info@bradipodiario.it

Un Atto Di Coraggio

Decidere in autonomia cosa fare e come farlo

∼

Raccontare storie lente è la “missione” di questa rubrica, e cosa c’è di più lento che nel leggere un bel libro, dietro ad un libro non c’è solo lo scrittore, l’editore; non bisogna dimenticare l’ultimo anello della catena, ovvero le librerie, e in primis il libraio, figura forse poco conosciuta, che giudico determinante in consigli, e con le proprie librerie – parafrasando Eugenio Finardi: se una libreria è indipendente libera la mente – diventano presidi culturali, creano comunità. Da due anni frequento una libreria del mio quartiere di residenza – Santa Rita a Torino – e con il titolare – Daniele Cargnino è nata un’amicizia e una collaborazione attiva con il nostro progetto. La libreria è La Ciurma di via Caprera 28/b a Daniele ho chiesto di raccontare la sua esperienza.

 

Com’è nata l’idea della libreria e perché questo nome? L’idea nasce da molto lontano – nel tempo – in un periodo in cui pensavo molto a cosa fare nella vita. E siccome ho avuto esperienze in campo lavorativo in qualche libreria, ho sempre desiderato averne una tutta mia. E’ seguito un processo burocratico parecchio lungo ma la soddisfazione di quando ho preso lo spazio e i lavori che hanno preceduto l’apertura è qualcosa di unico, perché non vedevo l’ora di iniziare questa nuova avventura. Il nome non è stato il primo pensato, ma tutt’ora mi piace molto e credo rifletta lo spirito di questa libreria: un gruppo di persone che crede in determinati valori, che agisce sul territorio e propone attività per stare insieme.

 

Cosa vuol dire per te essere una libreria indipendente? L’indipendenza è tutto per quanta mi riguarda, poter decidere in autonomia cosa fare e come farlo. Senza nulla togliere alle librerie di catena, io preferisco una gestione più libera, senza vincoli, in cui le decisioni vengono prese anche collettivamente per il bene della Ciurma. Si parte e si torna tutti insieme.

 

Da poco la Libreria ha compiuto 2 anni di vita, vuoi fare un bilancio e raccontare un sogno nel cassetto? Il bilancio umanamente parlando è molto ricco, denso di incontri e di amicizie che hanno lasciato il segno, che siano scrittori e scrittrici che si affezionano alla Ciurma oppure clienti che nel corso del tempo sono diventati amici e punti fermi. Economicamente subiamo anche noi i cambiamenti intorno e le variazioni di un periodo complicato, ma cerchiamo di resistere un minuto di più di chi vorrebbe serrande chiusi e strade buie. Fondamentale è il supporto di lettori e lettrici che anziché prendere un libro on line o in una Mondadori si rivolgono a noi, e gli/le siamo grati di ciò. Il sogno nel cassetto naturalmente è (m)andare avanti il più a lungo possibile la libreria, arrivando a una stabilità e tranquillità e potersi dedicare a altro senza avere l’acqua alla gola. 

 

Svolgi delle attività particolari, se sì quali sono quelle a cui tieni particolarmente? Qui facciamo presentazioni, reading, letture per bambini, a volte qualche concerto acustico, gruppi di lettura, persino cene letterarie. Tengo in egual misura a tutte le attività, perchè ogni incontro porta con sè una scoperta e tanta gente che ha piacere a sentirsi parte di qualcosa e che si trove bene. Niente di formale, io le definisco più chiacchierate tra amici, come fossimo davanti a un falò a raccontarci delle storie. 

 

Che parole useresti per incuriosire i lettori invitandoli a venirti a trovare? Sostenere una libreria è un atto di coraggio, anche politico. Significa sapere da che parte stare. Perché dietro la Ciurma non c’è solo la vendita dei libri, c’è un progetto in cui la comunità e il quartiere sono i protagonisti. In questo caso la Ciurma sono loro, siete voi, perché solo insieme si può fare la differenza.

 

Entrando nella libreria di Daniele si viene accolti da un grande murales con l’effige di un polipo viola, i suoi tentacoli sembrano volerti tentare non solo dall’acquistare un libro, ma di conoscere che cosa si svolge in quel luogo. Ovunque abitate cercate le librerie indipendenti e ritornando e parafrasando Eugenio Finardi… Quando son solo in casa/E solo devo restare/Per finire un lavoro/O perché ho il raffreddore/C’è qualcosa di molto facile/Che io posso fare/È aprire un libro/E mettermi a sognare…

 

Foto di copertina: Giuseppe Rissone – Laura Borio

Lente Storie ritorna Lunedì 19 gennaio

 

 

La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *