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TEMPIO APERTO

Il Prossimo Tuo – 1
Riflessioni oltre l’individualismo, unica ideologia ammessa. Italia.
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⊆ È possibile, nel formulare a parenti e amici gli auguri di un buon anno nuovo, che un minimo turbamento, un lievissimo rimestío di stomaco abbiano creato quelle parole, dettate da convenzioni e atmosfera del momento. L’ottimismo slanciato dal prosecco, la speranza (cui è ispirato l’anno giubilare) se la vedono, oltre il nostro individualismo, con una serialità oggettiva che fatica a conciliarsi con gli auspici di serenità.
Ho cercato un “perché” alle insolute conflittualità, intorno e prossime a noi; intanto di politica, per quanto qui ci interessa.
Fa da padrona l’asprezza di atteggiamenti con l’antagonista di turno, fino al suo disconoscimento che non ammette aperture a negoziati, prima ancora di una vera trattativa. Chi è più forte agisce, fa e disfa, bombarda e se serve arriva all’annichilimento del “nemico”. Ecco, amico/nemico è sovente l’unico viatico, barbaro, bellicoso. Me ne sono persuaso, come ogni animale terrorizzato si trovasse qui, fra le 00.00 e le 00.45, in una Torino bieca, scioccamente rintronata a salutare l’anno 2025.
Nel migliore dei casi, ed è questo il gioco sempre perdente di chi si declama progressista (nelle sue varie declinazioni), ognuno rimane chino a coltivare il proprio orticello, pensando di bastarsi; privi di una visione volta a generare alleanze di programma, portatori di poco comprensibili verità, imposte con miopissima verticalità.
In tale quadro, ho sentito da una parte sindacale, bisogna dire non senza coraggio, l’appello alla “rivolta sociale”. Una locuzione questa che forse offre una prima timida traccia di risposta al perché di cui sopra.
Intanto serve, ad ognuno di noi, la precondizione di “speranza”, intesa però come attiva ed energica proiezione a conseguire un risultato e non come mera fiduciosa aspettativa di esserne passivamente beneficiati. Ognuno di noi può dirsi artefice del bene comune in ogni gesto quotidiano, a partire da un’astensione di voto in meno.
“Rivolta”. Come intendere una parola che pare evocare avvenimenti e/o emozioni di un passato morto e sepolto? Ne coglierei al momento la preziosa radice etimologica: ovvero di fermarsi nel proprio cammino senza meta e “rivolgersi” con occhio attento e mente aperta a chi ci sta più vicino. L’arcobaleno di società che vede ancora nella nostra Carta Costituzionale il principale, direi esclusivo riferimento sia valoriale sia pragmatico è tuttora amplissimo. “Rivolgersi” implica, al cospetto di quel Testo unitario, il ritrovarsi, il riconoscimento, la piena legittimazione di chi si pensava impraticabile alleato. Su quegli enunciati, tutti fondamentali per una civile convivenza è, con la forza di volontà di tutti, ancora possibile tentare una nuova “Liberazione”. L’80° anniversario può esserne il migliore auspicio. ⊇
TEMPIO APERTO ritorna lunedì 25 febbraio

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≡ Elaborazioni grafiche di Giuseppe Rissone e fotografia da pixabay.com ≡


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