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LA CAMBUSA DEI LIBRI

Educato Vs Educante

di Fabio Caucino

Voglino Editore

 

 MICHELE DE LEONARDIS

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≥ Quando nel 2014 finiva la mia esperienza da educato liceale, vedevo la scuola come un luogo dal quale distaccarsi, sia per necessità, che per volontà. A parte quello che avevo costruito con i miei amici e le mie amiche, non c’era molto che la mia mente e il mio corpo volesse conservare di quell’esperienza. All’epoca non sapevo quanto avrei portato dentro di me – nulla, credevo – e finiva anche l’illusione di una formazione educante a tutto tondo: l’università, si sapeva, non sarebbe stata così intima ed accogliente; i docenti non avrebbero saputo il mio nome, e sarei presto diventato un numero di matricola come gli altri.

A distanza di 11 anni, adesso posso dirlo con certezza, la mia parte educata porta orgogliosamente dentro di sé l’addio che la mia docente di italiano ci ha regalato durante la sua ultima lezione e, nonostante gli altri sei anni di formazione universitaria, la preziosità di quel dono non è mai stata superata da nient’altro legato al mondo dell’educazione scolastica.

“Quello che vorrei dirvi oggi per salutarci lo ha già detto qualcuno più grande di me, nel ventottesimo canto del Purgatorio.”

Si riferiva alle parole con cui Virgilio comunica a Dante la sua dipartita, incoronandolo “signore di se stesso”:

“Non aspettar mio dir più né mio cenno;

libero, dritto e sano è tuo arbitrio,

e fallo fora non fare a suo senno:

per ch’io te sovra te corono e mitrio”.

–

Educato vs Educante (come essere nato insegnante e scoprirlo soltanto dopo) di Fabio Caucino è stata la madeleine che mi ha riportato al pensiero di una scuola come l’ho sempre voluta io: inclusiva, incoraggiante, che valorizzasse i principi di dignità, individualità, collettività e di alterità.

Fabio Caucino, nato a Torino nel 1972, docente, conduttore radiofonico e cantautore, incarna, all’interno del romanzo, la sua parte educata e la sua parte educante: nel libro, i diversi Fabio (bambino, adolescente, adulto) ci raccontano l’importanza dell’educazione, dentro e fuori dalla scuola.

Il libro si apre con i ricordi di un bambino che già da presto si troverà ad essere investito completamente, e ancor prima dell’inizio della scuola, da un’aura educante fatta di gesti, regali, insegnamenti, luoghi, persone, osservazioni, profumi. Dall’importanza di curare le piante del proprio orticello – regalatogli dal nonno, suo primo “traghettatore” – attraverso la manualità della formazione, il Fabio bambino apprende sin da subito che la parte educante e la parte educata sono un tutt’uno, che non ci si può prendere cura dell’altro senza prendersi cura di se stesso, e che soprattutto che la propria parte educata non appartiene mai al solo passato: è un fiore che diviene frutto ogni giorno, fino all’ultimo.

Il Fabio adolescente ricorda, poi, del suo primo incontro con l’alterità e con l’altro, e di come il villaggio non possa esimersi dall’essere anch’esso una parte educante attiva. Attraverso i ricordi della sua esperienza di vita all’interno di una comunità parrocchiale di Gassino, Fabio Caucino sottolinea l’importanza della collettività, della discussione di gruppo, dell’alterità che non può e non deve essere messa da parte, tema ricorrente e approfondito nell’ultima parte del libro.

Crescendo, come una spugna, Fabio ha assorbito tutto quello che il villaggio (dalla famiglia, alla comunità parrocchiale, alla scuola) gli ha saputo dare, e lo ha fatto suo, prima di diventare magister, prima di diventare educante, perché come gli ha insegnato suo suocero Luciano, “dal bosco non si esce mai a mani vuote”.

A questo punto la prima parte del libro lascia spazio alle parole del Fabio Caucino adulto e professore, che introduce la seconda parte, dal titolo “Il diritto di tutti alla comunicazione”.

Per chiudere il cerchio, nella seconda e terza parte (“Spunti didattici per educati ed educanti”), l’autore cerca di concentrare la sua esperienza pluridecennale come insegnante per sottolineare quanto sia importante che la scuola e l’educazione di oggi e di domani diventino strade, sentieri da percorrere insieme, e non muri. Analizzando nuove tecniche, tecnologie e sottolineando l’importanza dei piani educativi individualizzati, ripercorrendo la storia e l’evoluzione della Carta dei diritti dell’uomo e della Carta dei diritti alla comunicazione, il professor Caucino ritorna, approfondendo, ai concetti di alterità, di inclusività e di dignità dell’individuo che non possono che essere la base di una scuola del futuro, se davvero vogliamo che nessuno e nessuna dei ragazzi di oggi escano, domani, dal bosco a mani vuote.

Per chi fosse interessato al libro può scrivere a info@bradipodiario.it oppure contattare la Libreria La Ciurma. Prossima recensione: L’impossibile ritorno di Amélie Nothomb – Voland Edizioni ≥

LA CAMBUSA DEI LIBRI ritorna domenica 18 maggio

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