Evitare le orge di sorrisi finti e auguri vuoti
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Nel nostro progetto editoriale una delle voci è la parola solidarietà, che così presentiamo: Un principio piú che un tema, essere solidali per noi significa accendere una luce che eviti “che le voci di chi ha poca voce” rimangano sotto-traccia. La solidarietà – termine spesso abusato che non si traduce sempre in azioni concrete – non può essere e non deve essere una lista di principi scritti, ma azioni che nel nostro piccolo cerchiamo di mettere in essere.
Tra pochi giorni sarà Natale e come sempre accade siamo travolti da un’overdose di bontà e auguri, che spesso lasciano il tempo che trovano. Così per chiudere il 2025 di Fuori Luogo ho deciso di lasciare alla vostra lettura due testi che ritengo interessanti e chiari sul essere solidali – il primo – e il secondo ci mette di fronte al nostro gioco a nascondino con la realtà, mentre ci affanniamo a disquisire su genocidi, stermini, guerre, deportazioni.
Il primo è tratto da in Quando è giorno? raccolta di testi di fede della chiesa universale, Cevaa – Comunità delle Chiese Protestanti In Missione creata nel 1971 a Parigi, esattamente un proverbio cinese:
Un giorno, un mandarino fece un viaggio nell’aldilà.
Prima arrivò all’inferno.
C’erano lì molti uomini seduti davanti a piatti
pieni di riso, ma tutti morivano di fame
perché avevano dei bastoncini lunghi due metri,
e non potevano servirsene per nutrirsi.
Poi andò in cielo.
Anche lì c’erano molti uomini seduti davanti
a piatti pieni di riso,
ma tutti erano felici e in buona salute;
anche loro avevano dei bastoncini lunghi due metri,
ma ciascuno se ne serviva per nutrire il fratello
che era di fronte a lui!
Il secondo testo e la chiusura di un breve saggio dello scrittore egiziano-canadese Omar El Akkad, intitolato Un giorno tutti diranno di essere stati contro, pubblicato da Feltrinelli nel 2025. Un libro che non è semplice resoconto, ma un pugno nello stomaco. Non per la descrizione di orrori che ormai la rete ci propina senza filtri: la sua forza risiede nella lucida e impietosa osservazione di noi, bianchi-occidentali benestanti.
Un giorno finirà. Con la liberazione, o la pace, o con lo sterminio su scala così macroscopica da azzerare la storia… Le stesse persone che hanno compiuto il massacro, finanziato il massacro, giustificato il massacro e voltato le spalle al massacro si vanteranno di aver fatto la cosa giusta. È molto importante fare la cosa giusta, alla fine.
Non bastano certo i libri a far crescere la coscienza di ognuno su quanto sta accadendo nel mondo, però aiutano, in particolare in questo periodo dove si tende a censurare, limitare, ingabbiare, imbavagliare le voci dissonanti e critiche, lasciando spazio e libertà a quello che un’opinione ma un reato contro l’umanità, ed esso si chiama fascismo e nazismo. Le festività, sono un orgia di sorrisi finti e auguri vuoti, a cui cerco di sottrarmi, non per snobismo ma perché non attendo questi giorni per ascoltare, incontrare l’altro, e se proprio volete un augurio il mio è quello di cogliere il buono di queste feste e portarlo con voi tutto l’anno.
Foto di copertina: Laura Rissone
Fuori Luogo: ritorna lunedì 5 gennaio
La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti





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