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La Terra Ci Stupisce Sempre

Quante cose belle abbiamo attorno a noi…

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Succede camminando, in special modo in montagna, di osservare il paesaggio e poi, poco per volta limitare lo sguardo ad un angolo di quanto stiamo vedendo e di coglierne i particolari. A volte, in questa osservazione più attenta, scrutiamo dove, almeno idealmente, potremo passare per raggiungere la cima, cerchiamo il percorso che a noi sembra più agile, più sicuro e fattibile per arrivare alla vetta.

A tratti, ci soffermiamo nell’ammirare la natura, i fiori dalle diverse forme e dai tanti colori, che possono crescere nei prati, nei pendii e perfino tra le rocce in mezzo ad un terreno arido, dove ovviamente si pensa che non possa crescere nulla, ed invece ecco un bel cespuglio vivo di fiori che splendono e si godono i sole ed i loro petali tremano all’aria fresca. I fiori, quante varietà e con diversi colori, eppure vivono tutti nonostante i diversi mutamenti del clima. Camminando facciamo attenzione a non pestarli, però comunque pestiamo l’erba, anch’essa molto utile anche se non la riteniamo altrettanto bella. Tanti tipi di erbe che nutrono gli animali, perciò anche l’erba a cui non diamo peso, ha una sua importanza. E fra l’erba ci sono le varietà medicinali che pure loro sono utili sia agli animali sia all’uomo.

Anche la conformazione e le forme delle montagne, con i loro sassi, graniti, quarzi, possono attrarre la nostra attenzione in quanto quelle forme che vediamo camminando a poco a poco cambiano aspetto lungo il cammino, e se non é possibile vederle totalmente a volte desideriamo di poterle osservare da un’altra angolazione oppure dall’alto. Sì, salendo nel percorso che conduce ad una cima più alta, é probabile che possiamo vedere meglio quella che osservavamo precedentemente e soddisfiamo la nostra curiosa immaginazione.

 

All’inizio della primavera com’è bello camminare in alta quota sulla neve, non più alta, e con qua e là dei buchi dove sta spuntando un piccolo ma gagliardo fiore che ci saluta, sorridendo alla vita. In cima che bello..! A parte la gioia di essere stati capaci di arrivare alla meta, se c’é bel tempo abbiamo l’occasione di vedere il panorama, a volte direi infinito, che ci da la sensazione di capire quanto bello, vario ed immenso sia il mondo..! Ovviamente più la punta é alta e maggiormente si ha la possibilità di spaziare il nostro sguardo vedendo altre cime lontane e sottostanti laghi e vallate.

Anche queste ultime, le vallate, sono interessanti da scoprire. Possono essere ampie, tortuose, strette, a volte senz’acqua, a volte molto lunghe fino ad arrivare ad un colle dove salendovi se ne vedono altre, ed ancora altre montagne. Ogni vallata ha le proprie caratteristiche nel terreno, nell’erba, nei fiori, nei sassi, nelle forme montuose, più esposte al sole o più in ombra; la loro diversità dipende maggiormente dalla quantità dell’acqua e​dall’esposizione solare. Ce ne sono, per fortuna poche, che non hanno quasi mai il sole in quanto hanno attorno monti alti che ostruiscono il passaggio dei raggi solari.

Tutte queste varietà di ambienti comportano un diverso afflusso di persone che frequentano questi luoghi per turismo e per sport. Ma purtroppo i residenti sono diminuiti di molto, in quanto il modo di vivere consumistico ha cambiato le motivazioni di una vita in mezzo alla natura… fatta dalla natura. Camminando fra i sentieri si incontrano molte baite diroccate. Queste che noi chiamiamo baite, erano le “case” di tanti che hanno abitato quei luoghi ch’erano vissuti nel contesto di quanto offriva la natura.

 

Gli alberi con i loro frutti, quanto erano preziose le castagne, le noci, le mele, le pere, le ciliegie e poi a terra, i mirtilli, le more, le fragole i lamponi. La verdura, essendo un clima più freddo aveva meno varietà, molte le patate seppur tardive, e naturalmente erano colti i funghi, gli spinaci selvatici (o girasoli), le diverse erbe o bacche, anche quelle per fare liquori. La montagna veniva curata nei camminamenti dei sentieri o “mulattiere” ove si passava anche con il bestiame, i muli per il trasporto delle merci e pecore capre e buoi per portarli nei pascoli. Si incontrano ancora i muretti di pietra che sostenevano i pendii dove al di sopra veniva falciata l’erba per fare il fieno. Ed ancora la montagna veniva sfruttata con l’estrazione di diversi minerali, si possono ancora oggi visitare alcune miniere. Inoltre si tagliavano alberi per costruzione di baite, case e mobili; si impiantavano altri alberi anche per la sicurezza della tenuta del terreno in pendenza in modo da limitare il numero delle frane. Non é più così, tante borgate sono ormai abbandonate, alcuni paesini hanno pochi abitanti e son venuti a mancare i negozi perfino quelli essenziali, in alcuni in compenso sono arrivati i turisti stagionali.

 

Quarant’anni fa nella valle di Viù – provincia di Torino – ero anch’io uno di questi. Avendo fatto amicizia con alcuni residenti chiesi a loro di accompagnarmi in una escursione ai laghi che si incontravano andando verso Balme nella valle grande di Lanzo. Con uno di loro, partii ovviamente al mattino presto e salimmo dapprima sul sentiero battuto poi a poco a poco che ci allontanavamo dal paese il sentiero era sempre più ostacolato da erbe alte e intense con molta difficoltà a farsi un varco, appunto il sentiero non più frequentato. Nel salire trovammo diverse baite non solo in disuso ma anche crollate, più su ne trovammo una ancora abitata da due persone anziane, vivevano li con due smilze vacche, qualche gallina e nulla più. Non erano in grado di scendere alla borgata sottostante e circa una volta al mese (o ogni due mesi) dal comune venivano forniti di vivande essenziali; il loro mondo era quel poco che avevano attorno in quel forte pendio chiuso fra gli alberi.

Avendo percorso l’ultimo tratto molto ripido, quando ci siamo fermati pensai di bere l’acqua che scorreva vicino alla baita, ma l’amico mi disse di bere dalla borraccia. Più tardi, camminando ancora su per vedere i laghi, mi spiegò che quell’acqua non era controllata e probabilmente poteva crearmi delle infezioni, che invece le persone che avevamo incontrate potevano berla in quanto il loro corpo si era ormai assuefatto. Questo episodio vuol ricordare come si viveva, tempo indietro, sulle montagne e quanto era duro vivere, nonostante la bellezza e la tranquillità della natura, ed erano persone serene. Giungemmo ad incontrare due piccoli laghi, ma l’umidità estiva aveva fatto salire la nebbia e pertanto il paesaggio non é stato possibile ammirarlo pienamente; quindi per sicurezza non proseguimmo, d’altronde avevamo già fatto un lungo percorso e visto l’impervio sentiero era meglio scendere.

 

Non ho specificato, inizialmente, una cosa un tantino insensata: era da alcuni anni che non eseguivo più escursioni e quella, non essendo prevista e perciò non avendo il minimo di attrezzatura necessaria, l’ho fatta con un paio di stivali e neanche della mia misura, ovvero più larghi… lascio immaginare come ho affrontato la “scampagnata”! Ritornato a casa, un tantino stanco…, feci una doccia per rilassarmi, facemmo cena e successivamente, “sostenuto” da mia moglie e da sua sorella, andammo in paese per vedere la festa serale. Vedevo le stelle nel camminare, senza alzare gli occhi al cielo!

A parte questa avventura un po’ particolare, quanti bei ricordi ho impressi nel mio PC portatile (cervello) quante belle immagini di questo mondo terreste ho potuto vedere… anzi contemplare, immergermi nel profumo dell’aria che aveva preso da tutta la natura circostante; i colori di quei luoghi che mutavano con la luce solare e le ombre delle nubi; i silenzi ed i rumori dell’aria e dei ruscelli o delle cascate d’acqua; il freddo della pietra o il caldo della roccia esposta al sole. Non ho detto dei tanti animali, uccelli, insetti che ho incontrato, osservato, ascoltato; anche loro fanno parte di quell’ambiente che ho avuto la gioia di frequentare più volte.

 

Quanto c’é ancora da narrare delle bellezze della nostra terra, mi sono espresso solamente di luoghi montani ed assai poco. La terra ci offre diversità enormi, deserti, alte montagne piene di ghiaccio, mari immensi, laghi e fiumi; tante forme della natura che a volte può essere crudele, ma anche lì c’é vita. Tutte queste bellezze che ci attorniano le sappiamo apprezzare? Siamo sicuri di voler bene a noi stessi se non le sappiamo conservare? Noi siamo parte della natura ed é nostra la responsabilità proteggerla per poterla gustare al fine di appagare la nostra mente, il nostro cuore e il nostro corpo che in essa si rigenera.

 

Fotografia di copertina: Giovanni Bresciani

Tra Un Passo E L’Altro ritorna lunedì 23 aprile 2026

 

La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti

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