EDITORIALE
Terzo appuntamento con il nostro quindicinale, concludiamo la rotazione delle delle rubriche – a cui si aggiungono quelle fisse Fuori Luogo e La Cambusa Dei Libri – e ringraziamo voi lettori per il gradimento che ci state accordando, con un buon numero di visite e commenti. Il tutto, arricchito come sempre dalla vignetta Strabonide Il Saggio di Umberto Scopa e Lo Scatto di Max la fotografia di Max Cambellotti.
Siamo sempre molto attenti a tutti i fatti che riguardano la lentezza, come se fossero dei piccoli semi che andranno a germogliare. La nostra redattrice Maria Rosa Caire segnala un articolo apparso su La Repubblica a firma di Concita De Gregorio dal titolo: Erano all’incirca le 11, quando ho scoperto che nella lentezza c’è virtù. Siamo lieti che la giornalista abbia scoperto la bellezza della lentezza, e la consideri una virtù o come scrive nel finale del suo articolo abbia sperimentato, chiacchierando con un’amica scrittrice, la bellezza nel guardare le cose di lato, che traduciamo in guardare e usare il tempo, il nostro tempo, in modo diverso, senza correre, senza per voler a tutti i costi immergersi in mille attività. Cara Concita benvenuta, e ci permettiamo di suggerire che la lentezza non riguarda – almeno per noi – solo fare le cose lentamente, ma avere una visione della vita che mette in primo piano le relazioni, il contrasto a certe scelte che ci considerano numeri e non esseri umani. Siamo certi della tua onestà nel dire che hai scoperto la lentezza, e con rispetto e attenzione ti chiediamo di parlarne ancora, e di rifiutare la lentezza come moda, ma con un atteggiamento che osiamo definire politico.
Lo scorso 23 ottobre è uscito nelle sale cinematografiche La vita va così di Riccardo Milani – già regista di Un mondo a parte con Antonio Albanese e Virginia Raffaele dove emerge il rapporto tra natura e piccole comunità e la conseguente salvaguardia e la loro sopravvivenza – che al di là della ricostruzione che strizza l’occhio – visto il cast – al genere comico. Ha il merito, attraverso la storia di Efisio Mulas – ispirata a quella vera di Ovidio Marras che ha impedito la costruzione di un resort di lusso sulla spiaggia di Tuerredda rifiutandosi di vendere un suo terreno – di sottolineare che non tutto ha un prezzo, e che si può e si deve dire No davanti alla devastazione del territorio che spesso si accompagna al ricatto delle promesse di posti di lavoro. Le grandi opere sono lì a testimoniare la forza del potere economico intrecciato con quello politico che sfrutta luoghi e comunità umane per i propri interessi e che gode per aver messo il proprio nome su una costruzione, una medaglia al petto: io ho voluto il grattacielo più alto, io ho voluto il ponte più lungo, la ferrovia più veloce. Dispiace che di Ovidio Marras si parli attraverso un film – seppur gradevole – e non come esempio di resistenza pacifica e non violenta. Assistendo alla proiezione al termine della stessa ho sentito partire applausi dai presenti, indica un sentire comune con la lotta del pastore oppure un bravo te che io ho altro da fare, e come diceva De Andrè: i miei concerti sono poca cosa se uscendone non vi impegnate in prima persona.
La fotografia che accompagna questo editoriale, scattata anche in questa occasione da Laura Rissone in un piccolo giardino della periferia ovest di Torino, l’autrice sottolinea: in quel piccolo rettangolo di verde ho giocato da bambina e fatto giocare decine di bambini, quell’albero è stato sempre lì con i suoi colori sempre diversi a seconda della stagione, una presenza amica che sopravvive, nonostante tutto, ancora oggi.
Per seguire gli appuntamenti quindicinali v’invitiamo a leggere il sommario da dove potete accedere all’archivio delle singole rubriche. Cliccando – nella home page – su rubriche potete leggere le loro presentazioni, e su bradipi conoscere gli autori delle stesse.
In questo terzo numero troverete (cliccando sui titoli potete leggere i vecchi articoli, salvo le nuove rubriche) oltre alle fisse gli appuntamenti con Il Mito Ostinato, Ragnatele Di Parole Scritte, Tra Un Passo E L’Altro, Segn/Ali. Come sempre il disegno che accompagna i nostri editoriali è di Umberto Scopa. A conclusione v’invitiamo a visionare le varie parti del sito che trovate nella home page, che completano il racconto del nostro lavoro intrapreso nel lontano 2008. Il numero 4 sarà online lunedì 24 novembre e continuate a sostenerci per permetterci di proseguire il nostro cammino, attendiamo le vostre donazioni su buonacausa.org
La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti





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