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IL MITO OSTINATO

Aquile Blu

Più che dell’intelligenza artificiale temo l’ignoranza naturale

 

 GIANFRANCO GONELLA

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⊆ Cari amici bradipolettori, rieccoci al nostro appuntamento mensile con qualche pensiero che, mi auguro, possa essere spunto di discussione o perlomeno di riflessione. Come ho già avuto modo di raccontarvi la stesura del mio articolo cerca di essere sempre il più vicino alla attualità pur essendo scritto, e quindi spedito alla redazione, dai 4 ai 5 giorni prima della sua pubblicazione, con il rischio reale che alla fine possa già risultare vecchio. Comunque ci provo e vediamo poi come andrà a finire. Le notizie di questa settimana degne di essere trattate sono state diverse e le citerò in ordine sparso, non cronologico.

Netanyahu, spinto da una sua voglia di rimanere a galla a tutti i costi, ha nuovamente sferrato un attacco indiscriminato verso Gaza alla ricerca di nuovi/vecchi terroristi, rei di non liberare tutti gli ostaggi, se ancora ve ne fossero in vita, come intimato dal suo sodale americano, l’immobiliarista che vuole deportare tutti i palestinesi per realizzare in quella terra “Gazaland” per la quale ha già registrato e diffuso un render che ha indignato chiunque abbia un minimo si sensibilità. Morale, a fronte di un presunto capo di Hamas ucciso, come danno collaterale migliaia di civili morti e, naturalmente fra questi, molti sono bambini.

Altra notizia, l’immobiliarista americano si confronta con lo zar russo per stabilire come e quando chiudere le ostilità in Ucraina. Un po’ di territorio a te e lo sfruttamento delle terre rare a me, non ti preoccupare di cosa dice l’Europa che tanto è solo un cane che abbaia, ma come sai, non morde, è troppo divisa, pensa che, anche se ha cercato di adottare una moneta comune non ha di uguale neanche le prese di corrente.

La differenza fra questi due personaggi è che uno, l’americano, è fuori di testa di suo e che, per non soccombere, si è circondato di personaggi più ignoranti, eufemismo, di lui, cosa che lo fa sembrare un padre eterno, mentre l’altro, lo zar, a fare la parte dei fuori di testa manda i suoi subalterni, ma è lui che regge le fila e di fronte ad uno sprovveduto come il suo alter ego, riuscirà a ottenere tutto quello che si era prefissato con l’invasione dell’Ucraina. Chi ha ben imparato la lezione dello zar è il presidente turco che, il giorno dopo la dichiarazione del sindaco di Istanbul nel volersi candidare alle elezioni presidenziali come suo avversario, lo fa arrestare ufficialmente per corruzione. Lo zar gli avversari li arrestava e poi, stranamente, in carcere si ammalavano e morivano. Vedremo come andrà a finire con il turco.

Un’ultima notizia, ma è quella che mi fa ancora credere al bicchiere mezzo pieno, è la manifestazione apartitica lanciata da Michele Serra e denominata “Una piazza per l’Europa”. Una manifestazione alla quale hanno aderito partiti, sindacati, associazioni sia religiose che laiche, intellettuali, artisti, scrittori, ma tanta gente comune. Una manifestazione che molti hanno male interpretato, definendola una celebrazione dell’Europa del riarmo, guerraiola, invece di considerarla come meritava realmente. Perché era proprio contro a questa visione che si è scesi in piazza, per l’Europa che vogliamo, non che vogliono quelli che ci governano. Ed è un peccato che a contestare questa manifestazione, oltre alle forze governative, siano stati anche tanti che si reputano progressisti.

Anche qui mi rifaccio ad una vecchia massima che recita che quando il dito indica la Luna, l’imbecille guarda il dito. A proposito, notizia odierna (19 marzo ndr), la nostra primo ministro, quella incapace di parlare in italiano, quella che parla solo in romanesco, in udienza alla Camera, dopo settimane di latitanza, si scaglia contro il manifesto di Ventotene, quello scritto da esuli al confino nel 1941, dichiaratamente antifascisti. Ma si sa, come dice il proverbio, il lupo perde il pelo, ma non il vizio… ⊇

