Dopo una puntata “musicale” torno all’attualità
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Cari amici bradipolettori ben ritrovati, dopo la puntata “musicale” della volta scorsa torno ad occuparmi dell’attualità, scrivendo questo mio articolo come sapete, perché più volte accennato, una settimana prima della sua pubblicazione. E, per pura combinazione, il giorno della sua stesura è il 2 giugno, festa della nostra Repubblica, che compie 80 anni. Ma veniamo all’argomento di cui voglio con voi condividere alcuni miei pensieri.
Il criminale neonazista ebreo Netanyahu continua imperterrito la sua guerra personale contro il Libano, contro l’Iran, contro la Cisgiordania ormai relegata a terra di conquista con i coloni, senza dimenticare dello sterminio che ha in atto a Gaza e che qualcuno fa ancora fatica a chiamare con il suo vero nome e cioè GENOCIDIO.
L’altro criminale, russo, non trova meglio da fare che scaricare missili sui civili inermi nel tentativo di fiaccare la resistenza del popolo ucraino mentre dall’altra parte dell’oceano l’improponibile presidente statunitense continua nelle sue farneticazioni cambiando idea almeno 24 volte al giorno, cioè una ogni ora, ma poiché credo che almeno un pochino dorma, le sue confuse idee riesce a cambiarle anche in minor tempo.
Ma per fortuna c’è l’Europa…
Già, l’Europa, quell’insieme di nazioni che non hanno saputo ancora prendere una posizione netta e comune su quanto sta succedendo. Ma questo perché ognuna di queste nazioni ha cercato di salvare il proprio orticello, confidando che a risolvere i problemi ci pensasse qualcun altro.
Troppo profondo per continuare, torniamo a casa nostra.
Abbiamo avuto una tornata elettorale per le amministrative, cioè dove siamo a chiamati a eleggere dei nostri rappresentanti sul nostro territorio, e ci eravamo illusi che, dopo il voto referendario, ci fosse un ritorno alle urne invertendo la tendenza all’astensione. Non è stato così e il cosiddetto Campo Largo ha dovuto rendersi conto che la netta maggioranza dei votanti No non era tutta sua, ma che tra i No diversi voti arrivavano anche da chi simpatizzava con la maggioranza.
E anche nella maggioranza abbiamo assistito ad un travaso di preferenze che a scapito del partito del ministro del ponte si riversavano verso il movimento dichiaratamente fascista capitanato da quel militare che per anni, grazie al suo ruolo, ha emanato ordini ai suoi subalterni che dovevano ubbidire… senza parole.
Ma per fortuna abbiamo altro a cui pensare, non al fatto che nonostante i proclami, il lavoro, vero, giovanile non decolli, non al fatto che i tanti contratti sbandierati dal nostro governo siano farlocchi e che, pur di lavorare, si accettino situazioni di rischio e questo lo vediamo tutti i giorni con il numero di infortuni e di morti sul lavoro che sembra davvero un bollettino di guerra, non al fatto che una visita specialistica la devi attendere mesi e magari neanche vicino a casa tua a meno che non te la paghi privatamente, e potremmo continuare.
No noi adesso abbiamo da pensare a come fare una nuova legge elettorale che di fatto escluda dal dibattito parlamentare chi non vince istituendo dei premi di maggioranza capestro.
Ora, guardando alle intenzioni di voto, i due monoblocchi viaggiano praticamente alla pari, ma se il Campo Largo deve tener conto dell’apporto elettorale del partito di Renzi, noto per la sua “coerenza” politica, dall’altra parte pur di rimanere dove sono, al contrario delle dichiarazioni di oggi, sicuramente verranno a patti col movimento del generale e, con questi numeri e il premio che vorrebbero introdurre nella nuova legge elettorale, riuscirebbero anche a eleggere da soli il nuovo Capo dello Stato e, se guardiamo ai nomi che questa compagine ha la figura papabile è il presidente del Senato.
Film dell’orrore?
Pessimisticamente non credo, sicuramente un’opportunità.
Possiamo venirne fuori?
Credo di si, ma bisogna tornare a parlare alla gente, scendere in piazza con idee e proposte comuni, cercando di recuperare chi si è allontanato dalle urne, recuperando dall’astensione. Smettendola di ribadire ogni volta che si viene intervistati che questo governo pensa solo alla legge elettorale mentre le bollette crescono.
