Arte Naif E Metalli
Il volto del sacro nell’arte haitiana
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⊕ Ripercorrendo i miei racconti precedenti, vi ho portato nella cultura religiosa e musicale di Haiti e abbiamo potuto vedere insieme come essa sia un incredibile mélange, una fusione di elementi anche disarmonici che trovano, al loro interno, una loro sintesi. Abbiamo osservato come, in ambito religioso, ci sia un forte sincretismo tra la religione cattolica e il voodoo, e come la musica rifletta anch’essa sincreticamente elementi africani ed europei. La cultura artistica riflette tutti questi elementi simbiotici e li rende una delle più rappresentative di tutti i Caraibi.
Fortissime sono le influenze africane e indigene, mentre le tecniche pittoriche e scultoree sono tipicamente europee e, per certi versi, assomigliano alla tradizione naïf, con colori brillanti, accesi e con forti contrasti cromatici, e prospettiva piatta sebbene con minuziosi dettagli. Infondo, tutta la pittura naïf, che ricordiamo tradotto significa “ingenuo”, è un vero e proprio movimento culturale caratterizzato da artisti autodidatti, privi di formazione accademica, ma ricchi di una creatività istintiva, semplice e spontanea, caratterizzati da un tratto grafico approssimativo con prospettive spezzate e disarmoniche. I soggetti ritratti sono paesaggi e scene di vita rurale e quotidiana, con l’aggiunta di elementi fantastici o onirici. La semplicità non deve trarre in inganno perché seppur le opere pittoriche haitiane non potranno mai raggiungere valori estetici sublimi, possiedono radici comunicative ed emotive profonde. ⊗
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⊕ Uno degli aspetti più distintivi dell’arte haitiana è la tradizione della lavorazione del metallo, nata nella cittadina di Croix-des-Bouquets, un centro artigianale vicino alla capitale Port-au-Prince. Questa forma d’arte ha origine negli anni ’50 grazie all’artista haitiano Georges Liautaud, che trasformò vecchie lamiere e fusti di petrolio in sculture straordinarie. Il taglio del barile, l’incisione, la modellazione, la saldatura delle diverse parti e la decorazione rappresentano l’espansione di quanto il materiale grezzo possa divenire arte. Gran parte dell’arte haitiana riflette tutta la forza della spiritualità in quest’isola, nella quale le immagini, a differenza del cattolicesimo romano, non sono simboli, ma canali di comunicazione veri e propri con le divinità, in cui il simbolo diventa il mezzo, il punto di contatto tra il mondo reale e quello spirituale. Ogni immagine, come i vévè (disegni rituali), ha un significato che riconduce a un potere specifico; nel disegno si rappresentano le qualità degli spiriti (Ioa), ma la loro rappresentazione, in questa cultura religiosa, è una sorta di teofania, per cui i loro poteri di protezione e guarigione diventano concreti solo attraverso la loro rappresentazione: un uso dell’immagine che diventa mediana tra le realtà fisiche e metafisiche.
L’idea principale, all’interno di questa spiritualità è che il mondo sia in perenne lotta che non riguarda solo le divinità malvage in contrasto con la vita dell’uomo, ma abbraccia tutta la dimensione ultima della vita, coinvolgendo in questa sfida cosmica tutti gli antenati in cui, il “campo di battaglia” è dentro il mondo dei vivi e quello dei morti. Siamo lontani dalle nostre sensibilità religiose, ma dentro c’è qualcosa che le nostre culture religiose tendono ad allontanare, ovvero l’accettazione della mortalità e del ciclo della vita: le anime devono trovare pace ed i vivi devono ricevere protezione. Un dualismo che riflette la complessità di questa religiosità ed al contempo la complessità della vita umana. Il bene ed il male coesistono in un rapporto di forza costante e non c’è una dimensione ultima nella quale l’una prevale sull’altra.
Un’arte influenzata dal passato ancestrale, dal passato coloniale più recente e da un presente costantemente in bilico. Una lotta costante che attraversa le immagini e si ripercuote nel destino travagliato di una terra. Ecco che la lotta metafisica diventa lotta quotidiana e ciò che viene rappresentato non è così lontano da una realtà. ⊗
IL MONDO IN PAROLE POVERE ritorna sabato 19 aprile
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≡ Elaborazioni grafiche di Giuseppe Rissone – Foto tratta da pixabay.com ≡





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