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⊆ E se fa paura l’intelligenza artificiale io temo molto di più l’ignoranza naturale. Un modo di dire a riguardo di una persona che si esprime come molti nostri politicanti, che è proprio “un’aquila” per la sua intelligenza da lo spunto per giustificare il titolo del brano che vi propongo oggi Aquila blu (come i caschi dell’ONU, altra istituzione che non si capisce bene cosa faccia e a cosa serva), ed è eseguito da quello che ai tempi si poteva definire un supergruppo, i Duello madre, nome che sta proprio bene con il quotidiano. Sono genovesi, producono un album nel quale vi è un solo brano cantato, pubblicato nel 1973 dall’etichetta “Produttori associati”, la stessa che ha pubblicato i lavori di Fabrizio De André. Ne fanno parte il chitarrista e cantante Marco Zoccheddu, già Nuova Idea e poi Osage Tribe, Bob Callero, anche lui già Osage Tribe al basso, proveniente dai Circus 2000 è il batterista Dede Loprevite mentre ai fiati, sax e flauto, c’è Pippo Trentin del quale si possono ascoltare diversi assoli nel brano in questione. Se fate una ricerca su YouTube vale la pena di trovare il brano “Momento” che si distingue per un bel giro di basso. L’ascolto dell’intero disco comunque, per le troppo lunghe parti strumentali, può risultare a volte monotono. Dopo lo scioglimento Bob Callero si unirà al nuovo supergruppo “Il Volo”, quello originale con Vince Tempera, Gianni Dall’Aglio, Alberto Radius, Mario Lavezzi e Gabriele Lorenzi. Il batterista Loprevite suonerà nei Nova. Buon ascolto. ⊇

IL MITO OSTINATO ritorna martedì 29 aprile

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≡ Elaborazioni grafiche di Giuseppe Rissone – Foto di Gianfranco Gonella ≡



 

5 Comments

  1. Bruno Reply

    Come non condividere il sottotitolo di questo articolo, detto questo devo ammettere di fare parte degli “imbecilli” nel senso che non ho compreso il senso della manifestazione di Serra – che ammiro per i suoi scritti, e che forse si è fatto strumentalizzare da alcuni partiti che sulla carta non ci dovevano essere – l’altra piazza aveva almeno il merito di essere chiara: un netto No alla guerra e agli armamenti. Non credo nemmeno io che l’iniziativa di Serra fosse guerrafondaia, alcune dichiarazioni fatte sul palco, però hanno aumentato le mie perplessità. Tutto questo avrà un seguito? Serra dice “non perdiamoci di vista”, forse mi sbaglio ma tra girotondi, sardine e quant’altro ho il timore che sia stata un’altra occasione persa, per la sua mancata chiarezza. A buon rileggerci.

  2. Claudio Savergnini Reply

    Nei tantissimi video di youtube che vedo ogni giorno appaiono di continuo numerose interruzioni pubblicitarie che mi infastidiscono molto. Riesco però a tollerare quelle dell’UNICEF o di Save The Children, che spesso vengono a ricordami i milioni di bambini che, nel mondo, stanno morendo di fame o per malanni legati alla malnutrizione. I pubblicitari esagerano sempre nell’esaltare i benefici delle loro merci, talvolta facendo asserzioni anche non vere. Quando sento che il tale dentifricio elimina il 99,9 per cento dei batteri, io semplicemente non ci credo! Però quando UNICEF dice “milioni” di bambini temo proprio che non stia inventando quei numeri. Quei milioni di creature affamate sono realtà ed è uno stato di fatto di gran lunga antecedente ai bombardamenti su Gaza, ma di quella realtà non se ne parla mai, non fa notizia.
    Perchè ti ho parlato di Unicef e Save the Children? L’ho fatto perché mi ha colpito quando hai aggiunto il dettaglio che tra le vittime civili di Gaza ci sono molti bambini. L’hai detto tu ma lo leggiamo anche su tutti i giornali, sia per i bimbi di Gaza che per quelli ucraini. Mi sono chiesto: come mai chi si trova in zone colpite da bombardamenti ottiene maggiore attenzione dai media rispetto agli altri? Non penso che morire di fame sia un modo meno atroce; anzi, è anche peggio: una deflagrazione ti porta via in un secondo, mentre la denutrizione lo fa in settimane o mesi; però quel tipo di sofferenza passa in sordina. Sarà mica perché si spera che mettendo in evidenza le vittime delle guerre si smuovano maggiormente le coscienze? Sarà questo il motivo? Smuovere le coscienze per indirizzarle alla filosofia del pacifismo?
    Un mondo interamente pacificato sarebbe un bel traguardo, anche se io lo ritengo un’utopia. Non ci sarà mai pace sulla Terra, almeno finché su di essa saranno presenti degli esseri umani! Ma anche se non ci fosse l’uomo, la biscia dovrà pur sempre mangiarsi il rospo, il falco predare la biscia e il leone azzannare la gazzella. Anche in un ipotetico pianeta non contaminato dalle guerre dell’umanità, ogni altro singolo animale, specie all’ora dei pasti, avrà la preoccupazione di dover fuggire, nascondersi e prima o poi soccombere: in poche parole direi che è la Natura a non essere l’ambiente ideale per vivere in pace!
    Comunque della Natura facciamo parte anche noi e molti di noi si dichiarano “pacifisti”, ma secondo me le loro posizioni ideologiche sono ormai fuori tempo massimo.
    Fino a pochi giorni fa io non sapevo una cosa che ho trovato in rete cercando notizie sul “Memorandum di Budapest”; ho scoperto allora che, fino al 1994, l’Ucraina era la terza potenza nucleare nel mondo, con un arsenale di cinquemila testate fra tattiche e strategiche. Aderì al trattato di non proliferazione nucleare e consegnò le sue bombe atomiche proprio alla Russia affinché venissero smantellate. Da evidenziare che è stata l’unica nazione al mondo ad essersi spogliata volontariamente di quelle bombe, ottenendo in cambio assicurazioni da parte della Russia e degli altri firmatari del memorandum circa la propria sicurezza, indipendenza e integrità territoriale. La dismissione di un arsenale nucleare a me è sembrato un importante gesto di pacificazione (oltre che un grande esempio per altre nazioni) ma come è andata a finire, per l’Ucraina, lo stiamo vedendo già da tre anni (senza contare l’invasione della Crimea nel 2014, anch’essa avvenuta in violazione dei patti del memorandum).
    Non ho idea di come evolveranno le ipotesi sul riarmo dell’Europa, staremo a vedere, ma certi recenti avvenimenti dovrebbero indurre a riflessioni molto attente prima di agire in un senso o nell’altro.
    Poi, per carità, mettiamoceli pure i fiori nelle bocche dei nostri cannoni, ma dal lato della culatta ci lasciarei le munizioni del giusto calibro. Non si sa mai.

