info@bradipodiario.it

Morire Di Lavoro

Le morti sul lavoro non sono una fiction

∼

Non è una novità, si continua a morire sui luoghi di lavoro, anche il 2025 è stato costellato da notizie tragiche che riguardano lavoratori che hanno perso la vita, partendo dal 3 gennaio: Francesco Stella, operaio di 38 anni caduto da un’impalcatura da un’altezza di circa 6 metri in un’azienda di profilati a Lamezia Terme, a cui ne sono seguite altre 888, questi i dati sino a novembre. Uno degli ultimi in ordine cronologico lunedì 17 novembre, nel centro storico di Ceccano, provincia di Frosinone, Ezio Cretaro, 66 anni, formalmente in pensione.

C’è chi chiama ancora questi lavoratori con l’assurdo termine e ipocrita di «morti bianche». Non c’è nulla di bianco in questi morti, hanno il colore rosso del sangue degli omicidi. Un bollettino che non conosce sosta. Occorrono interventi concreti, per far si che questa mattanza quotidiana venga cancellata per sempre. Non possono bastare le parole di sdegno, occorre agire, che tradotto significa controlli.

Ad ogni tragedia sul lavoro si ripetono le consuete frasi di circostanza e condoglianze. Ma non cambia mai nulla. Rimangono intere famiglie distrutte dal dolore che per avere giustizia sono costrette a sopportare udienze infinite, che spesso non portano a condanne o a condanne troppo lievi, o peggio ad archiviazioni o ad assoluzioni.

 

Questi omicidi voluti in nome del dio del profitto, della produzione, della fretta, dovrebbero smuoverci, farci scendere in piazza, ma poco, troppo poco succede. C’è sempre un’emergenza usata come ricatto da mettere prima della salute e della sicurezza sul lavoro quando, in realtà, la salute e sicurezza sul lavoro dovrebbero essere inserite al primo posto. I controlli arrivano sempre, o quasi, a tragedia avvenuta. Manca il personale ispettivo. Si dice… Cosa stanno aspettando? Per non parlare – eufemismo per dire che bisogna parlarne eccome – della modifica ad alcune leggi sui subappalti. Le recenti modifiche al Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) hanno eliminato i limiti quantitativi e superato il divieto generale di subappalto a cascata. Sebbene pensata per il settore pubblico, la deregolamentazione ha influenzato l’intero mercato, rendendo più agevole la cessione totale del lavoro. Se l’appaltatore principale rimane solidalmente responsabile per la sicurezza, la distanza fisica e contrattuale creata dal subappalto multiplo rende spesso inefficaci i controlli sulla sicurezza e sul rispetto delle tutele minime da parte del committente finale.

Diventano insopportabili le classifiche, in quale regione si muore di più in quale di meno, “vincono” alla roulette della non sicurezza le fasce over 60 e under 30, e potrei continuare. Nel 2021 a Torino morirono tre operai per il crollo di una gru, in quell’occasione pubblicammo una foto con la scritta basta dire basta, quindi niente classifiche, ma atti concreti, investimenti seri sulla sicurezza nei luoghi di lavori, e cosa ultima ma non ultima presa di coscienza e vigilanza – che tradotto significa non accettare ricatti – da parte dei lavoratori.

 

La scorsa settimana – si conclude domani sera – su Rai 1 è andata in onda una serie in 3 puntate dal titolo L’altro Ispettore, ispirati ai libri di Pasquale Sgrò – ex ispettore del lavoro – e, dal 2000, titolare dello Studio Sgrò, che si occupa di consulenza nel campo della prevenzione infortuni, igiene del lavoro e aspetti ambientali. Il protagonista è un ispettore del lavoro, in servizio a Lucca, dove indaga e risolve casi in cui le morti non sono dovute a rapine, serial killer, ma al lavoro svolto, che dovrebbe dare dignità, serenità, sicurezza. Le storie sono liberamente ispirate a fatti realmente accaduti. La serie ha il merito – al netto delle vicende da commedia del protagonista – di mettere in primo piano l’argomento morti sul lavoro, purtroppo si tratta come si usa dire oggi di fiction, di finzione, in quanto il giovane ispettore che cerca le domande per trovare le risposte risolve il caso e fa arrestare i colpevoli, purtroppo nella realtà non accade esattamente questo, e non sarà il caso che a finanziare questa serie sono realtà governative e di controllo, che poco governano e poco controllano.

 

Foto di copertina: Max Cambellotti

Fuori Luogo: ritorna Lunedì 22 dicembre

 

 

La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *