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I Giorni Di Vetro

Da qualche parte c’è sempre una luce

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Inizio questa recensione con un rammarico, lo scorso venerdì avrei conosciuto l’autrice del romanzo che sto per presentarvi, purtroppo un raffreddore di quelli che fanno diventare da benestanti a ricchi sfondati i produttori di fazzoletti di carta, mi ha costretto a casa… L’autrice in questione è Nicoletta Verna, che ha presentato alla Libreria La Ciurma di Torino il suo ultimo romanzo L’inverno delle Stelle.

Il procedere strano di questa recensione non è concluso, in quanto riguarda il romanzo precedente, edito nel 2024 da Einaudi da titolo I giorni di vetro, regalatomi oltre un anno fa da un mio cognato che ne possedeva due copie, quando ho scoperto che l’autrice sarebbe intervenuta nella Libreria del mio quartiere ho deciso di leggerlo per poi eventualmente passare al nuovo.

Non è andata così, se ci fosse qualcuno che tra i lettori di questa rubrica che ha partecipato alla presentazione lasci cortesemente un commento, in tal modo da recuperare un pezzetto di quello che mi son perso.

 

Per evitare che abbandoniate in anticipo la lettura di questa recensione, è giunto il momento di farvi entrare nel mondo di Redenta la voce narrante de I giorni di vetro, una giovane donna segnata nata il giorno del delitto Matteotti che porta sul suo corpo i segni indelebili della poliomielite, parla poco e accompagnata dalle apparizioni dei suoi fratelli defunti. Attende il ritorno del suo amico d’infanzia, Bruno, che ha promesso di sposarla, tramite il padre conoscerà una camicia nera, Vetro, con cui convolerà a nozze, sprofondando in un abisso di violenza.

Siamo nella Romagna delle balere, dei concorsi di bellezza, delle camice nere, e delle montagne dove ci si arma per l’idea di libertà. La storia si sviluppa tra Castrocaro e Forlì, chiamata simpaticamente il Cittadone, in quanto per chi viene da piccoli paesi di campagna viene percepito e vissuto come qualcosa di immenso e rumoroso.

L’esistenza di Redenta si intreccia a un certo punto della storia con quella di Iris, giovane donna bella, sana e colta, che si arruola come partigiana nella banda del comandante Diaz, di cui Iris è anche la compagna. Due figure femminili molto diverse tra di loro che si scopriranno più vicine del previsto, per scoprire il come, il quando, il perché non vi resta che immergervi in queste pagine dove l’autrice non fa sconti, non omette violenze, non omette crudeltà verso le donne, e se qualcuno pensa che in fondo il fascismo non è poi stato così male, le pagine di questo libro potrebbero aprirgli gli occhi, e oggi più che mai è necessario non rimanere inermi davanti allo sdoganamento delle idee e dalle logiche delle camice nere.

Le pagine della Verna sono pugni allo stomaco, che vanno presi per non dimenticare, e come Redenta resistere, che con il suo vivere complesso e violento lascia una  coraggiosa, ostinata, inestinguibile speranza.

 

Il libro può essere ordinato alla Libreria La Ciurma scrivendo a laciurmalibreria@gmail.com oppure al numero whatsapp 3488122598 segnalando questa recensione.

 

Immagine di copertina: Giuseppe Rissone

La Cambusa Dei Libri ritorna lunedì 2 marzo 2026

 

La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti

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