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FUORI LUOGO: MEMORIA

Dichiarazione Degli Spazi Della Memoria

Per lo svuotamento delle politiche pubbliche sui diritti umani nella Repubblica Argentina

 

 ENEA SOLINAS

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⊆ Gemellaggio delle memorie: Ricevo via wahtsapp dalla lettrice e amica Manuela Saba un comunicato, che mi reca subito una riflessione (fuori luogo? forse sempre attuale) sulla necessità di difendere la memoria storica e civile dei popoli e le lotte politiche che ne derivano. Ci trasferiamo in Argentina paese che da questi punti di vista è radicalmente gemellato in questi ani di attualità revisionista e iperliberista e dove la violenza di passati regimi viene edulcorata ripromossa e valorizzata da esponenti al governo nei rispettivi paesi. La battaglia per la memoria non è solo resoconto memoriale, ma azione politica conseguente e diffusione e promozione di una cultura resistente contro questi infami tentativi reazionari di alterare le coscienze e fare leva su interessi e logiche di profitto.

È una questione di diritti e di dignità transgenerazionale e internazionale e da questo punto di vista l’ottica non può che essere solidale a questa campagna. Ringrazio Manuela Saba e la sua passione civile e condivido con la repubblica dei Bradipo-lettori. Leggete lentamente e con attenzione e per maggiore completezza di informazioni consultate i due link con articoli tratti dalle testate Askanews e Il Fatto Quotidiano online.  Buona lettura e buona resistenza e lotta!⊇

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⊆ Gli Spazi della Memoria, impegnati nella difesa dei diritti umani e nella conservazione della memoria storica, esprimono la nostra profonda preoccupazione e il nostro rifiuto per l’evidente svuotamento delle politiche pubbliche volte a garantire verità, memoria e giustizia in Argentina.

Fin dalla loro creazione, questi spazi sono stati fondamentali per onorare le vittime del terrorismo di Stato, per promuovere una riflessione critica sul recente passato e per educare le nuove generazioni a una cultura del rispetto dei diritti umani e della costruzione democratica. Le politiche pubbliche che sostengono queste iniziative non sono privilegi, ma diritti conquistati grazie alla lotta instancabile di organizzazioni, sopravvissuti, familiari delle vittime e dell’intera società.

Oggi la situazione è critica, c’è uno svuotamento e una mancanza di impegno politico per sostenere questa eredità fondamentale in tutta la Segreteria Nazionale dei Diritti Umani, si stanno licenziando quasi tutti i lavoratori, non c’è budget e si stanno smantellando quasi tutti i programmi e si sta anche cercando di vendere alcuni Siti e Spazi della Memoria.

Queste azioni non solo rappresentano un passo indietro, ma anche un pericoloso tentativo di diluire il senso storico ed etico di questi spazi, colpendo direttamente l’accesso della società a una memoria collettiva basata sulla verità e sulla giustizia.

Ribadiamo che la memoria non è negoziabile. È un pilastro indispensabile per la costruzione di una democrazia piena e un freno ai discorsi negazionisti che cercano di riscrivere la storia sulla base dell’oblio e dell’impunità.

Chiediamo che lo Stato argentino e i responsabili delle politiche pubbliche rispettino i loro obblighi internazionali e il mandato etico e legale di garantire i diritti umani. Gli Spazi della Memoria non sono solo luoghi, ma testimonianze vive di ciò che non deve mai essere ripetuto.

Invitiamo la società civile, le organizzazioni per i diritti umani e tutte le persone impegnate nella democrazia a unirsi in difesa di questi spazi e delle politiche pubbliche che li sostengono. È nostra responsabilità collettiva preservare la memoria come strumento per il presente e il futuro. Seguono le firme di 52 associazioni, collettivi e gruppi argentini.⊇

FUORI LUOGO ritorna martedì 11 febbraio

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≡ Elaborazioni grafiche Giuseppe Rissone – Fotografie Julian Athos ≡



 

2 Comments

  1. Bruno Post author Reply

    Ieri sera è andato in onda su RaiUno il film “Una farfalla impazzita” tratto dal romanzo autobiografico omonimo di Giulia Spizzichino sopravvissuta al rastrellamento del ghetto di Roma del 16 ottobre 1943. Nel 1994 Giulia, che durante la guerra perse 26 famigliari, venne a sapere che in Argentina viveva Erich Priebke, esecutore materiale della strage delle Fosse Ardeatine, e lottò per l’estradizione e la condanna dell’ex ufficiale nazista. Quello che mi ha colpito, è che non sapevo, è stato il sentire comune – sopratutto di donne – tra chi in Argentina lottava per conoscere la verità sui desaparecidos e in Italia chiedeva giustizia e condanna dei carnefici fascio-nazisti. Questo fa comprendere che quando ci si mette insieme qualcosa succede, isolati si è deboli e la memoria svanisce per la gioia delle dittature di turno.

    1. Enea Reply

      Caro Bruno,

      Centri uno degli obiettivi di questo articolo.
      Opporsi alla logica del divide et impera e fare un forte lavoro culturale di rielaborazione di biografie e storiografie. Cobtrastare l’ignoranza e la strumentalizzazione revisionista, cercare vieppiù in tempi tristi e confusi come l’epoca attuale di tenere desta l’attenzione e l’attitudine ideale. Non perché è un sogno da illusi sognatori, ma perché è una scelta di parte (partigiana) che si ostinata a tentare di abbattere muri e costruire ponti.

      Grazie per il tuo commento.

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