soggettività, anzi facendone fattore di rilevanza.

 

Esiste una dimensione extra virtuale del collettivo bradipodiario ancor più informale e artigianale del sito. Una rete informale e sociale di occasioni d’incontro e confronto o anche solo di accoglienza trovando un compagno di viaggio disponibile all’ascolto.

Fa bene ascoltare entro certi limiti, riuscendo altresì ad ascoltarsi in modo riflessivo e anche meta-riflessivo.

Lo scorso 20 maggio presso la libreria indipendente e libertaria La Ciurma ci si è organizzati per stare insieme e pensare insieme dandosi la possibilità di ascoltarsi e avere cura di sé nel confronto che apre ed espande curiosità e volontà di sapere (sto citando Foucault? Sì …ma il rinvio al suo testo e in generale a questo autore implica una autodeterminazione e una soggettiva interpretazione per far sì che tali processi non si esauriscano in metodologie e tecniche ma siano vere e proprie eterotopie luoghi diversi “altri” di trasformazione e di ri-orientamento e formazione permanente).

Nello specifico ci siamo trovati insieme come volontà di condividere una esperienza di ricerca, riflessione e interrogazione che seguiva i duttili e diversamente situabili criteri del metodo Philosophy for community… in maniera molto artigianale e senza velleità del coltivare passione di pensiero non specialistico, ma che comunque ha solide basi teorico pratiche.

Un testo pre-testo precedentemente introdotto dall’ascolto attento di una canzone d’autore (magari anche un po’ provocatoria) e l’intenzione di elaborare dei quesiti.

Per poi rifletterci su e comprendere quale sia la questione più critica o ricreativa e potenzialmente trasformativa ed evolutiva per ciascuno di noi. Liberi di non imporre agli altri un pensiero dominante, ma anzi fare sano esercizio di relativizzazione dell’ego e dei suoi schemi mentali… metabolizzare tale apprendimento è vitale ma richiede altresì talvolta tempo di decantazione essendo spesso questo tipo di pratica filosofica, estensiva e dunque aprendo continuamente suggestioni e ipotesi di ricerca, che si svincolano dai propri refrain ma che poi vanno ricondotti a un atteggiamento socratico di maggior essenzialità e dotta ignoranza (il famigerato so di non sapere che invita a mettere in discussione certezze e a coltivare la conoscenza di sé).

I prossimi appuntamenti di questo mini ciclo di incontri come avvio di una collaborazione paritetica tra la libreria La Ciurma di via Caprera 28/b a Torino e il collettivo di bradipodiario, avranno luogo nei giorni:

11 giugno col tema “il gioco delle (dis)illusioni”

1 luglio col tema “la correlazione tra libertà e responsabilità”

Dalle 18 alle 19.30

Per partecipare agli incontri non è necessario avere competenze specifiche, sono incontri aggregativi, liberi e gratuiti e ciascuno di essi è accompagnato da un piccolo rinfresco conviviale e da un consiglio letterario legato al tema.

Gradita ma non obbligatoria la conferma di partecipazione scrivendo a laciurmalibreria@gmail.com

Sono debitore per quanto mi hanno aiutato e incoraggiato nel corso di anni con il presente e liberale supporto teorico e fiduciario di Insieme di Pratiche Filosoficamente Autonome di cui vi invito a seguire la loro pagina FB e il loro profilo IG .  

 

Foto di copertina: Enea Solinas

Cronache Del Dopo Ego: ritorna lunedì 6 luglio

 

La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti

One Comment

  1. Enea Solinas Reply

    NOTA BENE
    precisazioni ed ERRATA CORRIGE

    Innanzitutto un cambiamento ed imprevisto degli ultimi giorni, il secondo incontro avverrà il girono 12 GIUGNO (VENERDI’) sempre con lo stesso tema e sempre allo stesso orario e con le stesse modalità.

    Il terzo è previsto per il primo luglio (salvo imprevisti).

    volevo poi fare una doverosa precisazione. alcuni autori a cui mi sono riferito hanno con diverse interpretazioni e sotto diverse discipline richiamato al gruppo come spazio e luogo di incontro e dialogo. non per questo sono ascrivibili alle modalità di pratica filosofica (ce ne ne sono differenti), che hanno delle peculiarità di contenuto, approccio e metodo. Nello specifico la Philosophy for Community promossa dalla rete di Insieme di Pratiche Filosoficamente Autonome fa riferimento (pur innovandolo) alla prassi educativa e di pensiero condiviso ideata principalmente da Matthew Lipman con la fondamentale collaborazione della filosofa Anne Sharp negli anni ’70 in U.S.A. e progressivamente diffusasi in tutto il modo. (trovate materiale in rete da riguardo, ma il consiglio è proprio quello di seguire la versione di ampio respiro e più libertaria cliccando nei link indicati.

    restate in contatto
    le prenotazioni non sono obbligatorie, ma gradite: scrivete a info@bradipodiario.it oppure a solinasenea20.21@gmail.com

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