  3. Gian Reply

    Grazie per gli interventi ai quali rispondo ora, volutamente in ritardo.
    Il perché ve lo spiego subito.
    Ho voluto attendere per vedere le reazioni del mondo politico dopo le manifestazioni di piazza, su ciò che si voleva per Europa.
    E cosa abbiamo visto?
    Abbiamo visto che i nostri rappresentanti hanno un concetto completamente diverso dal nostro a riguardo dell’Europa.
    Noi chiediamo pace e loro parlano di riarmo;
    Se noi consideriamo i migranti dei profughi, loro li considerano clandestini ed invece di chiedersi perché fuggano dalle loro terre si preoccupano di come distribuirli nei vari stati o di rispedirli al mittente;
    Noi chiediamo giustizia e loro non pronunciano neanche una parola sulla strage che Netanyahu sta continuando a fare nella striscia di Gaza, e non dicono neanche una parola sul fatto che questi ha un mandato di cattura emesso dalla corte internazionale per crimini di guerra e che un capo di stato europeo lo accoglie a braccia aperte disconoscendo la corte stessa;
    Fino a ieri difendevamo a spada tratta la causa ucraina e appena l’immobiliarista americano attua i dazi promessi all’import americano dell’Ucraina non ne parla più nessuno e Putin inasprisce i bombardamenti causando morti tra i civili.
    Ecco, questa è l’Europa che ci vogliono dare e quella che noi non riconosciamo.
    E allora ben vengano le sardine, i girotondi, le piazze con chi ci sta perché in fondo noi ancora ci crediamo e finché si potrà continueremo a ribadirlo.

  4. Remigio Smaldone Reply

    Giusta e condivisibile la tua analisi sulla situazione politica nazionale e mondiale, su Netanyahu e le “sue giustizie sommarie” appoggiate dall’immobiliarista americano e sugli accordi sottobanco di quest’ultimo con lo zar sovietico su come spartirsi l’Ucraina (le terre rare a zio Tom e qualche regione ucraina russofona allo zar). E all’Occidente europeo finanziatore della resistenza armata degli ucraini non andrà nulla? Certo che c’è pure la porzione del bottino per i Paesi europei! Quasi tutti gli Appalti per la ricostruzione post bellica dell’Ucraina finiranno a grosse aziende UE, mettendo in pratica un colonialismo economico anzichè militare. Io ho seri timori sul cattivo uso dell’intelligenza artificiale da parte dei potentati politico-economici mondiali, vista la loro bravura nel manipolare l’opinione pubblica con gli attuali “mezzi d’informazione” in modo falso, faziosso e truffaldino. In attesa di un’applicazione di massa dell’intelligenza artificiale continueranno ancora ad abbindolare i popoli con parolai di parte (sedicenti giornalisti) e polituncoli quaquaraquà, i quali ripetono le bugie imbeccatogli dai loro capi bastone. Siamo alla soglia del 25 Aprile e mi sento di domandare scusa a chi lottò e morì per darci la libertà di cui una cospicua maggioranza de popolo ne fà un cattivo uso!

  5. Gian Reply

    Grazie Remigio per il tuo intervento. Nulla da aggiungere se non rimarcare il gran silenzio dell’Europa di fronte alle stragi che quotidianamente questi assassini continuano a fare imperterriti.

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