Vince la Carta il Governo traballa gli Italiani NO
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Sabato 21 marzo pomeriggio sostavo all’interno di un ipermercato a pochi passi dall’Allianz, detto in latino Juventus Stadium; tutt’intorno, estrema periferia Nord della Torino post-industriale, è un mostruoso luna park per donatori di cervello. Dovevo incontrare una persona e lì per lì non sapevo della partita che si sarebbe svolta in serata. Mi sentivo “perso”, sia per la vastità di quel non-luogo sia per la fauna che l’abitava, non pochi a frotte in look con abbondanti sciarpe e giacconi plastificati di vernice nera, cappellini pellati yankee inclusi. Tutti in un casual rigorosamente griffatissimo e taroccato.
Ad un certo punto lo sguardo volge ai box delle uova pasquali; in particolare quello di forma megalitica di una nota multinazionale. Schiere di papà perfettamente calvi e sopraccigliati, mamme e nonne in giacchini leopardati alla spasmodica ricerca,…ma di cosa? Le confezioni tutte identiche, il costo spropositato intorno ai 20€ per 300 grammi netti.
L’amica mi spiega che quegli individui anelavano alla Pasqua di Resurrezione non con l’uovo, ma con… le sorprese! messe in bella mostra da una vetrina che si può osservare in foto. Qualche sito aveva diramato piratescamente il peso lordo delle confezioni a seconda del loro contenuto segreto! Così, madame e madamine si proiettavano avantindré alle bilance dell’ortofrutta a caccia dell’uovo con la “sorpresa” agognata dai loro pupi iper-vitaminizzati.
No comment, se non un brivido di angoscia, che dal fondo-schiena mi é asceso lungo la spina dorsale diramatosi ai fossi mandibolari.
Questa lunga premessa per spiegare le mie sconce preghiere interiori perché molti italiani non andassero a votare, un piccolo accidente li cogliesse, senza vittime, per carità; proprio per l’ignota importanza esiziale della chiamata alle urne referendarie. Anche se le previsioni non si sono del tutto avverate, sembra che qualche fioretto rivolto ai santi Costituenti abbia avuto ascolto. Un piccolo miracolo!
L’affluenza (ma di quale “massa” continuano a parlarci??) attestata al 59% degli elettori, si è espressa al 53,23% per l’intangibilitá del sacro principio di terzietà della magistratura; 46,77% i SÌ (*).
Il risultato non legittima alcuna esultanza per Ellybelly, il fascinoso Frategiovanni ed il Prof PentaConte. Non giustifica nulla, se un terzo scarso degli elettori ha evitato che ci trovassimo ad un passo di svolta autoritaria del nostro assetto costituzionale. Chiediamoci, al di là di accenti edulcorati, quanti di quei 15.084.225 NO fossero pienamente consapevoli di quel rischio: possiamo dire che lo zoccolo di “cultura democratica” resiste al più con una decina di milioni di concittadini fra i 18 e i 105 anni? Saremmo a circa 2 elettori su 10.
La Carta del 1948, già azzoppata dal centrosinistra nel 2001 al suo titolo V (dedicato alle autonomie locali) per far star buona la Lega secessionista, si salva oggi da quell’altra Italia ultra maggioritaria, socialmente coatta per indifferenza, disgusto o perché de/sotto-acculturata; dal cosiddetto “Campo Largo”, debole, privo di visione e già pronto a litigare, con un Prof a 5Punte che irrompe in TV dopo appena il secondo exit-poll a chiedere le Primarie di leadership.
Si naviga a vista per tutto l’arco Parlamentare, ognuno a curarsi i mal di pancia propri scalciando al vicino di banco. Mentre il Paese beccheggia e s’imbarda fra rischio recessione e salari sempre più deprezzati, ci si imbarca per la campagna delle elezioni politiche, lunga da qui ad un anno e mezzo. Primo obiettivo, tutto a destra, l’ennesima legge elettorale in odore di truffa, per salvare un sistema di potere che può implodere solo della sua insipienza. È partita Boccadirose con le pulizie di primavera, ottenendo le teste della Capa di Gabinetto ed il Sottosegretario del Ministero di Giustizia. La Ministra Santanchè, mente si scrive il presente, è lì al patibolo e si dimena.
Chiudiamo con l’indicazione più felice giunta dai NO, per chi avrà orecchie, proprio da dove le criticità bussano forte: i giovani ed il Sud (Campania e Sicilia in testa). Neapolis, città-simbolo dei contrasti italioti, con quel grandioso 75,5% di pernacchie sul muso altezzoso di Boccadirose, segnala con un colpo di scheda le priorità generali: difesa e opportunità per le aree sociali più deboli, migranti inclusi; redistribuzione di risorse per una scuola educativa, sanità ed edilizia pubbliche; una politica industriale che parta da investimenti su ambiente ed energia ecocompatibile; ricerca e promozione culturale degli Enti ed Università che decongestioni le dissennate impalcature consumistiche del Paese.
Insomma, lo dichiaro da bianconero un po’ distratto: Investire più nel Toro che nella Juve.
*dati della piattaforma Eligendo-Ministero dell’Interno
Immagine di copertina: Gian Michele Spartano
Tempio Aperto ritorna lunedì 11 maggio 2026
La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti





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