Natura e aggregazione: elementi inseparabili
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Passeggiare nel verde di un parco pubblico, da soli oppure in compagnia, fa bene, ed è uno dei pilastri del vivere con lentezza! Numerose ricerche hanno dimostrato un notevole miglioramento della salute mentale, compresa la riduzione dello stress, dell’ansia e della depressione. Il contatto con il verde è anche associato a miglioramenti della salute fisica, come riduzione della pressione sanguigna, della frequenza cardiaca e dell’infiammazione, nonché miglioramento delle capacità cognitive, della concentrazione. L’intreccio tra natura e salute rappresenta un’opportunità imprescindibile per costruire società più sane e sostenibili. A tutto questo manca un elemento: la socialità. Per mettere insieme questi tre elementi – natura, salute, socialità – è necessario valorizzare gli spazi verdi urbani, evitando che diventino spazi vuoti, privi d’identità e spesso lasciati nell’incuria più totale.
La presenza di polmoni verdi nelle nostre città sono indispensabili e andrebbero migliorati a ampliati, ma non sono sufficienti se non s’interviene anche nella qualità dell’aria che respiriamo, spesso si adottano – esperienza della mia città, Torino – interventi emergenziali e non strutturali. Le cause dello smog sono ben note, e ogni anno le persone che si ammalano e muoiono sono in costante aumento, l’Italia registra uno dei tassi più alti in Europa per mortalità da inquinamento atmosferico, con stime recenti che indicano oltre 43.000 decessi prematuri annui dovuti principalmente al PM2.5. La Pianura Padana è la zona più critica, con i decessi concentrati a causa di polveri sottili, biossido di azoto e ozono.
Proviamo anche a guardare la problematica sotto un’altra lente – che è anche il plurale di lentezza… – gli spazi verdi possono e devono avere anche un’altra funzione, essere spazi di socialità attraverso realtà organizzate e spontanee che aggreghino persone con interessi comuni o volontà di stare insieme creando comunità – nella mia città (Torino) sono decine le bocciofile abbandonate e quando esistono spazi autogestiti si fa di tutto per cancellarli, vedi la nefasta decisone da parte della Circoscrizione competente sulla realtà del Centro Culturale Comala – su questa vicenda v’invito a leggere questo articolo intanto cresce la mobilitazione, sul portale Change.org la petizione per mantenere la vecchia gestione ha superato le 26mila adesioni e sui social si moltiplicano appelli e testimonianze – oppure si comprimono dando in gestione a soggetti privati con accesso solo attraverso una tessera o con pagamenti per le singole attività proposte.
Ogni spazio naturale – leggasi parchi urbani – può offrire, come in precedenza sottolineato – benefici, ma è nella qualità della relazione che si attiva e che risiede il loro potenziale sociale e di salute. Questi spazi – verdi e d’incontro – possono essere una risposta concreta per tanti, possono costituire una straordinaria occasione di prevenzione, di educazione alla salute e di crescita personale per tutti. Un’opportunità che chiede di essere riconosciuta, protetta e integrata nelle politiche pubbliche, nella medicina territoriale, nella scuola, nei processi partecipativi delle comunità locali. Qualcuno potrà obiettare che mettere insieme, parchi e realtà aggregative, può sembrare una forzatura, in realtà non è così perché mettere insieme la bellezza della natura, e della possibilità d’incontrarsi, di diventare protagonisti dal basso degli spazi pubblici non può essere scisso e non deve sottostare a regole burocratiche e commerciali che stanno prendendo sempre più piede. Altro discorso riguarda boschi, foreste, parchi fuori dalle città, che devono essere preservati da qualsiasi insediamento umano che ne trasfigurino la loro natura. Le lente storie si generano e si sviluppano come semi nella neve, godendo della bellezza della natura, dei suoi profumi, dei suoi colori, e per bellezza della natura s’intendono anche tutte quelle donne e uomini, di ogni generazione. che s’incontrano per costruire una società libera, accogliente.
Foto di copertina: Giuseppe Rissone
Lente Storie: ritorna lunedì 13 aprile 2026
La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti





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