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In Anticipo Sui Tempi

Non ridurre in schiavitù il tuo fratello…

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I diritti: uno dei temi di Fuori Luogo, alle volte non conosciamo la loro storia, come e quando sono stati conquistati, altre volte – sbagliando – siamo convinti che siano stati conquistati per sempre. Uno di questi è il diritto a non essere schiavo. Lo schiavismo non è scomparso, a distanza di circa 350 anni dalla storia che sto per raccontarvi, sono evidenti nuove forme di questa pratica, cosa che ci deve far comprendere che le conquiste vanno sempre coltivate, controllate e farne memoria per evitare che la storia si ripeta. Prima di portare alla vostra attenzione la vita di un uomo, anticipatore dei tempi, devo necessariamente dirvi chi sono i quaccheri.

Il movimento cristiano dei quaccheri (nome con cui è conosciuta la Società degli Amici) nasce nel XVII secolo in Inghilterra in ambito anglicano, e asserisce il sacerdozio di tutti i credenti. Il termine deriva dall’inglese quaker: “tremante”. Appellativo con cui venivano indicati gli appartenenti al movimento in quanto nelle loro riunioni, quando essi ritenevano stesse scendendo lo Spirito, avevano alcune manifestazioni esteriori, fisiche, tra cui il tremore. Tra le scelte dei propri aderenti il rifiuto del servizio militare.

 

Per raccontarvi nei dettagli la storia del protagonista Benjamin Lay vi porto a Copford, in Inghilterra, dove nasce nel 1682, nel 1718 si stabilì a Barbados con la moglie Sarah Smith dove svolse la professione di mercante. Impressionato dal brutale trattamento inflitto agli schiavi, divenne agricoltore in Pennsylvania, rifiutando di consumare prodotti del lavoro servile. Dopo la morte di Sarah, scrisse il libro di denuncia All Slavekeepers that keep the innocent in bondage che può essere tradotto in Tutti i guardiani di schiavi che tengono in schiavitù gli innocenti. Benjamin Franklin – ne condivideva le idee anche se con poca coerenza in quanto possedeva tre schiavi e li liberò solo in punto di morte – lo pubblicò nel 1737. Lay scrisse oltre duecento libri, contro la pena capitale e il sistema carcerario, a favore dell’autoconsumo e del vegetarianismo. Se pensate che le sue idee fossero pienamente accolte dal movimento quacchero vi sbagliate. Nel 1738, a Burlington, proclamò che agli occhi di Dio ogni essere umano ha pari dignità e che la schiavitù è il peggiore dei peccati, molti quaccheri erano mercanti e proprietari di schiavi, e non presero bene l’intervento del loro confratello, che ribadì il suo pensiero in varie occasioni. Benjamin Lay fu l’ultimo quacchero a essere espulso dalla congregazione per aver protestato contro lo schiavismo. Ci sarebbero voluti altri quarant’anni perché i quaccheri iniziassero a bandire i proprietari di schiavi. Lay con le sue azioni era in forte anticipo sui propri tempi.

 

Possiamo datare la fine dello schiavismo a fine del 1700? In parte sì, o quantomeno si inizia a riflettere, anche se gli stessi contrari, mettevano in evidenza la differenza tra esseri bianchi e esseri neri. Nel 2016 sono stati calcolati 45,8 milioni di schiavi nel mondo, in Italia, la legislazione è intervenuta in favore delle vittime, ricordo la legge dell’11 agosto 2003, n. 228, “Misure contro la tratta di persone”. Tutto questo mette in evidenza che questa pratica aberrante ha mutato le sue forme ma non la sua sostanza, il grido di Benjamin Lay è ancora valido tutt’oggi, e servirebbe il coraggio di molti per proseguire la sua lotta.

 

Foto di copertina: Gabriele Rissone

Fuori Luogo ritorna Lunedì 27 ottobre

 

 

La lentezza impedisce che qualcuno rimanga troppo indietro ed evita che qualcuno vada troppo avanti

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