Si controbatta invece che le scelte economiche che si vogliono attuare non risolvono i problemi, che far leva sul ritorno al nucleare per ottenere un’indipendenza energetica è utopistico, costoso e inutile visto che, se iniziassimo oggi a costruire, non a progettare, nuove centrali queste inizierebbero a produrre energia se tutto va bene fra 10-12 anni con costi non proprio contenuti, senza dimenticare che abbiamo ancora tonnellate di scorie prodotte dalle centrali dismesse che ancora non sappiamo dove stoccare. Proviamo a pensare che invece di sottrarre terreno agricolo per distese di pannelli fotovoltaici potremmo utilizzare le zone morte della nostra rete autostradale, cioè lo spazio fra i guardrails delle carreggiate o lo spazio tra questi e le recinzioni di confine. O che una pala eolica orizzontale potrebbe essere collocata all’imbocco di una galleria così da fungere come la dinamo di una bicicletta, e fornire elettricità per la sua illuminazione.
E per parlare di ordine pubblico far notare, a chi crede ancora in una democrazia, come il purtroppo già citato generale sia accolto dalle forze di polizia come nuovo messia, basta guardare un qualsiasi telegiornale per capire quello che sto scrivendo. E anche per questa volta mi fermo qui, spero di avervi dato qualche spunto di riflessione.
Musicalmente parlando vengo al brano scelto per il titolo. Si tratta di “Lascia che ancora” che con quanto scritto fino ad ora forse centra poco, ma quello che da una certa affinità è il nome del gruppo che lo esegue: “Posto di blocco19”. Gruppo formatosi a Collecchio inizialmente con il nome di Collettivo Musicale Collecchiese con attività concertistica che è durata parecchi anni principalmente in Emilia. Il loro stile ricalca molto le sonorità della Premiata Forneria Marconi.
All’inizio degli anni ’80 registreranno un album dal quale verranno presi solo due brani per un 45 giri. La loro formazione era Raimondo Fantuzzi chitarra e voce, Roberto Zazzi al flauto, Giancarlo Di Bella tastiere, Franco Coruzzi basso e Vittorio Savi alla batteria. Per un approfondimento su di loro vi lascio il link del sito curato da Donato Ruggero che parla più approfonditamente di loro, io invece vi fornisco il link per l’ascolto del brano.
Foto di copertina: Gianfranco Gonella (Orgosolo Città dei murales)
Il Mito Ostinato ritorna lunedì 20 luglio 2026
La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti





Senza stare a sottilizzare se quello perpetrato da Netanyahu sia genocidio o no (io ad esempio propenderei più per il no) mi ha colpito però vedere quella parola scritta tutta maiuscola e in grassetto; secondo me c’è un errore di fondo in questa enfatizzazione.
Ho notato che, spesso, in un confronto dove si discuta delle vittime di un sopruso, quelle che sono la parte lesa, nel discorso diventano figure di secondo piano perché la maggiore intensità retorica di chi ne parla è diretta a dipingere con tinte sempre più fosche il criminale di turno. Tu stesso Gianfranco, fai un cenno allo sterminio di Gaza, ma spendi molte più parole per esprimere disgusto verso l’oppressore: dici “criminale”, “neonazista” e ci aggiungi anche “ebreo”; io so bene come la pensi, ma nel contesto di quella particolare frase trovo che specificare la religione sia stato un infelice accostamento; di antisemiti in giro ce n’è già in abbondanza senza che gli si diano ulteriori motivazioni.
La sola parola “sterminio” ad ogni modo indica già una mostruosità e volerlo addirittura innalzare a genocidio, secondo me rende più fumoso il concetto. Con l’ignoranza che imperversa sono quasi certo che se si facessero dei sondaggi su un rilevante campione di individui si scoprirebbe che per la maggior parte degli intervistati il significato di “sterminio” sarebbe senza dubbio compreso, mentre su “genocidio” non ci scommetterei un granchè.
Tu speravi di averci dato qualche spunto di riflessione… con questo articolo a me ne hai dati fin troppi, purtroppo. Dico purtroppo perché mi piacerebbe affrontarli tutti e parlarne diffusamente, ma mi trattengo perché non ho idea di quanta pazienza potrebbero avere altri lettori di questo blog. Certo sarebbe stato facile metterci un like, dichiararmi d’accordo e condividere le tue stesse opinioni, ma quando i punti di vista divergono allora sono necessarie troppe parole per motivare e approfondire. Quindi la chiudo qui; sarà per un’altra volta.
Vorrei però tranquillizzarti circa il tuo timore di vedere a breve un film dell’orrore: ricordi la caduta del governo dopo le dichiarazioni al Papeete? E quello stesso vicepremier accogliere come vice segretario il famoso generale che adesso il suo partito glie lo sta spolpando? E quante filippiche abbiamo sentito sul grandioso ponte di Messina? Intanto, per ora non stiamo vedendo ingegneri e carpentieri all’opera, ma sappiamo che del ponte se ne sta occupando la magistratura.
Ed è giusto di pochi giorni fa questa notizia: una donna denuncia una violenza sessuale, avvenuta proprio nei locali del Senato da parte di un parlamentare. L’accusato si difende sulla stampa dichiarando “Io modestamente sono un bel ragazzo, la signora è normale…”. Ammettiamo pure che la signora sia una mitomane e che lui verrà prosciolto. Io però chiederei ugualmente una condanna perché, con quell’uscita peregrina, quel senatore uno stupro lo ha comunque commesso nei confronti del buon senso e della carica che ricopre. Nota buffa di questa ulteriore triste vicenda è che il senatore in questione si chiama Silvestro, proprio come quel gatto sfigato e pasticcione che, provando in ogni modo a mangiarsi il canarino Titti, finisce ogni volta bastonato e con le ossa rotte. Nel nome il destino? Staremo a vedere; rimane il fatto che una vicenda in cui è coinvolta un’alta carica dello Stato, invece di muovermi a considerazioni più profonde, mi fa pensare ai cartoni animati di Walt Disney!
Quindi caro Gian, dormi pure i tuoi sonni da tranquillo: questo governo è un circo Barnum di nani, ballerine e… pitonesse! Per gestire il potere non basta l’arroganza, ci vuole anche un briciolo di equilibrio e questi non saprebbero stare in sella nemmeno sul cavallo a dondolo. Costoro son talmente cazzoni che da soli riuscirebbero tutt’al più a eleggersi il presidente della Res Pubica.
Caro Claudio, continuo a pensare che uccidere sistematicamente giovani, donne e bambini più che uno sterminio sia un genocidio perché così facendo si nega un futuro ad un popolo e, non dimentichiamo che rappresentanti autorevoli del governo israeliano si sono espressi più volte auspicando la sparizione del popolo palestinese.
Il termine ebreo nei confronti del loro primo ministro è stato messo non per antisemitismo, ma per ricordare a chi se ne fosse dimenticato, di come con questo termine venivano identificate le persone da eliminare e credo che lui per primo se ne sia dimenticato.
Mi mancano gli articoli di Guido che sicuramente ne avrebbe scritto di più , ma religiosamente parlando questi si sono fermati all’antico testamento con un Dio vendicatore e sanguinario, al riconoscimento della legge del taglione, occhio per occhio dente per dente.
Credo quindi che ci sia un antisemitismo all’incontrario.
Tornando alla figura del losco figuro a capo nel neonato movimento nazionalista vista la loro kermesse denominata stati generali , credo che al di là delle dichiarazioni ufficiali, questa maggioranza arriverà a patti piuttosto di perdere la poltrona e non sarà una bella prospettiva.
Spero di sbagliarmi.
Con immutata amicizia.
A presto.
Accusare il nazista Netanyahu di essere un genocida o uno sterminatore può essere più o meno “roboante”, ma il fattore non cambia: sono sempre innocenti assassinati dai criminali. L’accusa mossa dal Tribunale dell’Aja a Netanyahu parla di crimini di guerra e, in caso di auspicabile ma improbabile condanna, non inciderebbe di molto la motivazione sterminio o genocidio, visto che son sempre enormi masse di morti ammazzati. Sull’immutabile natura “moderata” dell’elettorato italiano, da sempre esso è stato orientato da “slogan contro” e mai da scelte programmatiche economiche, sociali e politiche votate alla giustizia sociale. Prevalentemente si è cercata la “raccomandazione” anzichè la rivendicazione dei propri diritti; si è scelto un capo a cui asetticamente ubbidire e su cui scaricare le colpe una volta caduto in “disgrazia”. Non dimentichiamoci l’atavico malcostume dei “cambiacasacca” sempre pronti ad autoassolversi imputando solo ad altri le scelte sbagliate. Noi che non siamo servi di questo andazzo dobbiamo coerentemente continuare le nostre lotte, anche solo per non essere complici dei governanti e delle ideologie sopraffatrici. In quanto al “generale ribelle”, penso che si stia opponendo al governo Meloni con lo stesso proposito della Meloni oppositrice del governo Draghi. Entrambi (Vannacci oggi, Meloni in passato) hanno programmato di incassare i voti dei destroidi dissenzienti nei confronti dei partiti destroidi che appoggiavano il governo di turno, per poi fare una grande ammucchiata di centrodestra e restare al potere. Questa furbata è riuscita alla Meloni in passato, riuscirà anche a Vannacci, consentendo al centrodestra più spostato a destra di fare quelle scellerate “Riforme istituzionali” non riuscitegli finora. Non faccio analisi e paragoni musicali, riconoscendo la mia abissale ignoranza.