L’insegnamento di Robert Schumann
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L’eredità lasciata dal celebre artista romantico tedesco – Robert Schumann – contempla anche una importante attività da pubblicista che lo ha visto impegnato alla redazione di una nota rivista dal titolo Nuovi scritti per la musica. Secondo la concezione romantica la creatività è legata anche ad una morale ed il musicista non si limita a garantire un mero appagamento sensoriale, ma intende rivestire con responsabilità un ruolo didattico. Un esempio emblematico è costituito da un prontuario destinato ai giovani aspiranti musicisti che il maestro tedesco intitola Regole musicali per la casa e per la vita. Il decalogo è poi passato alla storia con la denominazione più compatta di Regole di vita musicale. Secondo un progetto iniziale Schumann avrebbe voluto inserire le regole musicali tra i vari brani dell’antologia pianistica Album per la gioventù Op.68 pubblicata a Lipsia nel 1849 un anno dopo la stesura dell’opera, tuttavia il suo contributo didattico vide la luce l’anno seguente nella veste di supplemento al fascicolo N.36 della rivista precedentemente citata di cui fu fondatore nel 1833 e direttore per oltre un decennio. In seguito il testo fu inserito come appendice all’Album per la gioventù, ma non ebbe mai l’onore di assurgere alla pubblicazione come opuscolo autonomo.
Al di là delle articolate vicissitudini un fatto è certo: il maestro attribuiva una singolare importanza a questo suo scritto perché, oltre alle indicazioni pratiche, esprimeva la propria personale posizione sull’arte dei suoni e sulla formazione del pensiero musicale. Il testo ebbe nel secondo ottocento ampia diffusione anche grazie all’edizione francese curata da Liszt e quella inglese curata da Piersen. In Italia la notorietà di questa importante testimonianza avvenne verso la fine dell’ottocento con il coinvolgente titolo Consigli di Roberto Schumann ai giovani studiosi di musica. Attraverso una attenta lettura si possono fissare alcuni parametri che ancora oggi mantengono inalterato il loro valore. La formazione dello strumentista non può prescindere dalla formazione dell’orecchio, dalla conoscenza della teoria della musica e dell’armonia attraverso l’attenzione verso i capolavori del passato. L’aspirante musicista deve superare le rigide barriere del tecnicismo attraverso innumerevoli esperienze senza escludere espressioni come il canto popolare e la musica del divenire. Sono tutti strumenti di cui la creatività deve entrare in possesso.
Una attenzione particolare è anche rivolta al metodo di studio che deve essere condotto con regolarità e con assoluto piacere puntando soprattutto sulla immediata lettura dello spartito. L’interpretazione del brano deve prevalere sull’ostentazione del virtuosismo e degno di nota è il consiglio di puntare inizialmente sul perfezionamento dei brani tecnicamente più accessibili. La padronanza tecnica si acquisisce in modo progressivo, ma resta sempre un mezzo e mai uno sfoggio di bravura. Altrettanto importante è l’esperienza cameristica e l’accompagnamento dei cantanti perché costituiscono occasioni preziose per creare significative relazioni attraverso la musica ed abbattere il muro della solitudine in cui il solista sembra essere spesso confinato. Altro aspetto alla base della didattica moderna è la concezione della trasversalità della musica che deve essere strettamente connessa alle altre espressioni artistiche e deve costituire una componente integrante del patrimonio culturale. Segue poi una considerazione di carattere morale che racchiude un’autentica lezione di educazione civica: l’arte e la cultura non sono un mezzo, ma un fine. In un mondo come quello attuale in cui il profitto economico sembra essere l’elemento prevalente Schumann esorta i giovani a ricercare la motivazione nell’acquisire strumenti espressivi sempre più solidi e si esprime in modo lapidario: L’arte non è fatta per conquistare ricchezze. Cerca soltanto di diventare un artista sempre più grande; tutto il resto verrà da sé.
Immagine di copertina: Giuseppe Rissone
A Suon Di Musica ritorna Lunedì 8 dicembre
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