Cielo vasto, stelle brillanti di luce intensa
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Lì, dove il cielo è sempre vasto e le stelle brillano con una luce intensa. Amo camminare all’aperto, godermi l’aria pulita ed osservare la bellezza della natura che mi circonda, che sussurra i suoi segreti più belli.
In montagna, l’ho fatto una volta sola, alle quattro del mattino, quando dal rifugio Vittorio Emanuele II°, in Valsavarenche (Valle d’Aosta), partimmo per salire al meraviglioso “Gran Paradiso”, feci malamente quella salita… non avevo dormito bene – era l’altitudine (non credo) – riuscii comunque a rallentare la salita al piccolo “gruppo” di amici per essere invece in cima arzillo come un grillo. Ma le stelle alle quattro non le vidi, stentavo a tenere gli occhi semichiusi, le stelle non c’erano più!
Al mare invece, quanto camminai sotto le stelle verso la tonnara presso la scogliera a destra di Cala Lunga, al nord dell’isola di San Pietro; andavamo più tardi, dopo cena, ancor di più se tirava vento perché la strada sterrata era illuminata da tante stelle e potevamo vedere dove camminare mentre respiravamo a pieni polmoni un’aria marina davvero pura!
Però, come al solito, camminando in silenzio, cosa non facile per me, mi vien da pensare, ed a volte sono sensazioni, intuizioni, ricordi e ricerche che faccio tra me e me, dentro, in profondo.
Immagini! Sì, immagini che sento dentro che mi porto dietro insieme ai ricordi della vita trascorsa. Immagini di persone che ho amato, che ho conosciuto, che ho incontrato cammin facendo… camminando insieme.
Quante sono quelle delle persone che ho incontrato a scuola, nella vita lavorativa, nei luoghi che ho frequentato per cultura o per diletto… tante immagini a cui sono associati alcuni ricordi, non tutti.
La mia mente lavora, elabora, trattiene e scarta. Mi stupisco al pensiero che tante immagini non siano più impresse, nonostante i diversi ricordi, e purtroppo, proprio le immagini più familiari si sono sbiadite, non hanno più quella visione come quelle persone fossero lì, davanti, insieme nel contesto di quel momento della vita che riemerge come fosse presente, ma l’immagine di quella persona cara non é più a fuoco… é sbiadita!
Certo le possiamo rivedere con le fotografie, ma appena le togliamo dal nostro sguardo in poco tempo si allontanano, quasi si estraniano. Eppure era mio padre o mia madre, ma nonostante quanto abbia queste persone nel cuore, non basta, la memoria non collabora, e con rammarico rimango con quel senso di vuoto, di lontananza, nonostante il mio desiderio.
Ricordo, una sera, alla fine degli anni cinquanta, in cui mia madre era ricoverata in ospedale per degli esami, mio padre era uscito per giocare una partita a carte al caffé del vicino corso, rientrò alle 23 giunse in casa con due signori. Ero ancora alzato, in quanto dopo cena Lui era uscito ed io ho ascoltato dapprima la radio e poi alcuni dischi. Comunque mi stupii dell’entrata di queste persone perché in mano avevano una chitarra ed un violino, strano abbinamento e a quell’ora…
Mio padre le aveva incontrate al caffè, giravano i locali e suonando guadagnavano le poche offerte fatte dagli avventori. Così per farmi una sorpresa, mio padre pensò bene di portarle a casa per farmi cantare con loro. Feci notare a mio padre l’ora e la correttezza nel riguardo dei vicini. ‘Ma sì, loro suonano in sordina, canta piano, in falsetto ma canta…!’
Dopo una breve consultazione di quali brani conoscessero per accompagnarmi scegliemmo ‘una furtiva lagrima’ dall’Elisir d’amore di Donizetti. Così ebbi l’opportunità di dare un po’ di gioia a mio padre che apprezzò e pianse, felice.
Ebbene, il ricordo mi é rimasto impresso, ma non ricordo la figura di mio padre in quella mezz’ora di quella strana tarda serata.
Purtroppo, col passare del tempo vengono a mancare anche i ricordi, come già detto, la mente discerne anche fra quelli che riteniamo fossero importanti. Perciò ancor più le immagini di quelle persone si fanno più sbiadite e si arriva a dimenticarle, questa carenza di memoria visiva mi addolora seppur rimangono le fotografie scattate, ma quante ne mancano, quante sono quelle non fatte!
Ci consoliamo di rivedere le foto fatte, belle o brutte, ma significative per il ricordo di quegli attimi trascorsi, come chi, ad esempio, seduto nei pressi del romantico ponte Isabella, sta a guardare l’acqua del fiume che passa e va, come passa la vita… ma l’amore non muore.
Ecco, appunto, il tempo trascorso della nostra vita lo teniamo nella mente e nel cuore, la nostra mente sceglierà quali momenti tenere in memoria, felici o tristi, la mente userà la memoria visiva per confermare quei tanti attimi trascorsi, però purtroppo ha dei limiti voluti o no che ci sottraggono un po’, a volte tanto, di quanto abbiamo compiuto in questo cammino terreste.
Alla fine non conterà la “quantità di tempo” che abbiamo trascorso con una persona, con quella persona, con chi era con noi in quel momento della nostra vita, ma la “qualità di quel tempo” e si spera che queste immagini rimangano in mente e riemergano nel nostro cuore, nonostante siano… sbiadite!
Fotografie e Copertina: Giovanni Bresciani – Giuseppe Rissone
Tra Un Passo E L’Altro ritorna Lunedì 22 dicembre
La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti





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