Auguri e Sogni..!
Le usanze che ci hanno insegnato, le abitudini che abbiamo assunto – la vita che desideriamo, gli auguri che ci scambiamo.
Ma continuiamo a sognare o realizziamo?
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⊕ Ier l’altro ero a passeggio con la mia ‘nipotina pelosa’ lungo il fiume, era una bella giornata quasi primaverile, ormai con questo clima mutato non ci si stupisce. Mentre Luna (la cagnetta) correva tra un albero e l’altro alla ricerca degli scoiattoli, mi assaporavo un po’ di tranquillità e distensione, guardando la collina e dall’altra parte le montagne con le cime bianche e lucenti di neve, i miei occhi probabilmente esprimevano gioia.
Ma il cervello lavorava e fantasticava pensando ai nostri riti abituali prescritti sul nostro calendario, le usanze che abbiamo assunto nella vita quotidiana di esseri umani e civili. Ormai son passati diversi giorni. Quante volte, da ormai più di un mese, abbiamo ripetuto questa parola: “auguri”. Abbiamo augurato: Buon Natale, Buone Feste, Buon Anno.
“Auguri” è una parola antica. La usavano i Romani e gli Etruschi. “Auguri” era la cerimonia con cui i sacerdoti interpretavano il volere degli dei scrutando il volo degli uccelli o altri fenomeni. Immagino questi sacerdoti intenti ad osservare il volo degli uccelli per trarne buoni auspici. Era il desiderio che accadesse qualcosa di bello, di positivo. Ma poteva anche essere visto in modo malevolo: che a qualcuno accadesse qualcosa di brutto.
Mi piace, allora, associare la parola “auguri” a persone che guardano il cielo, che cercano di interpretare il futuro, perché il futuro è sempre oscuro. Noi non abbiamo strumenti sufficienti per “saperlo in anticipo”; non abbiamo telescopi per vederlo “in anteprima”. Così, un tempo, le persone si rivolgevano al cielo, a qualcuno (maghi, streghe? Perfino in TV!), a qualcosa. Poi il cielo si è “svuotato” di questa presenza. Oggi ci affidiamo alla “fortuna”, ci aggrappiamo alla “fortuna”. L’augurio diventa sinonimo di “buona fortuna”: “Ti auguro che ti capitino tante cose belle”, “Ti auguro che ti sorrida la vita”. Pensiamoci!
Spesso i nostri auguri odorano di “impotenza”, di “frasi di circostanza”. Ci sentiamo piccoli, non abbiamo un cielo a cui aggrapparci, ci sentiamo totalmente passivi. Sul futuro non possiamo farci nulla, “speriamo in bene”, speriamo arrivino “cose belle”. Che tristezza! Ci crediamo figli del progresso e siamo diventati figli del caso. Fragili naviganti in mano alla bizzarria del mare. In balìa di un capriccioso destino. Un destino insensibile ai nostri desideri, ai nostri dolori, ai nostri affetti. Una fortuna “bendata”, che sparge a “casaccio” i suoi regali dentro l’inesorabile scorrere dei giorni, che rosicchia ogni cosa e sommerge i suoi “figli”, ciascuno di noi, con crudele indifferenza. Siamo in balìa del caso, del nulla. Ci sentiamo in mezzo ad un mare in tempesta che fa sobbalzare la nostra barchetta di carta.
Impauriti e fragili ci facciamo gli auguri. Di che? Di sopravvivere. E, magari, che dal cielo “piovano” cose belle. Ma ci crediamo poco… nonostante l’arrivo dell’Intelligenza Artificiale. Allora, dopo l’indigestione di auguri del tempo natalizio, torniamo a parlare di problemi e paure, guardando con sospetto al futuro, che ci appare sempre più minaccioso. Auguri, é solamente una parola? ⊗
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Possiamo “desiderare” il futuro, possiamo augurarci di costruirlo migliore. Ed allora, perché non investire su noi stessi? Potremo non solo sentirci augurare cose belle, ma realizzarle! Il nuovo anno ormai avviato è affidato alle nostre mani, siamo dunque rivoluzionari, magari con un sogno..! L’importanza di avere un sogno. A volte fin da ragazzi si pensa di realizzare uno dei tanti sogni che facciamo, uno in particolare certamente ci accompagnerà per tutta la vita. Può anche darsi che non sarà possibile togliere quel sogno dalla mente. In certi casi può essere il capitale più prezioso che abbiamo, un sogno, un sogno da realizzare, e per questo si possono spendere tutte le proprie energie. Dunque: realizza il tuo sogno! Vuoi una vita qualunque o vuoi cambiare il mondo? Domanda da porsi ogni giorno: “oggi mi accontento o voglio realizzare qualcosa di grande?” Perché avere un sogno significa dare un senso, una direzione, alla propria vita; significa non accontentarsi; significa chiedersi: “cosa è realmente importante per me?” Il tuo sogno diventa convinzione, diventa un magnifico compito da portare a termine. Chi ha un sogno non butta via niente. Fin da piccolo devi essere come una spugna che assorbe e impara da tutti, perché tutto é utile conoscere per poter realizzare. Inoltre chi ha un sogno grande non lo può tenere per sé. Lo racconta, lo condivide. Comunica le sue idee con tale forza da convincere familiari, compagni, colleghi, il proprio capo, a sostenere la sua visione e ad accompagnarlo/aiutarlo nella realizzazione.
Perciò, se non abbiamo un sogno, che ci facciamo qui?” Come mettiamo in pratica l’augurio ricevuto? Dunque, ecco perché senza tanti fronzoli, senza mistiche e cervellotiche evoluzioni, nella semplicità del quotidiano, nasce il nostro ottimismo, la nostra forza. Allora realizziamo il nostro sogno, manteniamo viva la speranza. Rammentiamo però che spesso abbiamo bisogno anche degli altri (in quanto non siamo onnipotenti) quelli a noi vicini e chissà forse anche degli sconosciuti ci possono dare una mano per portare a termine ciò che abbiamo sognato e desiderato fortemente, perché insieme si può condividere ed é più facile realizzare, però senza utilizzare l’altra persona, ma mettendo insieme le sinergie con sincera fraternità. Auguri… concreti..! Ora, scusatemi. Debbo occuparmi di quella affettuosa monella, Lunaaa!!!⊗
UN PASSO DOPO L’ALTRO ritorna sabato 9 marzo
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≡ Elaborazioni grafiche di Giuseppe Rissone e foto di Giovanni Bresciani ≡





Trovo le sue riflessioni un flusso perfettamente legate al concetto di lentezza che non rimane un’idea astratta ma si concretizza. Grazie
Gentil.ma STEFANIA, La ringrazio per il gentile Suo scritto a proposito delle mie riflessioni incluse nel recente articolo. E’ nel mio essere “stare con i piedi per terra”, ciò non vuol dire che non mi piaccia sognare, però ormai ho appreso e constatato più volte, che dobbiamo Vivere la Vita realmente. E poi, non sono di quelli che lasciano le cose in sospeso, se non me la sento rinuncio prima di iniziare, altrimenti vado avanti fino alla conclusione di quanto mi é stato proposto. Grazie per la lettura e spero Le siano interessati anche gli articoli delle altre Rubriche. Buona serata, con cordialità. Giovanni Bresciani